Bilancio UE 2021-27: Parlamento e Consiglio pronti al negoziato su InvestEU

Banca europea investimenti - photo credit: Ingenhoven ArchitectsCon 480 voti favorevoli, 142 contrari e 64 astensioni, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato la propria posizione sull'assetto del nuovo programma InvestEU, che nella cornice del bilancio europeo 2021-27, anche grazie alle risorse del pacchetto Next Generation EU, riunirà tutti gli strumenti finanziari attualmente esistenti e darà continuità al Fondo per gli investimenti strategici del Piano Juncker.

> Cosa prevede l'accordo tra Parlamento e Consiglio su Bilancio UE 2021-27

Il via libera della plenaria segue il voto degli ambasciatori degli Stati membri che a inizio novembre hanno approvato il mandato per negoziare con il Parlamento il regolamento del programma InvestEU e apre all'avvio dei triloghi tra PE, Consiglio e Commissione europea.

L'obiettivo condiviso dalle istituzioni UE è che, attraverso le risorse del Quadro finanziario pluriennale 2021-27 e del pacchetto Next Generation EU, il successore del Piano Juncker si concentri sui fallimenti del mercato, sugli investimenti subottimali e sui gap di investimento presenti in specifici settori.

In base al compromesso provvisorio sul bilancio europeo e sul Recovery Fund raggiunto la scorsa settimana, a InvestEU andranno risorse per 9,4 miliardi di euro, un miliardo in più di quanto previsto nella posizione iniziale del Consiglio, ma ben lontano dalla proposta iniziale della Commissione, che accantonava per le garanzie del programma 15,2 miliardi di euro.

InvestEU

Che cos'è InvestEU

Il programma nasce sulla base dell'esperienza del Piano Juncker e del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) con l'obiettivo di riunione in unico Fondo tutti gli strumenti finanziari sostenuti dal bilancio dell'Unione. In questo modo Bruxelles intende facilitare l’accesso a finanziamenti e garanzie da parte di soggetti economici che presentano un profilo di rischio del quale i finanziatori privati non potrebbero farsi carico e promuovere investimenti per la competitività, la crescita sostenibile, la resilienza sociale e l’inclusione.

La proposta originaria della Commissione prevedeva una garanzia pubblica di 38 miliardi di euro a prezzi correnti, con un tasso di copertura del 40%, pari ad un fabbisogno di 15,2 miliardi, per sostenere i progetti di investimento dei partner finanziari, accrescendone la capacità di rischio.

I partner finanziari sarebbero stati tenuti a contribuire per almeno 9,5 miliardi di euro di capacità di rischio, portando la garanzia totale a 47,5 miliardi di euro. L’effetto moltiplicatore era stato fissato a 13,7 - anziché 15 per ogni euro di garanzia come nel caso del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) - alla luce della maggiore rischiosità dei progetti. L'obiettivo finale era mobilitare investimenti per 650 miliardi di euro.

Quanto ai settori di intervento, il regolamento presentato nel 2018 ne prevedeva quattro:

  • Infrastrutture sostenibili, con garanzie per 11,5 miliardi di euro per il finanziamento di progetti in energia rinnovabile, connettività digitale, trasporti, economia circolare, acqua, rifiuti e altre infrastrutture ambientali,
  • Ricerca, innovazione, digitalizzazione, con garanzie per 11,25 miliardi di euro per il finanziamento di progetti in ricerca e innovazione, commercializzazione dei risultati della ricerca, digitalizzazione dell’industria, sostegno alle imprese innovative, intelligenza artificiale,
  • Sostegno alle PMI, con garanzie per 11,25 miliardi di euro per facilitare l’accesso al credito di piccole e medie imprese e, in casi debitamente giustificati, per le piccole imprese a media capitalizzazione,
  • Investimenti sociali e accrescimento delle competenze, con garanzie per 4 miliardi di euro per il finanziamento di progetti in competenze, istruzione, formazione, edilizia popolare, scuole, università, ospedali, innovazione sociale, cure mediche, assistenza di lunga durata e accessibilità, ma anche microfinanza, imprenditoria sociale, integrazione di migranti, rifugiati e persone vulnerabili.

Per ciascun settore gli Stati membri avrebbero inoltre la possibilità di istituire dei compartimenti differenziati all'interno di InvestEU, cui destinare fino al 5% dei fondi europei a loro disposizione nell'ambito della Politica di Coesione

> Per approfondire: InvestEU: Bruxelles propone un fondo unico per gli strumenti finanziari

Il sostegno di InvestEU agli investimenti strategici europei

La ripresa dei settori strategici colpiti dalle conseguenze economiche del Covid-19 e il consolidamento della loro competitività nel quadro della transizione verde e digitale sono gli obiettivi che hanno spinto la Commissione guidata da Ursula Von Der Leyen a rivedere il regolamento su InvestEU presentato nel 2018 e su cui il Consiglio aveva già raggiunto un accordo di massima nella primavera scorsa.

Nella proposta, alle quattro linee di intervento individuate nel 2018, si aggiunge una nuova finestra di finanziamento dedicata al sostegno degli investimenti strategici europei, con l'obiettivo di:

  • costruire catene del valore più forti a livello UE,
  • supportare le infrastrutture critiche, sia fisiche che virtuali,
  • sviluppare le tecnologie emergenti, nel contesto della transizione green e digitale,
  • sostenere nuovi ecosistemi imprenditoriali,
  • realizzare progetti strategici transfrontalieri.

Sarebbe questa nuova finestra ad assorbire la quota più consistente di risorse - 31,1 miliardi di euro -, seguita dalla sezione Infrastrutture sostenibili, che la Commissione propone di elevare da 11,25 a 20 miliardi di garanzie.

Ridimensionate, invece, le finestre dedicate alle PMI e a Ricerca, innovazione e digitalizzazione, entrambe da 11,25 a 10,1 miliardi, alla luce della parziale sovrapposizione tematica con gli investimenti strategici europei. Scende infine a 3,6 miliardi il budget per gli investimenti sociali.

La potenza di fuoco del programma, che nella proposta originaria poggiava complessivamente su una garanzia pubblica di 38 miliardi, raggiungerebbe così circa 75 miliardi di euro a prezzi correnti. Applicando un moltiplicatore meno ambizioso, alla luce del contesto che non induce all'ottimismo, Bruxelles punta a mobilitare mille miliardi di euro.

Invest EU - Copyright: European Commission 

> Per approfondire: La nuova proposta di regolamento per Invest EU

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Parlamento europeo, da InvestEU sostegno alla solvibilità delle imprese

La risoluzione approvata dalle commissioni Bilanci e Affari economici e monetari del Parlamento e confermata dalla plenaria mira a generare, attraverso InvestEU, investimenti per almeno 1.200 miliardi di euro, aumentando la garanzia pubblica a copertura delle operazioni di finanziamento fino a 91,8 miliardi di euro, con un tasso di copertura del 40%, quindi circa 36,7 miliardi. 

Dei 91,8 miliardi, 84 miliardi dovrebbero sostenere le finestre di investimento, che nella risoluzione degli eurodeputati diventano sei. Rispetto al quadro prospettato dalla Commissione, infatti, il PE prevede una nuova finestra dedicata alla solvibilità delle imprese, dal momento che alcuni Stati membri potrebbero non disporre di mezzi di bilancio sufficienti per fornire un sostegno adeguato alle aziende colpite dalla crisi Covid-19.

La risoluzione propone quindi di assegnare:

  • 31 miliardi agli investimenti strategici europei, 
  • 20 miliardi per le infrastrutture sostenibili,
  • 11 miliardi ai settori della ricerca, dell’innovazione e della digitalizzazione,
  • 6 miliardi al sostegno agli investimenti sociali e all'accrescimento delle competenze,
  • 5 miliardi agli interventi per l'accesso al credito delle PMI,
  • 11 miliardi alla nuova finestra dedicata alla solvibilità delle imprese.

Nei fatti, però, queste richieste risultano superate dall'accordo sul Multiannual financial framework (MFF) e sul pacchetto Next Generation EU del 10 novembre,   che riconosce a InvestEU appena 9,4 miliardi di euro.

> Per approfondire: Il negoziato tra Parlamento e Consiglio su Recovery Fund e QFP 2021-27

La posizione del Consiglio su InvestEU e il futuro del Fondo per una transizione giusta

Il mandato negoziale votato dal Coreper ha infatti ridimensionato fortemente le ambizioni della Commissione e ancor di più quelle del Parlamento.

La nuova finestra per gli investimenti strategici europei, proposta dalla Commissione pensando agli obiettivi di transizione verde e digitale e al rafforzamento delle catene del valore in alcuni settore chiave, è incorporata nelle quattro finestre già esistenti. E il Fondo per una transizione giusta, nel quadro del Meccanismo per una transizione giusta, viene ancorato al regolamento InvestEU, come un regime di aiuto che interesserà orizzontalmente tutte le finestre politiche del programma, in modo da sostenere gli investimenti dei territori maggiormente interessati dalle sfide sia sociali che economiche e ambientali derivanti dal processo di transizione verso la neutralità climatica dell'UE entro il 2050 e dai target climatici al 2030.

L'effetto, fronte risorse, è un drastico calo della dotazione del programma. Basandosi sulle conclusioni del Consiglio europeo di luglio, il Coreper ha approvato una garanzia di 23,5 miliardi a prezzi correnti, basata su risorse per 8,4 miliardi - di cui 2,8 miliardi a carico del bilancio UE e 5,6 miliardi da NGEU - con l'obiettivo di mobilitare circa 334 miliardi di euro di investimenti in tutta Europa. L'intesa complessiva su MFF e Recovery ha aggiunto a questo importo appena un miliardo di euro.

 Su una serie di altri aspetti, inclusa la governance del programma, invece, è confermato l'accordo raggiunto con il Parlamento nell'aprile 2019. I negoziati che ora partiranno con il PE, quindi, non torneranno sui quei temi.

La Governance di InvestEU

Il quadro della governance di InvestEU è composto da tre elementi: Steering Board, Advisory Board e Investment Committee.

Il Comitato direttivo rappresenta la guida strategica e operativa del programma e dovrebbe essere composto da quattro rappresentanti della Commissione UE, tre rappresentanti della Banca europea per gli investimenti (BEI) e due rappresentanti degli altri partner esecutivi, con in più un esperto – senza diritto di voto – scelto dal Parlamento europeo.

Il Comitato consultivo sarà composto da rappresentanti dei partner esecutivi, rappresentanti degli Stati membri, un esperto nominato dal Comitato economico e sociale europeo e un esperto nominato dal Comitato delle regioni. Avranno il compito di fornire consulenza alla Commissione e al Comitato direttivo sulla progettazione di prodotti finanziari da attuare nell'ambito di InvestEU, oltre che su sviluppi e fallimenti del mercato e situazioni di investimento non ottimali.

Per ciascuno dei cinque settori di intervento, infine, ci sarà un Comitato per gli investimenti, composto da sei esperti esterni, di cui quattro permanenti che partecipano a tutte le formazioni e due con competenze specifiche sulla finestra di appartenza. Sarà il Comitato per gli investimenti ad approvare l’utilizzo della garanzia dell’UE per le operazioni di finanziamento e di investimento, sulla base del quadro di valutazione predisposto dalla squadra di progetto composta dagli esperti che i partner esecutivi mettono a disposizione della Commissione.

La consulenza e il matching tra progetti e investitori

InvestEU sarà accompagnato da un unico polo di consulenza, in sostituzione dei 13 servizi attuali, così da semplificare il ricorso a queste opportunità di finanziamento per i beneficiari finali, fornire misure di accompagnamento durante l’intero ciclo di investimento e garantire uno sportello unico per i promotori dei progetti e gli intermediari, in maniera complementare alle attività di assistenza tecnica svolte nell’ambito dei programmi in regime di gestione concorrente.

Un unico portale dei progetti di investimento europei, come già previsto nell'ambito del Piano Juncker, contribuirà a facilitare l'incontro tra investitori e promotori di progetti.

Ulteriori semplificazioni sono il corpus unico di regole in materia di reporting e governance e la maggiore flessibilità nel combinare vari strumenti di finanziamento. In caso di mix con sovvenzioni provenienti anche da altri programmi, come Horizon Europe o il Connecting Europe Facility, le norme relative a InvestEU si applicheranno all'intero progetto.

Photo credit: 準建築人手札網站 Forgemind ArchiMedia

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