CEF Energia - cosa aspettarsi nel bilancio UE post 2020

CEF EnergiaSe le proposte della Commissione saranno accolte, per l’energia il periodo 2021-2027 si annuncia florido, almeno sotto il profilo degli investimenti infrastrutturali. Le risorse dedicate al settore nell'ambito del Connecting Europe Facility (CEF) dovrebbero aumentare di quasi 3 miliardi.

CEF post 2020: fondi UE per energia, trasporti e digitale

Nell'ambito del Quadro finanziario pluriennale post 2020 la Commissione europea propone di rinnovare il Connecting Europe Facility (CEF), o Meccanismo per collegare l'Europa, mettendo a disposizione 42,3 miliardi di euro a sostegno di investimenti nelle reti infrastrutturali europee per i settori dei trasporti (30,6 miliardi di euro), dell'energia (8,7 miliardi di euro) e del digitale (3 miliardi di euro).

Il CEF catalizza investimenti in progetti aventi effetti transfrontalieri e in sistemi e servizi interoperabili a livello europeo, affronta le carenze del mercato e aiuta a mobilitare ulteriori investimenti provenienti da altre fonti, in particolare dal settore privato, in sinergia e complementarità con InvestEU e altri programmi dell'Unione.

Va da sè, dunque, che per tale programma la continuità del sostegno finanziario dopo il 2020 è essenziale.

CEF Energia: quasi 3 miliardi in più

Nell'ambito del CEF 2014-2020 il settore energia ha potuto contare su uno stanziamento complessivo di 5,8 miliardi di euro. Adesso la Commissione propone di alzare l’asticella e portare le risorse del programma per l'energia a quota 8,7 miliardi.

Vero è che se i negoziati sul CEF 2021-2027 andranno incontro alla stessa sorte che è toccata a quelli del periodo 2014-2020, la sforbiciata alle risorse è dietro l’angolo.

Nel 2011, infatti, la Commissione UE aveva proposto un budget molto più ingente per il CEF (50 miliardi contro i 33,2 approvati), e i tagli più consistenti hanno interessato il settore delle telecomunicazioni.

Allo stesso tempo tuttavia, il ruolo centrale assunto dalle politiche energetiche nel panorama europeo non fa presagire un taglio così netto.

Il programma servirà a completare l’Unione dell’Energia e a fornire supporto al pacchetto Energia pulita, si legge nella scheda informativa messa a punto dalla Commissione.

L'Europa potrà così rimanere un precursore della transizione verso l'energia pulita, in linea con la priorità politica della Commissione Juncker del conseguimento della leadership mondiale nel settore delle energie rinnovabili.

La direzione del CEF dopo il 2020

Il programma continuerà a sostenere le principali infrastrutture di rete transeuropee, per consentire un'ulteriore integrazione del mercato interno dell'energia, aumentare l'interoperabilità delle reti attraverso le frontiere e i vari settori, facilitare la decarbonizzazione e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico.

In linea con gli obiettivi del pacchetto Energia pulita, si legge nella proposta di regolamento, il CEF per il settore energia contribuisce al completamento dei corridoi prioritari e delle aree tematiche della TEN-E, allo scopo di assicurare il funzionamento del mercato interno dell'energia UE, che garantisce la sicurezza dell'approvvigionamento (tra l'altro tramite una configurazione più intelligente e la digitalizzazione delle infrastrutture) e contribuisce al perseguimento degli obiettivi in materia di clima e sviluppo sostenibile attraverso l'integrazione di fonti di energia rinnovabile.

Il CEF contribuirà a conseguire l'obiettivo dell'UE per il 2030 in modo efficiente sotto il profilo dei costi per quanto riguarda la transizione energetica e l'integrazione delle politiche connesse alle energie rinnovabili, anche integrando fra loro diversi settori.

In base all'esperienza positiva tratta dall'attuazione dell'attuale programma, Palazzo Berlaymont propone di proseguire con la gestione diretta ad opera della Commissione europea e della sua Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (Innovation and Networks Executive Agency - INEA).

La novità: progetti transfrontalieri nell’energia rinnovabile

Una nuova componente della dotazione finanziaria servirà a incentivare la collaborazione tra gli Stati membri nell'ambito dei progetti transfrontalieri di produzione di energia rinnovabile, per promuovere la diffusione strategica delle tecnologie "pronte per il mercato".

Per poter essere qualificato come tale un progetto dovrà soddisfare una serie di requisiti:

  • far parte di un accordo di cooperazione o di qualsiasi altro tipo di accordo tra Stati membri e/o tra Stati membri e paesi terzi;
  • consentire di risparmiare sui costi connessi all'utilizzo delle energie rinnovabili e/o comportare vantaggi per l'integrazione dei sistemi, la sicurezza di approvvigionamento o l'innovazione rispetto a un progetto analogo attuato da uno solo degli Stati membri partecipanti;
  • presentare potenziali vantaggi globali della cooperazione, valutati in base all'analisi dei costi/benefici, superiori ai suoi costi, anche in una prospettiva a lungo termine.

Semplificazione e flessibilità

Rispetto al CEF 2014-2020 Bruxelles propone inoltre di utilizzare un quadro di riferimento dei risultati più semplice ma più solido.

Gli indicatori da utilizzare per rendere conto dell'attuazione e dei progressi del programma riguarderanno, in particolare:

  • reti e infrastrutture efficienti e interconnesse per una mobilità intelligente, sostenibile, inclusiva e sicura, unitamente all'adeguamento alle esigenze della mobilità militare; contributo all'interconnettività e all'integrazione dei mercati, sicurezza dell'approvvigionamento energetico e sviluppo sostenibile attraverso azioni volte a consentire la decarbonizzazione;
  • contributo alla cooperazione transfrontaliera nel campo dell'energia rinnovabile;  
  • contributo allo sviluppo dell'infrastruttura per la connettività digitale in tutta l'Unione europea. I dati necessari saranno raccolti dall'INEA nell'ambito dell'attuazione e della valutazione delle azioni finanziate.

Le condizioni per richiedere una sovvenzione e il modello di convenzione di sovvenzione recheranno prescrizioni proporzionate per i richiedenti e i beneficiari per la comunicazione dei dati necessari.

La Commissione effettuerà una valutazione intermedia e una ex post del programma per valutarne l'efficienza, l'efficacia, la pertinenza, la coerenza e il valore aggiunto.

> CEF post 2020: proposta di regolamento

Allegato alla proposta di regolamento

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