Bilancio UE post 2020: come sara' il Fondo adeguamento globalizzazione

Fondo adeguamento globalizzazionePer il periodo 2021-2027 la Commissione UE ha proposto di destinare al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione un importo annuo massimo di 200 milioni di euro. Per il Parlamento europeo, però, il funzionamento dello strumento andrebbe migliorato. 

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Istituito nel 2006, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) cofinanzia misure attive per il mercato del lavoro, in aree, settori, territori o mercati sconvolti da un grave deterioramento della situazione economica. Per il prossimo settennato la Commissione UE intende dare continuità al Fondo, aumentando fino a 200 milioni di euro la dotazione annua massima del FEG, contro i 150 milioni annui previsti nell'ambito del bilancio UE 2014-2020.

Il Consiglio dei ministri dell'Unione deve ancora esprimersi sul futuro dello strumento nel Quadro finanziario pluriennale post 2020, mentre il Parlamento UE ha già in mente una serie di modifiche. A cominciare dal nome e dal raggio di azione del Fondo, che sarebbe chiamato a rispondere alle sfide connesse ai tanti cambiamenti in atto nel mercato del lavoro - dalla digitalizzazione alla decarbonizzazione - e non più soltanto alla globalizzazione.

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La proposta della Commissione UE

Obiettivi del FEG post 2020

Nelle intenzioni della Commissione, il FEG contribuirà a una migliore distribuzione dei vantaggi della globalizzazione e del progresso tecnologico aiutando i lavoratori espulsi dal lavoro ad adattarsi ai mutamenti strutturali; i principi del pilastro europeo dei diritti sociali fungeranno da quadro di orientamento generale per il Fondo.

Lo strumento intende offrire assistenza in caso di importanti e inattesi eventi di ristrutturazione, in particolare quelli provocati dalle sfide poste dalla globalizzazione, quali trasformazioni dei flussi commerciali mondiali, controversie commerciali, crisi economiche o finanziarie, il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio, oppure quelli dovuti alla digitalizzazione o all'automazione. Viene dato particolare rilievo alle misure atte ad aiutare i gruppi più svantaggiati.

Sostegno ai lavoratori disoccupati

Gli Stati membri possono presentare domanda di contributi finanziari del FEG per misure a favore dei lavoratori espulsi dal lavoro e dei lavoratori autonomi, nell'ambito di importanti eventi di ristrutturazione che determinino:

  • la cessazione dell'attività di oltre 250 lavoratori espulsi dal lavoro o lavoratori autonomi, nell'arco di un periodo di riferimento di quattro mesi, in un'impresa di uno Stato membro, compresi i casi in cui la cessazione riguardi imprese di fornitori o di produttori a valle dell'impresa in questione;
  • la cessazione dell'attività di oltre 250 lavoratori espulsi dal lavoro o lavoratori autonomi, nell'arco di un periodo di riferimento di sei mesi, in particolare in PMI tutte operanti nello stesso settore economico definito a livello delle divisioni della nomenclatura delle attività economiche nelle comunità e europee (NACE) revisione 2 e situate in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS 2 oppure in più di due regioni contigue di livello NUTS 2, a condizione che il numero complessivo dei lavoratori interessati, ivi compresi i lavoratori autonomi, sia superiore a 250 in due delle regioni combinate;
  • la cessazione dell'attività di oltre 250 lavoratori espulsi dal lavoro o lavoratori autonomi, nell'arco di un periodo di riferimento di quattro mesi, in particolare in PMI operanti nello stesso settore economico o in settori economici diversi definiti a livello delle divisioni della NACE revisione 2 e situate nella stessa regione di livello NUTS 2.

Il FEG non può essere mobilitato se i lavoratori sono licenziati in seguito a tagli di bilancio operati da uno Stato membro che colpiscono settori dipendenti da finanziamenti pubblici.

Interventi ammissibili

Può essere concesso un contributo finanziario del FEG per misure attive per il mercato del lavoro che si iscrivono in un pacchetto coordinato di servizi personalizzati volti a facilitare la reintegrazione nel lavoro dipendente o autonomo dei beneficiari interessati, in particolare i più svantaggiati tra i lavoratori espulsi dal lavoro.

La diffusione delle competenze richieste nell'era industriale digitale è un elemento orizzontale obbligatorio di ogni pacchetto di servizi personalizzati offerto. Il livello di formazione è adattato alle qualifiche e alle esigenze del beneficiario.

Il pacchetto coordinato di servizi personalizzati può comprendere in particolare:

  • a) la formazione e la riqualificazione su misura, anche per quanto riguarda le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e le altre competenze richieste nell'era digitale, la certificazione dell'esperienza acquisita, l'assistenza nella ricerca di un lavoro, l'orientamento professionale, servizi di consulenza, il tutoraggio, l'assistenza al ricollocamento, la promozione dell'imprenditorialità, l'aiuto al lavoro autonomo, alla creazione di imprese e al loro rilevamento da parte dei dipendenti nonché le attività di cooperazione;
  • b) misure speciali di durata limitata quali le indennità per la ricerca di un lavoro, gli incentivi all'assunzione destinati ai datori di lavoro, le indennità di mobilità, le indennità di formazione o di soggiorno, comprese le indennità di assistenza.

I costi delle misure di cui alla lettera b) non possono superare il 35% dei costi totali per il pacchetto coordinato di servizi personalizzati elencati nel presente paragrafo. Gli investimenti per il lavoro autonomo, per la creazione di imprese o per il loro rilevamento da parte dei dipendenti non possono superare i 20mila euro per lavoratore espulso dal lavoro.

> Proposta di regolamento

Le richieste del Parlamento europeo

A metà gennaio gli eurodeputati hanno approvato una risoluzione sulla proposta di regolamento riguardante il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione post 2020.

Rispetto alla proposta della Commissione UE ci sono una serie di novità, a partire dal nome dello strumento, che viene denominato Fondo europeo per la transizione (FET).

L’Europarlamento propone infatti di ampliare il campo di applicazione del Fondo per poter affrontare gli effetti negativi non solo della globalizzazione, ma anche delle transizioni tecnologiche, come la digitalizzazione e l'automazione, nonché della transizione verso un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse.

Inoltre, nella risoluzione degli eurodeputati la soglia per poter accedere ai finanziamenti viene abbassata da 250 a 200 licenziamenti, requisito necessario per un'impresa UE per presentare una domanda al FET.

Secondo gli eurodeputati la Commissione UE dovrebbe inoltre agevolare l'accesso delle autorità nazionali e regionali al Fondo attraverso un helpdesk dedicato, che fornisca informazioni generali e chiarimenti sulle procedure e sulle modalità di presentazione delle domande. L'helpdesk dovrebbe mettere a disposizione formulari standard a fini statistici e di successiva analisi.

Infine, con riferimento al contributo finanziario per misure attive per il pacchetto coordinato di servizi personalizzati, il Parlamento europeo propone la partecipazione delle organizzazioni sindacali e/o i rappresentanti dei lavoratori.

Spetta ora al Consiglio esprimersi, in prima lettura, sulla posizione del Parlamento europeo. Se la posizione degli eurodeputati viene accettata l'atto legislativo è adottato; nel caso in cui sono apportate modifiche, invece, la proposta torna al Parlamento per una seconda lettura.

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