Sblocca-cantieri: i principali emendamenti

Emendamenti dl Sblocca-cantieri: Photocredit Dimitris Vetsikas da Pixabay Continua in Commissione riunita Lavori pubblici e ambiente del Senato l’iter di conversione del dl Sblocca-cantieri in legge, a colpi di emendamenti e dietrofront. Tra le modifiche più rilevanti proposte dalla maggioranza rientrano quelle relative all’incentivo del 2%, ma anche quelle inerenti il subappalto e il finanziamento del Fondo “Salva PMI”.

Via libera al decreto legge Sblocca Cantieri

E’ previsto per il 28 maggio l’arrivo in aula al Senato del testo di conversione in legge del dl Sblocca-cantieri su cui, in queste settimane, stanno lavorando le commissioni competenti.

Bye bye incentivo del 2% ai tecnici della PA

Tra le novità più rilevanti che paiono emergere, figura la retromarcia sull’incentivo alla progettazione del 2% per i tecnici della pubblica amministrazione, previsione che aveva suscitato notevoli malcontenti da parte delle categorie, a cominciare da Inarcassa, la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti.

Sul punto, infatti,  si era espresso duramente il Presidente Egidio Comodo, secondo cui "la misura dell'incentivo al 2% per i dipendenti pubblici comporterebbe inevitabilmente uno svilimento del ruolo e della qualità del lavoro garantita dai liberi professionisti che operano nei confronti della pubblica amministrazione e avvantaggerebbe i soli dipendenti pubblici con un'integrazione importante del loro, già sicuro, stipendio".

Sblocca Cantieri - critiche da ANAC e Inarcassa

Allo stato attuale la norma prevede, infatti, che le pubbliche amministrazioni possano destinare a “un apposito fondo, risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento, modulate sull'importo dei lavori posti a base di gara per le funzioni tecniche svolte dai dipendenti  pubblici esclusivamente per le attività di programmazione della spesa per investimenti, per la verifica preventiva dei progetti di predisposizione e di controllo delle procedure di bando e di esecuzione dei contratti pubblici, di responsabile unico del procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione dell'esecuzione e di collaudo tecnico e amministrativo, ovvero di verifica di conformità, di collaudatore statico ove necessario per consentire l'esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e costi prestabiliti”.

Subappalto: nuove soglie e cause di esclusione

Cambiamenti in vista anche per la soglia massima del subappalto che, stando alle parole del Senatore Santillo intervenuto al Convegno dell’ANCE sul dl di un paio di giorni fa,  potrebbe scendere dal 50% al 40%.

La modifica, del resto, è già contenuta nell'emendamento a firma del presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Mauro Coltorti, in tandem con il capogruppo a Palazzo Madama, Stefano Patuanelli. Assieme alla modifica sulla percentuale, l'emendamento prevede anche l’eliminazione della possibilità per un concorrente alla gara, di proporsi come subappaltatore al vincitore dell'appalto.

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Nessun cambiamento, invece, per quanto riguarda l'applicabilità del subappalto alle lavorazioni superspecialistiche che continuano ad essere escluse dal campo di applicazione, salvo quanto già oggi previsto.

Sempre in materia di subappalto, poi, il Governo intenderebbe escludere dalle gare le imprese che si siano rese responsabili in passato di gravi inadempimenti anche nei confronti dei subappaltatori.

Chi paga per il Fondo Salva-PMI

Sta prendendo, infine, sempre più forma il Fondo Salva- PMI, proposto nei giorni passati dal governo tramite un emendamento presentato dal Ministero dei Trasporti (MIT), e finalizzato a garantire i pagamenti alle imprese subappaltatrici in caso di fallimento dell’appaltatore.

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Rispetto, però, alle prime versioni sul funzionamento del Fondo, circolate nei giorni scorsi e che prevedevano l'onere economico in capo alle imprese vincitrici dell’appalto adesso, invece, ci si starebbe orientando in altro modo. Nessuna micro tassa a carico delle imprese che si aggiudicano la gara d’appalto, bensì un finanziamento con risorse provenienti all'interno del quadro economico a disposizione di ogni opera pubblica.

Photocredit: Dimitris Vetsikas

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