Via libera del Parlamento UE al programma Digital Europe

Digital EuropeLa commissione Industria, ricerca ed energia (ITRE) del Parlamento europeo ha approvato l'accordo raggiunto a dicembre con il Consiglio su Digital Europe, il nuovo programma di finanziamento interamente dedicato alla trasformazione digitale per il periodo 2021-2027. Ecco cosa finanzieranno i fondi europei.

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Il programma, con un budget di 7,5 miliardi di euro (in prezzi correnti), intende accrescere e massimizzare i vantaggi della trasformazione digitale per tutti i cittadini, le pubbliche amministrazioni e le imprese UE.

Digital Europe contribuirà a sostenere la ripresa dell'UE duramente colpita dalla pandemia di Covid-19, affiancandosi agli strumenti previsti dal Recovery plan e al Green deal europeo.

Il regolamento del programma passa ora al vaglio del Consiglio e tornerà al Parlamento UE per l'approvazione finale.

Digital Europe, fondi europei per la trasformazione digitale

L’obiettivo di Digital Europe è mettere in atto un intervento pubblico a sostegno dei settori tecnologici in rapida evoluzione, come il calcolo avanzato, la gestione dei dati, la cybersicurezza e l'intelligenza artificiale. 

L'adozione di un programma a livello UE è necessaria non solo per pianificare e finanziare congiuntamente interventi comuni, ma anche per garantire che i vantaggi derivanti dalle nuove tecnologie digitali siano pienamente condivisi in tutta l'Europa.

Il programma sarà implementato attraverso work programme pluriennali, in cui verranno definiti i criteri per accedere ai finanziamenti. Le sovvenzioni nell'ambito del programma potranno coprire fino al 100% dei costi ammissibili.

I cinque pilastri di Digital Europe

Il programma Digital Europe, come si legge nella proposta di regolamento della Commissione, si fonda su cinque pilastri:

  • Calcolo ad alte prestazioni;
  • Intelligenza artificiale;
  • Cybersicurezza e fiducia;
  • Competenze digitali avanzate;
  • Implementazione, impiego ottimale della capacità digitale e interoperabilità.

Particolare attenzione spetterà ai settori in cui la spesa pubblica produce il massimo effetto, come la sanità, la giustizia, la protezione dei consumatori e le pubbliche amministrazioni, senza dimenticare il sostegno alle PMI per adeguarsi al cambiamento digitale.

Calcolo ad alte prestazioni, verso un’infrastruttura europea

Nell’ambito del primo pilastro del programma - Calcolo ad alte prestazioni - saranno adottate misure volte a sostenere la realizzazione di un'infrastruttura di dati e supercalcolo, accessibile su base non commerciale agli utenti pubblici e privati. Le risorse per il primo pilastro ammontano a 2,2 miliardi di euro.

Nel dettaglio, parte dei fondi UE del programma Digital Europe confluiranno nell’impresa comune EuroHPC per il finanziamento di progetti di ricerca e innovazione sul calcolo ad alte prestazioni. Scopo dell’EuroHPC Joint Undertaking è acquisire, entro il periodo 2022-2023, sistemi con prestazioni pre-esascala e sostenere lo sviluppo di sistemi con prestazioni a esascala basati su tecnologia UE.

Intelligenza artificiale, puntare su ricerca e innovazione

L’intelligenza artificiale (IA) è al centro del secondo pilastro di Digital Europe, con uno stanziamento di 2,1 miliardi di euro. In questo ambito il programma intende sviluppare e rafforzare le capacità di base nell'IA, rendendole accessibili a tutte le imprese e le pubbliche amministrazioni in Europa, attraverso: lo sviluppo di un data space e di un'infrastruttura cloud a livello europeo, il supporto a test e sperimentazioni in diversi settori, come salute e mobilità.

Aumentare gli investimenti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale è fondamentale per la crescita dell’Europa. Non a caso l'Unione europea ha proposto - nel piano per promuovere lo sviluppo e l'utilizzo dell'IA - di investire per la programmazione 2012-2027 almeno 7 miliardi di euro per l’IA nell'ambito di Horizon Europe e del programma Digital Europe. 

Il piano tra le altre cose prevede la definizione di: un partenariato europeo pubblico-privato sull’IA, un nuovo fondo per sostenere l'espansione dell'intelligenza artificiale in Europa e un'iniziativa pilota del Consiglio europeo per l'innovazione per supportare le tecnologie di IA della prossima generazione.

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Cybersicurezza, le strategie adottate dall’UE e dall’Italia

Il terzo pilastro di Digital Europe - con un budget di 1,7 miliardi di euro - è dedicato alla cybersicurezza e sostiene l'acquisizione di attrezzature, infrastrutture di dati e strumenti avanzati per la sicurezza informatica, assicurando la diffusione di soluzioni di cybersecurity in tutti i settori economici.

Per potenziare le capacità dell’Europa in questo settore, la Commissione UE nel 2017 ha adottato - nel quadro della sua strategia per il mercato unico digitale - il pacchetto sulla cybersecurity, che prevede una serie di interventi volti ad accrescere il livello di sicurezza nell'Unione contro gli attacchi informatici.

Tra questi c’è il nuovo regolamento sulla cybersicurezza, entrato in vigore lo scorso giugno, che definisce nuovi obiettivi e compiti dell'Agenzia dell'UE per la cybersicurezza (ENISA), insieme ad un quadro per l'introduzione di sistemi europei di certificazione della cybersecurity.

L’UE sta lavorando poi all’istituzione - a partire dal 2021 - di un network europeo di centri competenza per la cybersecurity, coordinati da un nuovo Competence Center europeo, l'European Cybersecurity Industrial, Technology and Research Competence Center. Il Centro, in cooperazione con la rete, fungerà da meccanismo di attuazione per il sostegno finanziario relativo alla cybersecurity; il finanziamento dei centri proverrà principalmente dai programmi Digital Europe e Horizon Europe, con la possibilità di contributi volontari degli Stati membri.

Competenze digitali

Con riferimento al quarto pilastro, Digital Europe promuoverà lo sviluppo di competenze digitali avanzate, concentrandosi su quelle relative al suo ambito di applicazione, in particolare la cybersecurity, l'intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni. Le risorse per questo pilastro ammontano a 580 milioni di euro.

Il programma sosterrà attività di formazione destinate non solo a studenti e professionisti, ma anche alle imprese e ai lavoratori, che saranno complementari alle azioni finanziate dal Fondo sociale europeo Plus - che sosterrà l'istruzione e la formazione nell'ambito delle competenze di base e intermedie - e al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, che finanzierà la formazione informatica per i lavoratori licenziati, a tutti i livelli di competenza.

Previste sinergie e complementarità tra Digital Europe e il programma Erasmus, che contribuisce allo sviluppo e all'acquisizione di competenze mediante la mobilità a fini di apprendimento e la cooperazione nell'ambito dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport.

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Capacità digitale ed interoperabilità

L’ultimo pilastro di Digital Europe - con uno stanziamento di 1,1 miliardi di euro - si concentra sullo sviluppo e sulla diffusione di soluzioni digitali interoperabili nel settore pubblico, con l’obiettivo di assicurare l’accesso alle tecnologie digitali più avanzate, con particolare attenzione al calcolo ad alte prestazioni, all'intelligenza artificiale e alla cybersicurezza.

In particolare Digital Europe sosterrà l'adozione delle tecnologie digitali in ambiti di pubblico interesse, come la salute (i sinergia con il programma EU4Health), le comunità intelligenti e la cultura, affiancandosi anche al Green deal europeo.

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Sinergie con altri programmi UE

Il programma Digital Europe integra e affianca una serie di altri strumenti proposti nel Quadro finanziario pluriennale post 2020, tra cui Horizon Europe, il Meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility - CEF), il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e InvestEU. Le sinergie tra i programmi accresceranno l'incidenza e l’efficienza dei finanziamenti pubblici destinati al digitale, a favore della crescita e della competitività in Europa.

Mettendo a confronto Digital Europe con Horizon Europe emergono subito le sovrapposizioni tra varie aree tematiche, dal momento che entrambi i programmi si occuperanno di calcolo ad alte prestazioni, intelligenza artificiale e cybersicurezza; tuttavia il tipo di azioni da sostenere, i risultati attesi e la logica d'intervento sono diversi e complementari. 

Da un lato Digital Europe si concentrerà sulla creazione di capacità e infrastrutture digitali per promuovere l’adozione e implementazione di soluzioni digitali innovative in tutta Europa. Dall’altro lato, invece, Horizon Europe sarà l'unico programma UE gestito in modo centralizzato a sostegno della ricerca e dello sviluppo tecnologico.

La presenza di sinergie tra i due programmi è dimostrata dal fatto che le nuove tecnologie digitali sviluppate da Horizon Europe saranno progressivamente adottate e implementate da Digital Europe. Allo stesso modo, le capacità e le infrastrutture sviluppate nell'ambito di Digital Europe saranno messe a disposizione della comunità di ricerca e innovazione, anche per attività sostenute da Horizon Europe. 

Nel periodo di programmazione 2021-2027, il CEF fornirà l'infrastruttura fisica per le reti a banda larga ad alta capacità necessarie per consentire l'implementazione dei servizi e delle tecnologie digitali proposti nel quadro di Digital Europe. Sul fronte della cybersecurity, il CEF farà riferimento alle soluzioni sviluppate nell’ambito di Digital Europe per sostenere le infrastrutture cruciali in tutti i settori che hanno bisogno di un livello di cybersicurezza adeguato.

Il FESR - il cui obiettivo è promuovere la coesione economica, sociale e territoriale in tutte le regioni dell'UE - promuove lo sviluppo economico orientato all’innovazione che implica la digitalizzazione dell'industria, come indicato nelle strategie di specializzazione intelligente. Inoltre, il FESR sostiene l'implementazione di soluzioni digitali nel quadro delle attività volte a realizzare le priorità dell'UE in diversi settori, dai trasporti sostenibili al miglioramento dei sistemi sanitari. Il programma Digital Europe integrerà gli investimenti locali finanziati dal FESR per rendere le strutture accessibili al resto d'Europa mediante la messa in rete e la mappatura delle capacità digitali.

Infine, sono previste sinergie tra Digital Europe e InvestEU in particolare per la realizzazione degli obiettivi legati alla digitalizzazione del settore privato e dell'intelligenza artificiale. Gli strumenti finanziari per l'intelligenza artificiale, previsti dal regolamento, verrebbero attuati impiegando le garanzie di bilancio da proporre nel quadro di InvestEU.

Poli di innovazione digitale

Nel primo anno di attuazione di Digital Europe verrà istituita una rete dei poli dell'innovazione digitale (Digital Innovation Hub - DIH), che sarà determinante per il trasferimento dei risultati delle attività di ricerca ed innovazione dalle università alle imprese. I DIH promuovono infatti l’applicazione delle tecnologie digitali, dalla blockchain all’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di innovare prodotti, servizi e processi e rafforzare la competitività dell’economia europea.

Nel dettaglio, i fondi UE previsti da Digital Europe saranno investiti per rafforzare le capacità dei poli e delle competenze digitali delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, collaborando con i Competence Center europei e gli Stati membri. Questi ultimi saranno invitati a proporre un elenco di poli di innovazione digitale, che la Commissione UE selezionerà attraverso un bando ristretto; la call finanzierà progetti sperimentali e dimostrativi basati sull’intelligenza artificiale, il calcolo ad alte prestazioni e la cybersicurezza.

Gli Stati membri e le Regioni potranno contribuire attivamente agli investimenti destinati ai DIH attingendo anche alle risorse di Horizon Europe e ai fondi strutturali, con l’obiettivo di favorire la realizzazione di progetti in linea con le esigenze specifiche del territorio.

Proposta di regolamento che istituisce il programma Digital Europe per il periodo 2021-2027

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