Come il coronavirus cambia il Fondo di garanzia per le PMI

Fondo di garanzia PMIIl Cura Italia prima e il decreto liquidità poi cambiano il profilo del Fondo di Garanzia per le PMI, uno strumento operativo da vent’anni. Come funziona e cosa cambia con le ultime novità introdotte. 

> Cosa prevede il decreto liquidità

Istituito con Legge n. 662/96 e operativo dal 2000, il Fondo di garanzia PMI è uno strumento agevolativo del Ministero dello Sviluppo Economico gestito da Mediocredito centrale,  volto a sostenere le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie.

Guida al Fondo di garanzia PMI

Chi può accedere al Fondo di garanzia PMI

I beneficiari finali, cui viene concessa la garanzia pubblica, sono le piccole e medie imprese, incluse le imprese artigiane, presenti sul territorio nazionale. Nel novero dei beneficiari rientrano anche: 

  • i consorzi e le società consortili costituiti tra piccole e medie imprese, e le società consortili miste; 
  • i professionisti iscritti agli ordini professionali e quelli aderenti alle associazioni professionali.

Rispetto alla prima formulazione dei decreti Cura Italia e Liquidità, la platea dei beneficiari si è estesa a: enti del terzo settore, professionisti organizzati in studi associati, agenti di assicurazione, subagenti e broker. 

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Come funziona il Fondo di garanzia PMI?

Per favorire l’accesso al credito di tali soggetti il Fondo prevede la concessione di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali portate dalle imprese. Ciò significa che, grazie al Fondo, l’impresa può ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.

La garanzia del Fondo è un’agevolazione del Ministero dello sviluppo economico, finanziata anche con risorse europee, che può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a favore di imprese e professionisti. 

 Il Fondo non interviene direttamente nel rapporto tra banca e cliente: tassi di interesse, condizioni di rimborso ecc., sono lasciati alla contrattazione tra le parti. Ma per quanto concerne la parte garantita dal Fondo non possono essere acquisite garanzie reali, assicurative o bancarie.

Quali operazione garantisce?

L’intervento riguarda tutti i tipi di operazioni, a breve e medio-lungo termine, sia per iniettare liquidità nelle casse delle imprese, sia per permettere investimenti

La garanzia è concessa, in favore dei soggetti beneficiari finali, con le seguenti modalità: 

  • garanzia diretta, su richiesta dei soggetti finanziatori, anche in qualità di capofila di pool di soggetti finanziatori; 
  • riassicurazione e controgaranzia, su richiesta dei soggetti garanti, anche in qualità di capofila di pool di soggetti garanti. 

La riassicurazione e la controgaranzia possono essere richieste dai soggetti garanti congiuntamente sulla stessa operazione finanziaria esclusivamente nel caso in cui le garanzie concesse dai soggetti garanti siano dirette, esplicite, incondizionate, irrevocabili ed escutibili a prima richiesta del soggetto finanziatore, anche attraverso un congruo acconto.

 Qualora le garanzie concesse dai soggetti garanti non abbiano le predette caratteristiche, i soggetti garanti possono richiedere solo la riassicurazione.

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Fondo di garanzia PMI

Come presentare la domanda e quali sono i tempi di risposta

L'impresa o il professionista non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo, ma deve rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento chiedendo che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda.

In alternativa, può rivolgersi a un Confidi accreditato che garantisce l'operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo.

I tempi di risposta erano già piuttosto snelli, ma i tempi sono stati accorciati per far fronte allo shock economico causato dall’emergenza Covid-19: con il decreto Cura Italia e con il decreto liquidità, infatti, è previsto uno snellimento delle pratiche. 

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Cosa cambia con il decreto Cura Italia

Per aiutare le imprese a far fronte all'emergenza coronavirus, il Governo ha previsto un accesso semplificato al Fondo di garanzia per le PMI. In tal senso, il decreto Cura Italia (dl 18/2020) ha introdotto alcune importanti novità:

  • L'importo massimo garantito per impresa è stato innalzato da 2,5 milioni di euro a 5 milioni di euro;
  • Diventano ammissibili le operazioni finalizzate all’estinzione di finanziamenti (rinegoziazione finanziamenti o consolidamento di passività a breve) erogati dalla stessa banca (o gruppo bancario);
  • Viene estesa la durata della garanzia sui finanziamenti già garantiti oggetto di sospensione delle rate o della sola quota capitale da parte delle banche finanziatrici;
  • È annullato il pagamento delle commissioni per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie presentate dalla data di entrata in vigore del decreto;
  • Sono ammessi a garanzia, gratuitamente e senza valutazione, i finanziamenti a favore di persone fisiche che esercitano l’attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 (finanziamenti inferiori a 18 mesi fino a 3.000 euro di importo); 
  •   La durata della garanzia del Fondo è estesa automaticamente per le PMI che concordano con la banca la sospensione dei pagamenti oggetto di moratoria. 

Le novità del decreto Liquidità

Successivamente, il decreto liquidità (dl 23/2020) ha portato la garanzia al:

  • 100% per prestiti fino a 30mila euro, senza alcuna valutazione del merito di credito;
  • 100% (di cui 90% dallo Stato e 10% dai Confidi) per i prestiti fino a 800mila euro, senza valutazione andamentale;
  • 90% nei casi restanti con tetto a 5 milioni di importo garantito e senza valutazione andamentale.

In quest'utimo caso possono accedere al finanziamento le imprese fino a 499 dipendenti, che abbiano ricavi fino a 3,2 milioni

In tutti i casi l'importo del prestito garantito non può superare il 25% dell’ammontare dei ricavi del beneficiario, risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata. Per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019 va dimostrato tramite idonea documentazione, come ad esempio un'autocertificazione.

La restituzione del prestito fino a 30mila euro è in 10 anni (nella prima versione del dl Liquidità era di 6 anni) e l’inizio del rimborso del capitale scatta non prima di 2 anni dall'erogazione. Per i prestiti fino a 800mila euro, per cui è possibile richiedere anche una copertura al 100% del finanziamento (90% garanzia diretta più la garanzia del 10% di un Confidi), la restituzione è in 30 anni.

> Per approfondire: Guida al Fondo di garanzia PMI

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