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Classe - foto di MicaInnalzare i livelli di istruzione e completare 47 asili nido. Questi gli obiettivi dei due provvedimenti approvati dalla Regione Lazio, che prevedono uno stanziamento complessivo di 16 milioni di euro. Da un lato, 12 milioni nell'ambito del Piano annuale degli interventi per il diritto scolastico 2012/2013; dall'altro 4 milioni di euro per il completamento e l'attivazione di asili nido sul territorio regionale.

Diritto allo studio

Migliorare la qualità dell'offerta formativa, innalzare i livelli di istruzione, sostenere la mobilità europea degli studenti e promuovere l'integrazione scolastica. Queste le direttrici principali del provvedimento regionale a favore del diritto scolastico, che assegna 12 milioni di euro a Province e Comuni laziali.

Tra gli interventi previsti, anche il rifinanziamento delle 'sezioni Primavera' definite dalla Legge regionale n. 14 del 2008 con lo scopo di ampliare l'offerta di servizi educativi rivolti ai bambini di età compresa fra i 24 e i 36 mesi: dal milione di euro del testo normativo si passa ora a 1 milione e 350 mila euro. Nuove risorse anche per i Comuni, 2 milioni di euro in totale, perché istituiscano nuove sezioni di scuola d'infanzia (Legge regionale n. 31 del 2008).

Asili nido

Il secondo provvedimento della Regione Lazio prevede una redistribuzione dei finanziamenti regionali erogati dal 2006 al 2010 per la realizzazione di asili nido. Fondi che non sono stati mai attivati dai Comuni per questa finalità. "Abbiamo effettuato una verifica sui 78 asili nido", ha spiegato l'’assessore regionale alle Politiche sociali Aldo Forte. Ne è emerso che "solo dieci sono stati completati, mentre non sono mai partiti i lavori per ben 21 progetti. Da qui la decisione di revocare i contributi".

Una mossa che ha permesso alla Regione di recuperare 4 milioni di euro, da reinvestire nello stesso settore: tale somma verrà ridistribuita "tra i Comuni che hanno dato il via ai lavori ma per cause esterne non sono riusciti a terminarli", conclude l'assessore. In concreto, si tratta di 47 strutture.

La ridistribuzione delle risorse avverrà secondo criteri diversi a seconda che si tratti di un nido realizzato attraverso la costruzione di un nuovo edificio o la ristrutturazione di uno già esistente. Nel primo caso è previsto un contributo di 20 mila euro per ogni posto bambino fino a un massimo di 600 mila euro; nel secondo, il contributo regionale sarà di 10 mila euro per ciascun posto bambino e non potrà superare il tetto massimo di 300 mila euro.

Categorico il termine per la realizzazione delle opere: 30 giugno 2013 per finire i lavori e 30 settembre dello stesso anno per ottenere l’autorizzazione al funzionamento. Il mancato rispetto dei termini, infatti, comporterà la revoca del contributo.