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lewandoski - autore: Credit © European Union, 2012Entra nel vivo la battaglia delle prospettive finanziarie, il bilancio dell’Ue per il periodo 2014-2020. A combatterla saranno la Commissione europea, che chiede un aumento del bilancio rispetto agli ultimi anni, e alcuni Paesi membri, tra cui Italia, Francia e Germania, persuasi che l’austerità debba riguardare anche i bilanci comunitari. Tutto gira attorno a cento miliardi circa di copertura che, secondo i segnali che stanno emergendo in queste settimane, dovrebbero essere trovati tagliando le risorse del programma quadro di ricerca, della Pac e delle politiche di coesione.

La proposta della Commissione per il 2014-2020 prevede, in dettaglio, 1.025 miliardi di euro di budget, una cifra pari all’1,05% del pil europeo. Di questi, 491 miliardi saranno dedicati alla crescita intelligente, che include le politiche di coesione; 383 miliardi andranno alla crescita sostenibile; 18 miliardi alla sicurezza e cittadinanza. Mentre circa sessanta miliardi serviranno per il funzionamento della macchina amministrativa.

Questa impostazione, nonostante sia piuttosto limitativa rispetto ai compiti dell’Ue, ha portato una spaccatura. Esiste una maggioranza trasversale di paesi che vuole congelare il budget comunitario, tenendolo sui livelli della precedente programmazione finanziaria. E tagliando, di fatto, un centinaio di miliardi rispetto all’attuale ipotesi. Lo sostengono Germania, Finlandia, Francia, Olanda, Svezia, Gran Bretagna e la stessa Italia. In sostanza, bisogna portare il budget Ue intorno all’1% del prodotto interno lordo europeo.

In che modo sarà possibile fare questo e quante possibilità ci sono di arrivare a un esito diverso della battaglia che si chiuderà entro fine anno? Secondo quanto risulta a Fasi.biz, i margini perché la proposta della Commissione trovi parere positivo da parte del Consiglio sono ridotti al minimo. Il fronte dei paesi membri più influenti, infatti, è sempre stato molto compatto sul punto. E l’aggravarsi della crisi, probabilmente, confermerà che investire nuove risorse nella macchina europea non è la strada da seguire.

Anzi, ascoltando le voci dei tecnici comunitari, è molto probabile che vengano operati tagli su parecchie voci rispetto alla precedente versione del budget Ue. Da indiscrezioni in arrivo da Bruxelles si apprende che, nonostante sia ancora impossibile quantificare le cifre, “è praticamente certo che il Programma quadro per la ricerca, la Pac e la politica di coesione subiscano un ridimensionamento”. Si tratta di alcuni dei capitoli più pesanti nel bilancio comunitario. Sarà lì, sulla voce investimenti, che il Consiglio alla fine pretenderà di ottenere i cento miliardi che chiede.