Finanziamenti e agevolazioni agricoltura

Finanziamenti e agevolazioni agricolturaIl settore agricolo può contare su un sistema di agevolazioni e contributi previsti da programmi europei, nazionali e regionali. Gli imprenditori agricoli, le loro organizzazioni e l'intera filiera possono accedere a numerosi finanziamenti, sia a breve termine per sostenere il ciclo produttivo della singola attività, sia a medio e lungo termine per acquistare bestiame, macchine, impianti e strutture.

Programma di Sviluppo Rurale (PSR)

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) è uno strumento di intervento nonché un meccanismo di finanziamento utilizzato dagli Stati membri per attuare la politica di sviluppo rurale dell’UE in un dato territorio.

Il territorio interessato dai PSR può essere un intero paese o una regione specifica. Ogni PSR è cofinanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Questi stanziamenti vengono utilizzati per aiutare gli Stati membri a finanziare le azioni contemplate nell’ambito dei vari assi/priorità della politica europea di sviluppo rurale 2014-2020, vale a dire:

  • promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali;
  • potenziare la redditività e la competitività di tutti i tipi di agricoltura e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e una gestione sostenibile delle foreste;
  • favorire l'organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo;
  • preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi relativi all'agricoltura e alle foreste;
  • incoraggiare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di CO₂ e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale;
  • promuovere l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

Politica agricola comune (PAC)

Varata nel 1962, la Politica agricola comune (PAC) punta a:

  • sostenere gli agricoltori e migliorare la produttività agricola, garantendo un approvvigionamento stabile di alimenti a prezzi accessibili;
  • tutelare gli agricoltori dell'Unione europea affinché possano avere un tenore di vita ragionevole;
  • aiutare ad affrontare i cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle risorse naturali;
  • preservare le zone e i paesaggi rurali in tutta l'UE;
  • mantenere in vita l'economia rurale promuovendo l'occupazione nel settore agricolo, nelle industrie agroalimentari e nei settori associati.

La PAC è una politica comune a tutti i paesi dell'Unione europea, gestita e finanziata a livello europeo con risorse del bilancio dell'UE.

Per consolidare il ruolo dell'agricoltura europea nel futuro, la PAC si è evoluta nel corso degli anni per soddisfare le mutevoli circostanze economiche e le esigenze e necessità dei cittadini.

Il 1° giugno 2018 la Commissione europea ha presentato le proposte legislative sul futuro della PAC per il periodo successivo al 2020. Le proposte di riforma della PAC relative al Quadro finanziario pluriennale dell'UE 2021-2027 consistono dei tre regolamenti:

  • un regolamento sui piani strategici della PAC, che costituisce il fulcro del pacchetto e comprende i pagamenti diretti, gli interventi in determinati settori e lo sviluppo rurale;
  • un regolamento sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della PAC, anche noto come regolamento orizzontale, che aggiorna e sostituisce quello attuale;
  • un regolamento, detto modificativo, sull'organizzazione comune dei mercati (OCM) dei prodotti agricoli, che modifica e aggiorna quelli precedenti relativi ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, ai prodotti vitivinicoli aromatizzati, in più territori.

Le tre proposte, dopo la loro pubblicazione, sono state più volte oggetto di valutazione e revisione da parte delle presidenze di turno del Consiglio dell'UE. Consapevole dell'impossibilità di rendere operativa la nuova PAC entro il 2021, la Commissione europea ha adottato dei regolamenti transitori, in attesa dell'entrata in vigore della versione definitiva.

Pagamenti diretti

I pagamenti diretti mantengono un ruolo fondamentale nella proposta sulla PAC 2021-27, per garantire un equo sostegno al reddito degli agricoltori, in linea con l’obiettivo di promuovere un settore agricolo resiliente e smart. Lo strumento vedrà la prevalenza in termini di budget, di molte conferme, come l’articolazione dei pagamenti in due categorie e sei tipologie:

  • disaccoppiati: sostegno di base al reddito per la sostenibilità, sostegno ridistributivo complementare al reddito, sostegno complementare per i giovani agricoltori, regimi per il clima e l’ambiente (eco-schema);
  • accoppiati: sostegno accoppiato al reddito (nei pagamenti accoppiati c’è anche il pagamento specifico per il cotone che non interessa l’Italia).

Rimane, inoltre, la possibilità facoltativa per lo Stato membro di prevedere un pagamento forfettario specifico per i piccoli agricoltori, sostitutivo di tutti i pagamenti diretti, la cui definizione dovrà essere riportata nel Piano strategico della PAC. Nel nuovo approccio persiste anche l’impostazione a “pacchetto”, cioè l’articolazione in diverse tipologie che nel loro insieme costituiscono l’importo totale dei pagamenti spettanti all’agricoltore.

Rispetto alla programmazione 2014-2020, ci sono diverse novità:

  • la soppressione del pagamento greening, i cui impegni sono in parte inclusi nella condizionalità;
  • l’inserimento di regimi volontari per il clima e l’ambiente (eco-schema);
  • la non obbligatorietà del pagamento per i giovani agricoltori;
  • la soppressione del pagamento per zone con vincoli naturali, che ha avuto una limitatissima applicazione nella programmazione 2014-2020.

Istituto di servizi per il mercato agricolo (ISMEA)

ISMEA, nell'ambito delle sue funzioni istituzionali, realizza servizi informativi, assicurativi e finanziari e costituisce forme di garanzia creditizia e finanziaria per le imprese agricole e le loro forme associate, al fine di favorire l'informazione e la trasparenza dei mercati, agevolare il rapporto con il sistema bancario e assicurativo, favorire la competitività aziendale e ridurre i rischi inerenti alle attività produttive e di mercato.

Nella vasta rete di servizi, ci sono: interventi di finanza agevolata per le imprese agricole e agroalimentari; agevolazioni di “primo insediamento” per l’acquisto di terreni agricoli da parte dei giovani; mutui a tasso zero per sostenere l’autoimprenditorialità e le garanzie per facilitare l’accesso al credito. L'ISMEA, inoltre, affianca le Regioni nelle attività di riordino fondiario, attraverso la formazione e l'ampliamento della proprietà agricola, e favorisce il ricambio generazionale in agricoltura in base ad uno specifico regime di aiuto approvato dalla Commissione europea.

Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA)

L'AGEA, ente statale italiano, ha compiti di svolgimento delle funzioni di organismo di coordinamento e di organismo pagatore nell'ambito dell'erogazione dei fondi dell'Unione europea ai produttori agricoli.

Fra le competenza, AGEA è responsabile per l'erogazione di aiuti, contributi, premi ed interventi comunitari, nonché per la gestione degli ammassi pubblici, dei programmi di miglioramento della qualità dei prodotti agricoli per gli aiuti alimentari e per la cooperazione economica con altri paesi. Attraverso provvedimenti e circolari, l’Agenzia mette a disposizione risorse come ad esempio quelle relative all’anticipo per i pagamenti diretti, per le domande presentate nel 2019.

Ricerca e innovazione in agricoltura

L’agricoltura 4.0 di precisione rappresenta il futuro dei campi ed entro il 2022 mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e del consumo di carburanti.

Le nuove tecnologie emergenti possono infatti aumentare l'efficacia dell'attività agricola e ridurre i rischi che condizionano il settore a causa delle tendenze globali legate alla demografia, all'economia e ai cambiamenti climatici. I fattori critici che spingono maggiormente gli agricoltori a scegliere le nuove tecnologie sono infatti clima, futuro incerto della domanda, tendenza ad abbandonare le zone rurali, aumento della popolazione e necessità di ottimizzare la produzione.