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Energy Innovation Forum"Abbiamo bisogno di nuove forme di strumentazione finanziaria". A dirlo, nel corso dell'Energy innovation forum che si è tenuto il 9 maggio a Roma, è stato Mario Calderini, consigliere del ministero dell'Istruzione. Il riferimento è in primo luogo alla cabina di regia che lavora all'Agenda digitale, e di cui anche Calderini fa parte, e ai progetti per lo sviluppo delle smart communities. Città intelligenti, ma anche Ict ed efficienza energetica: ecco i temi dibattuti nel corso del forum, alla presenza di alcune fra le maggiori aziende che operano in questi settori.

Esperienze, testimonianze e storie di successo della business community italiana e internazionale. Così si potrebbe definire l'Energy innovation forum, organizzato da The innovation group: un'occasione per individuare le prospettive dell'industria energetica, trasformata e resa più forte dall'innovazione tecnologica. E una giornata per capire come aziende, associazioni e governo si pongono di fronte a questo processo di rinnovamento.

Il ministero dell'Istruzione non sta a guardare, come ha spiegato Calderini. "Si è appena chiuso il primo bando sulle smart communities – che riguardava le regioni del Sud - e la risposta è stata impressionante, abbiamo ricevuto progetti per oltre due miliardi di euro", ha spiegato Calderini.

In attesa del secondo bando, rivolto al Centro-Nord Italia e dallo stanziamento cospicuo, circa 700 milioni di euro, il consigliere del Miur ha indicato quelli che, a suo parere, sono alcuni punti deboli del sistema. "In primo luogo gli strumenti normativi, che appartengono a un'altra era geologica, in cui l'innovazione tecnologica non raggiungeva questi livelli".

Ma anche gli strumenti finanziari a disposizione: "ad oggi i comuni italiani non hanno le capacità economiche per trasformarsi in smart cities", ha proseguito Calderini, "per questo vorrei spingere la cabina di regia verso nuove forme di strumentazione finanziaria, come il procurement precommerciale e la finanza innovativa, ad esempio i project bond". Infine, Calderini propone "una sorta di lieve deregolamentazione che permetta un rapporto più rilassato fra pubblico e privato, che in questo modo possono collaborare in modo più efficiente".

Infine, i cluster tecnologici, per cui il Miur ha in mente un investimento da 400 milioni di euro, con l'obiettivo di ridurre la frammentazione tecnologica.