Decreto liquidita': misure fiscali, le istruzioni dell'INPS e la guida delle Entrate

Decreto liquiditàArrivano dall'INPS nuove indicazioni operative sulla sospensione dei versamenti previsti dal decreto liquidità. Il provvedimento va ad integrare il vademecum dell'Agenzia delle Entrate - di cui vi proponiamo un estratto - sulle principali misure fiscali e contabili del dl 23-2020 per contrastare gli effetti negativi dell'emergenza Covid-19.

Cosa prevede il decreto liquidita’

INPS, istruzioni sulla sospensione dei versamenti

Con il messaggio n. 2162 del 25 maggio 2020 - che dà seguito alla la circolare n. 59 del 16 maggio 2020 - l’INPS fornisce le istruzioni operative in relazione alla modalità di sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti contributivi, dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19.

Il messaggio specifica le modalità di sospensione per:

  • le aziende con dipendenti, ai fini della compilazione del flusso UNIEMENS;
  • la contribuzione da versare al Fondo di Tesoreria, ai fini della liquidazione e anticipazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR);
  • i committenti tenuti al versamento dei contributi alla Gestione Separata, ai fini della compilazione del flusso UNIEMENS;
  • le aziende agricole assuntrici di manodopera, relativamente ai flussi della denuncia di manodopera occupata e alle denunce mensili relative ai successivi periodi retributivi;
  • i lavoratori agricoli autonomi e concedenti piccola colonia e compartecipazione familiare, per i versamenti relativi ai piani di rateazione concessi dall’Istituto.

Queste indicazioni vanno a integrare quelle della circolare n. 37 del 12 marzo 2020 e della circolare n. 52 del 9 aprile 2020, cui si aggiunge il messaggio n. 1754 del 24 aprile 2020.

Con quest'ultimo provvedimento l’INPS fornisce le istruzioni operative riguardo alla sospensione dei termini dei versamenti fiscali e contributivi in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020.

I versamenti di aprile e maggio sono sospesi anche per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione che abbiano intrapreso l’attività in data successiva al 31 marzo 2019. Per questi soggetti la sospensione dei versamenti non richiede la verifica del requisito della diminuzione del fatturato.

Relativamente ai possibili rapporti di lavoro cessati durante il periodo di sospensione, la quota a carico dei lavoratori non trattenuta dal datore di lavoro dovrà essere versata secondo le indicazioni specificate dall'INPS nel messaggio.

Il vademecum delle Entrate

Sospensione dei versamenti per reddito d’impresa, arte o professione 

L’articolo 18 del decreto liquidità dispone la proroga dei versamenti in autoliquidazione di ritenute alla fonte e trattenute relative all’addizionale regionale e comunale sui redditi da lavoro dipendente e assimilati, e Iva, nonché la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria per i mesi di aprile e maggio.

I titolari di reddito d’impresa, arte o professione, che nel periodo d’imposta precedente a quello attualmente in corso avevano compensi o ricavi inferiori o superiori a 50 milioni di euro, con regole diverse, possono fruire della sospensione del versamento dell’Iva e di quelli relativi alle ritenute sul lavoro dipendente o assimilato, per il mese di aprile.

Nel primo caso si accede alla sospensione, se è stata riscontrata la diminuzione del fatturato di almeno il 33% nel mese di marzo, nel confronto con lo stesso mese del 2019; sospensione valida anche per i versamenti da effettuare a maggio, se il calo del fatturato del 33% emerge dal raffronto tra i mesi di aprile del 2019 e del 2020. Nel secondo caso la diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, calcolata dal confronto tra i mesi di marzo e aprile 2019 e gli stessi del 2020, per accedere al beneficio, deve essere almeno del 50%.

Entrate

Per gli stessi soggetti viene confermato lo stop anche ai versamenti, per i mesi di aprile e maggio 2020, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

La sospensione dei versamenti Iva è valida anche, a prescindere dal reddito però con lo stesso riscontro sul calo di fatturato del 33%, per coloro che hanno domicilio fiscale, sede legale o operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza.

I versamenti sono sospesi anche per coloro che hanno iniziato l’attività d’impresa, arte o professione in data successiva al 31 marzo 2019.

La proroga, poi, dei versamenti delle ritenute, trattenute, contributi e premi effettuate sul lavoro dipendente vale anche per gli enti non commerciali, compresi quelli del terzo settore e quelli religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime di impresa.

Il termine ultimo per l’effettuazione dei versamenti sospesi è fissato al 30 giugno 2020. A questa data sarà possibile pagare il dovuto in un’unica soluzione o rateizzare l’importo in 5 tranche mensili di pari importo, da versare a cominciare da giugno.

Lavoro autonomo

In base all'articolo 19 del dl 23-2020, i titolari di reddito da lavoro autonomo e provvigioni per rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento d’affari, con ricavi o compensi fino a 400mila euro, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 17 marzo, non sono assoggettati alla ritenuta d’acconto - da parte del sostituto d’imposta - per i ricavi e i compensi percepiti tra il 17 marzo e il 31 maggio di quest’anno, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

Lavoro autonomo 

Le ritenute non operate andranno versate entro il 31 luglio 2020 in un'unica soluzione o per mezzo di 5 rate mensili di pari importo, da pagare a cominciare da luglio.

Bonus prima casa

Per quanto riguarda le agevolazioni prima casa, ai fini del mantenimento del bonus previsto per l’acquisto, l’articolo 24 del dl liquidità, o decreto credito, sospende dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 i termini per:

  • trasferire la residenza nel comune in cui è ubicata l’abitazione acquistata;
  • acquistare un altro immobile da destinare a propria abitazione principale, nel caso di rivendita della prima casa entro 5 anni dall’acquisto;
  • rivendere la prima casa già posseduta, in caso di acquisto agevolato di una nuova abitazione;
  • acquistare una prima casa dopo aver alienato la precedente e ottenere un credito pari alle imposte pagate in occasione del precedente acquisto (ovvero del nuovo acquisto, se inferiori).

Prima casa

Il credito d'imposta per la sanificazione

Il credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, previsto dall’articolo 64 del dl Cura Italia nella misura del 50% delle spese sostenute nel 2020, fino ad un massimo di 20mila euro della spesa, è riconosciuto anche per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e sicurezza, idonei a proteggere i lavoratori e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale.

I criteri e le modalità per l’applicazione del bonus maturato, specifica l’articolo 30 del dl liquidità, saranno stabiliti con il decreto valido anche per i crediti d’imposta disposti dal Cura Italia, in via di emissione dal MISE, di concerto con il MEF.

credito imposta 

> Consulta il vademecum dell'Agenzia delle Entrate

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