Riforma della Sanita': la via di fuga per gli USA

President Barack Obama, foto di Steve JurvetsonSicko. Il sistema sanitario americano è da tempo malato. Barack Obama  è impegnato in questi giorni a spiegare agli americani in che modo, nel breve periodo, coprirà i costi dell’imminente riforma della sanità e come quest’ultima contribuirà a salvare il sistema fiscale statunitense nel lungo periodo.

Gli Stati Uniti dispongono del sistema sanitario più costoso del mondo, ma questo non significa che i risultati siano i migliori possibili. Forse anche per questo si tratta di un modello scarsamente esportato all’estero, una spina nel fianco nell’efficienza “Iuessei”. I costi crescenti delle cure sanitarie rappresentano un peso per le famiglie americane da un lato ed una crepa per la crescita economica dall’altro. Se gli Stati Uniti dovessero mantenere il sistema attuale, nel giro di dieci anni le spese per la sanità raggiungerebbero il 20% del Pil americano. L’impennata del costo delle cure mediche, infatti, sta spingendo gli Usa verso una strada fiscalmente non sostenibile.

Tra le grandi novità della Riforma Obama, c’è la riduzione dei finanziamenti agli ospedali che curano i pazienti privi di assistenza sanitaria. Piuttosto che pagare gli ospedali, la riforma intende dare una copertura a chi non ce l’ha. In questo modo il numero dei non-assicurati diminuirà e i sussidi agli ospedali potranno essere assegnati in modo più mirato. Inoltre, verranno aggiornati i parametri per l’accesso ai finanziamenti sulla base di nuovi fattori come la qualità, l’accesso alle cure, la congruità patrimoniale dei pagamenti.

Inoltre è necessario limitare gli sprechi, le frodi, gli abusi. E’ importante che i pazienti ricevano le cure migliori, non cure ulteriori. I trattamenti inutili non solo sono costosi, ma possono mettere a repentaglio la salute dell’assistito. Per evitare che i medici somministrino cure inutili o eccessive, la riforma intende controllare meglio l’operato dei medici, soprattutto di coloro che lavorano nei settori ad alto rischio.

Ma le novità non finiscono qui. L’amministrazione Obama punta a ridurre i pagamenti “gonfiati” alle compagnie assicuratrici private sulle polizze Medicare e Medicaid, i due programmi di assicurazione federali per gli under 65 e per le fasce più bisognose (che risalgono ormai alla amministrazione Jonhson), comportando un risparmio per gli americani di 177 miliardi di dollari in dieci anni. Tra gli altri obiettivi c’è quello di aumentare la correttezza e l’integrità di queste due grandi programmi sanitari per molti versi obsoleti, aumentando le cure dopo il ricovero attraverso un sistema di incentivi e penalità.

Seguire maggiormente i criteri di produttività, incoraggiare l’efficienza nella fornitura delle, armonizzare i pagamenti per le cure mediche con il costo dei medici: è questo il leit motiv della riforma.

Ovviamente anche le case farmaceutiche sono chiamate in causa. L’Amministrazione Obama ed il Congresso stanno studiano un modo per controllare e ridurre le spese sanitarie, ad esempio riducendo i compensi che derivano dai pazienti idonei sia per Medicare, che per Medicaid.

Per quanto riguarda le nuove tecnologie, il Dipartimento per la salute, di concerto con Il Medpac , l’agenzia indipendente del Congresso incaricata del controllo sul settore sanitario - disporrà un maggiore utilizzo di dispositivi più avanzati come la risonanza magnetica, la tomografia computerizzata, aumentandone l’uso del 95 per cento.

La riforma del sistema sanitario che il Congresso si accinge a varare sembra quindi la strada obbligata per risanare le casse americane. Resta ora da capire se il nuovo inquilino della Casa Bianca riuscirà laddove i suoi predecessori hanno fallito.
(Alessandra Flora)

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