Le misure in Manovra sugli investimenti. La posizione dell’ANCE

Posizione stakeholder su Manovra 2020: Photocredit: bernswaelz da PixabaySono iniziate la scorsa settimana in Parlamento le audizioni degli stakeholder sui contenuti della Legge di bilancio. Tra gli intervenuti l’ANCE che chiede al Governo misure immediate per accelerare i meccanismi di spesa, puntando con convinzione sugli investimenti per sostenere la ripresa economica.

Legge bilancio 2020: ecco le misure per il rilancio degli investimenti

Nell’ambito dell’attività conoscitiva preliminare sui contenuti del disegno di legge di Bilancio 2020, l’Associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE) è intervenuta dinanzi alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera, in seduta congiunta, per una prima valutazione sui contenuti della Manovra 2020.

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Buia: serve una scelta netta 

La delegazione dei costruttori guidata dal presidente Gabriele Buia non ha nascosto diverse perplessità sull’impostazione complessiva della Manovra 2020.

Se, infatti, sono del tutto apprezzabili gli sforzi del Governo per neutralizzare la clausole di aumento dell’IVA - che avrebbe avuto conseguenze disastrose per imprese e cittadini - l’ANCE chiede che siano operate scelte nette sugli ambiti su cui puntare per rilanciare il Paese.

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Secondo i costruttori, infatti, “sono anni che le manovre di finanza pubblica - si legge nel comunicato dell’Associazione - sacrificano gli investimenti destinati allo sviluppo in generale con gravissime conseguenze per il Paese, e la manovra di quest’anno non sembra discostarsi da tale impostazione. Ancora una volta - continua il comunicato - si assiste a una manovra che destina gli spazi finanziari, faticosamente concordati con la Commissione Europea, a spese di natura corrente, nel tentativo, più volte fallito, di sostenere la crescita economica attraverso i consumi. Tutte le analisi economiche dimostrano, viceversa, che la riduzione della componente investimenti, prima vittima di questi anni di ciclo sfavorevole, è la causa principale della mancata crescita del PIL”.

Per questo, secondo i costruttori, la strada per la crescita passa inevitabilmente per il rilancio degli investimenti infrastrutturali ed edili. Quello delle costruzioni, infatti, rappresenta il 22% del PIL e con tutta la filiera è in grado di attivare l’80% dei settori economici. Si tratta di numeri che, se adeguatamente sostenuti, secondo l’ANCE  permetterebbero al Paese di recuperare mezzo punto di PIL l’anno.

Manovra: cosa tenere e cosa cambiare

Se è vero che la Manovra prevede nuove risorse per gli investimenti pubblici, è anche vero - sottolinea l’ANCE - che “tali stanziamenti sono concentrati a partire dal 2022, su un orizzonte temporale che arriva fino al 2034, con effetti stimati in termini di maggiori investimenti per il prossimo biennio del tutto limitati”. 

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Alla luce di ciò, l’Associazione afferma che “invece di disperdere i già limitati sforzi di rilancio degli investimenti in più rivoli/programmi di spesa”, occorrerebbe piuttosto concentrare tutte le risorse disponibili nel 2020 su quelle misure che più di altre hanno le caratteristiche per sostenere effettivamente la realizzazione di opere. Si tratta de:

  • La scelta di riproporre il Programma di investimenti per i comuni (il cosiddetto “Piano spagnolo”);
  • La previsione di un Fondo per la progettazione dei Comuni.

Per quanto riguarda, invece, gli interventi su cui i costruttori si sono dimostrati maggiormente scettici ci sono:

  • La misura del DL fiscale (collegato alla Manovra) sul reverse charge che, secondo l'associazione, mina la sopravvivenza delle imprese e che, pertanto, va assolutamente ritirata;
  • La norma che introduce la facoltà per CONSIP di attivare strumenti di acquisto e negoziazione telematici nel settore dei lavori pubblici tout court, estendendo a tutti i lavori pubblici quanto previsto finora solo per piccole manutenzioni ordinarie.

Le richieste dell’ANCE per una maggiore razionalizzazione delle misure, un più ampio coordinamento tra gli interventi e una stabilizzazione pluriennale delle azioni riguardano invece:

  • Gli investimenti per la rigenerazione urbana, su cui l’ANCE ribadisce “la necessità di prevedere misure dedicate ed urgenti e di costruire una cornice unica, un’Agenda Urbana Nazionale, che consenta il coordinamento di fondi e programmi”;
  • La proroga dei bonus fiscali, anche se gli incentivi dovrebbero trovare una definitiva stabilizzazione, superando la logica delle proroghe annuali;
  • La messa a regime delle detrazioni Ecobonus e Sismabonus (o una loro proroga per almeno 10 anni).

Piano Rinascita Urbana: ecco cosa prevede la Manovra

> Consulta il documento dell’ANCE consegnato agli atti delle Commissioni

Photocredit: bernswaelz da Pixabay

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