Agevolazioni autoconsumo - Assorinnovabili, da MISE approccio miope

Pioggia di critiche per la possibile riduzione, o eliminazione, delle agevolazioni per l'autoconsumo. Il parere di Luisa Calleri, responsabile del settore fotovoltaico presso Assorinnovabili

Autoconsumo - Author: joncallas / photo on flickr

Preoccupa le associazioni del settore l'ipotesi avanzata dal Ministero dello Sviluppo economico di ridurre, se non eliminare, l'esenzione dal pagamento degli oneri di sistema per i Sistemi efficienti di utenza (SEU).

Rispondendo all'interrogazione del senatore Gianni Girotto (M5S), il sottosegretario del MISE Antonello Giacomelli ha motivato tale ipotesi richiamandosi alle nuove linee guida europee sugli aiuti di Stato, per le quali gli oneri di sistema devono essere pagati in maniera uguale da tutti i consumatori.

Ipotesi che si è subito scontrata con un muro di critiche da parte delle associazioni del settore. Luisa Calleri, responsabile del settore fotovoltaico presso Assorinnovabili, fa il punto della situazione.

Partiamo dal principio: perchè i SEU sono vantaggiosi?

I SEU sono stati regolamentati per la prima volta in Italia dal decreto legislativo 815/2008, che li ha di fatto definiti. Sono dei sistemi di produzione e consumo - costituiti da almeno un impianto di produzione e da un’unità di consumo direttamente connessi tra loro mediante un collegamento privato senza obbligo di connessione a terzi e collegati, direttamente o indirettamente, alla rete pubblica, ndr - in cui sono presenti due figure, il produttore e il cliente finale. Il produttore, un soggetto titolare di autorizzazione, è responsabile dell'impianto (che può essere a fonte rinnovabile o cogenerativo ad alto rendimento) realizzato su un'area nella piena disponibilità del cliente finale.

I due soggetti possono essere diversi, ma possono anche coincidere. Per intenderci, il caso più semplice di SEU è un impianto fotovoltaico sul tetto di un'abitazione domestica.

I vantaggi di questi sistemi consistono negli sgravi dal pagamento di alcuni corrispettivi. In bolletta, oltre al costo dell'energia elettrica, paghiamo anche degli oneri di rete e i cosiddetti oneri generali di sistema, che comprendono anche il pagamento degli incentivi elargiti negli anni.

L'energia elettrica autoconsumata non pagava il 100% degli oneri generali di sistema. Questo fino a un anno e mezzo fa, quando con il dl Competitività, convertito dalla legge n. 116-2014, l'assetto è stato modificato e si è stabilito che gli impianti al di sopra del 20 KW dovessero pagare almeno il 5% degli oneri generali di sistema sull'autoconsumo. Non più un esonero totale, quindi, ma parziale.

In generale, i SEU hanno il beneficio di promuovere un modello distribuito, in cui la produzione è vicina al consumo. Che è poi la direzione indicata anche dall'Unione europea nelle recenti comunicazioni sul tema, in cui viene data grande importanza al consumatore-produttore.

In particolare, cosa suggerisce Bruxelles?

Nella comunicazione del luglio 2015, un "new deal" per i consumatori di energia, la Commissione suggerisce espressamente di ridurre i costi energetici attraverso l'autoproduzione e l'autoconsumo.

“La produzione decentralizzata di energia rinnovabile, utilizzata dai consumatori per uso proprio o fornita al sistema, può costituire un'utile integrazione delle fonti di produzione centralizzate. Quando l'autoconsumo combina in maniera equilibrata produzione e carico di rete, può contribuire a ridurre le perdite della rete e situazioni di congestione, con un risparmio di costi di rete nel lungo periodo che altrimenti sarebbero fatturati ai consumatori”, si legge nella comunicazione.

Tornando al caso italiano, cosa implicherebbe l'ipotesi del MISE?

L'interrogazione parlamentare chiedeva lumi sul perché i SEU non siano adeguatamente regolamentati. Il MISE ha colto l'occasione per rincarare la dose, sottolineando che tali sistemi godono del beneficio dell'esenzione (al 95%) dal pagamento degli oneri generali di sistema, e paventando la possibilità di una riduzione o di un'eliminazione di tale agevolazione.

Non si capisce innanzitutto quale direzione intenda prendere il Ministero, e ciò crea confusione nel settore.

Inoltre, la possibilità per i SEU di pagare gli oneri generali di sistema creerebbe un problema grande, sia per gli impianti esistenti che per i nuovi. Nel primo caso, infatti, i business plan costruiti sulla base di normative vigenti al momento dell'entrata in esercizio degli impianti dovrebbero essere rivisti alla luce dei possibili cambiamenti nelle regole. Nel caso dei nuovi impianti, ciò potrebbe far slittare il tempo di ritorno dell'investimento di qualche anno, rendendo meno profittevoli tali sistemi.

Affermare, a meno di un anno e mezzo dall'emanazione della legge 116-2014, che le regole potrebbero cambiare ulteriormente pone una situazione abbastanza critica, che lascia tutti un po' perplessi: bisogna delineare un percorso più lineare con una programmazione a medio termine. Queste affermazioni non solo fanno bene al mercato, ma sono anche in contrasto con gli esiti della COP21.

La motivazione andrebbe ricercata, secondo quanto dichiarato dal Ministero, nelle nuove linee guida europee sugli aiuti di Stato. Secondo alcuni, tuttavia, si tratterebbe di un'interpretazione forzata.

Anche per noi si tratta di un'interpretazione forzata: diversi legali hanno un'altra visione e affermano che non c'è incompatibilità, che tali aiuti non rientrano negli aiuti di Stato. Siamo di fronte a un approccio miope, che rischia di bloccare completamente il settore. Oltretutto, si tratta di una lettura della norma in contrasto con quanto indicato dalla Commissione europea.

Photo credit: joncallas via Foter.com / CC BY

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.