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European Parliament - Foto di Cédric PuisneySecca alternativa in materia di budget UE dal Parlamento europeo, che ieri si è espresso in sede di plenaria sulle prospettive finanziarie per il periodo 2014-2020: si aumentino le risorse a disposizione o si decida a quali obiettivi dell'Unione si è disposti a rinunciare, perché senza risorse adeguate le politiche prospettate non saranno possibili.

Le idee del Parlamento sul prossimo quadro finanziario pluriennale sono state anticipate nei giorni scorsi dalla vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, nel corso di un'intervista rilasciata ad EurActiv.it.

Le priorità sono:

  • evitare la riduzione del periodo di programmazione da 7 a 5 anni;
  • semplificare le pratiche per l'accesso ai fondi comunitari, in particolare per le PMI;
  • migliorare la programmazione a livello locale;
  • accompagnare all'incremento delle risorse una loro razionalizzazione, riducendone la dispersione e puntando su progetti di grandi dimensioni.

A proposito dell'entità delle risorse, il Parlamento chiede un aumento di almeno il 5% del bilancio, in mancanza del quale gli Stati membri dovrebbero essere pronti a dichiarare quali politiche sono pronti ad abbandonare.

Il prossimo 29 giugno la Commissione europea presenterà le proprie proposte in materia, ma le negoziazioni saranno probabilmente complicate dall'intenzione, già manifestata a dicembre da Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Finlandia e Germania, di congelare la spesa comunitaria, in linea con il regime di austerità richiesto agli Stati membri.

Il Parlamento, dal canto suo, rilancia e propone di alimentare il budget  2014-2020 con nuove fonti - ad esempio con una tassa sulle transazioni finanziarie e abolendo compensazioni, eccezioni e meccanismi di correzione - così da superare la dipendenza del sistema dai soli contributi nazionali.