Le misure per i trasporti nel decreto rilancio

Dl rilancio le misure per il settore trasportiNel decreto rilancio figura anche un pacchetto consistente di misure per il settore trasporti, incluso un fondo da 500 milioni per il Tpl e risorse per abbattere i pedaggi per le imprese dell'autotrasporto. Arriva anche il rimborso per gli abbonamenti metrebus e ferroviari non utilizzati durante il lockdown, mentre per le compagnie aeree ci sono 130 milioni per compensare le perdite e regole più stringenti sul Ccnl per evitare fenomeni di dumping.

> Cosa prevede il decreto rilancio 

Presentati dalla ministra Paola de Micheli nel corso di una conferenza stampa del 14 maggio, gli interventi previsti dal dl rilancio per il settore trasporto sono numerosi e toccano tutte le aree della logistica. 

500 milioni per il trasporto pubblico locale

Nel decreto trova posto anzitutto un fondo da 500 milioni di euro per il trasporto pubblico locale (Tpl). Una misura resasi necessaria per evitare il collasso dei trasporti pubblici che, in questa fase di emergenza epidemiologica, non possono chiaramente viaggiare pieni e sono destinati, pertanto, a subire perdite. 

I fondi stanziati servono quindi a compensare la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei due anni precedenti, permettendo la tenuta di un servizio di pubblica utilità come appunto quello del trasporto Tpl.

Stanziati 20 milioni per sostenere le imprese dell'autotrasporto

Il decreto, inoltre, stanzia 20 milioni di euro in più nel Fondo per l'autotrasporto su gomma per abbattere il costo dei pedaggi autostradali. In questo modo adesso il Fondo, ha illustrato la ministra, "ha risorse per 260 milioni di euro, che serviranno anche per gli investimenti per la sostituzione dei camion più inquinanti con mezzi più compatibili con l'ambiente''.  

L’intervento mira quindi a sostenere un settore che in questi mesi, nel pieno della pandemia, ha rivestito un ruolo centrale per garantire le connessione e gestire in tal modo la situazione di emergenza causata dal Coronavirus.

> Per approfondire: i contributi per le imprese previsti dal dl rilancio

Rimborso per gli abbonamenti ferroviari e di trasporto locale

Sempre in tema trasporti il decreto prevede anche un rimborso per chi ha un abbonamento per il trasporto ferroviario o per quello pubblico locale e che, durante il lockdown, non ha potuto sfruttare

Il rimborso sarà erogato dalle aziende di trasporto tramite due modalità, a scelta dell'utente:

  • L’emissione di un voucher di importo pari all'ammontare del titolo di viaggio (incluso l'abbonamento) da utilizzare entro un anno dall’emissione;
  • Il prolungamento della durata dell’abbonamento per un periodo corrispondente a quello durante il quale non è stato utilizzato.

Per accedere al rimborso, bisognerà fare domanda allegando anche:

  • La documentazione comprovante il possesso del titolo di viaggio (che doveva essere valido durante il lockdown);
  • La dichiarazione sul mancato utilizzo a causa dei provvedimenti per ridurre il contagio.

Per effettuare il rimborso, il vettore ha a disposizione 30 giorni (dalla data di ricezione della comunicazione).

Sostegno alle piccole compagnie aeree

Tra i settori più colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia figura, poi, quello aereo che ha subito un blocco pressoché generalizzato dell’attività e che anche per i prossimi mesi rischia di restare in perdita. Nel decreto è prevista, quindi, la creazione di un Fondo di 130 milioni di euro per compensare le perdite subite dagli operatori italiani (esclusa Alitalia) che utilizzano aeromobili con più di 19 posti.

Una misura che guarda, quindi, alle necessità delle compagnie aeree minori e che intende anche limitare il dumping subito dai nostri operatori da parte di altri vettori che, non rispettando i livelli contrattuali previste dal Ccnl, generano una forma di concorrenza sleale giocata sul costo del lavoro.

Il provvedimento inserito nel dl rilancio, infatti, limita l’accesso agli aiuti solo a quelle compagnie che lavorano in Italia e che ai propri dipendenti (con base in Italia) garantiscono retribuzioni in linea con il contratto collettivo nazionale del trasporto.

Ma per tutelare le imprese italiane dal dumping giocato sul costo del lavoro, il decreto prevede anche che le imprese e i vettori aerei che operano e impiegano personale sul territorio italiano e che sono assoggettate a concessioni, autorizzazioni o certificazioni previste dalla normativa Easa (o dalla normativa nazionale) nonché alla vigilanza dell’Enac, applichino ai propri dipendenti con base di servizio in Italia, retribuzioni non inferiori a quelle minime stabilite dal Ccnl di settore. Se entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto le aziende non procedono in questo modo, subiranno la revoca delle concessioni. Per quelle aziende, invece, che hanno concessioni, autorizzazioni e certificazioni che non sono rilasciate da autorità amministrative italiane, in caso di violazione sui livelli retributivi per i propri dipendenti l’Enac impone una sanzione tra i 5mila e i 15mila euro per ogni dipendente. 

Trasporto ferroviario: canoni ridotti per accedere all’infrastruttura

Come quello aereo, anche il trasporto ferroviario ha subito una brusca frenata d’arresto a causa della pandemia. Per questo nel decreto è prevista una attenuazione del costo di pedaggio che gli operatori ferroviari pagano a Rfi (la Rete ferroviaria italiana che gestisce l’infrastruttura), grazie ad uno stanziamento a favore di Rfi per compensarla dei minori introiti. In particolare:

  • Per il periodo 10 marzo - 30 giugno 2020 Rfi dispone una riduzione del canone per i servizi passeggeri e merci non sottoposti ad obbligo di pubblico servizio. In questo caso Rfi verrà ricompensata con uno stanziamento di 115 milioni di euro;
  • Analogo discorso vale per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Pure in questo caso infatti Rfi - anche per promuovere la ripresa del traffico ferroviario - dispone una riduzione del canone per l’utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria e in compensazione vengono stanziati 155 milioni di euro.

Rifinanziati i marebonus e ferrobonus

In conferenza, inoltre, la ministra ha confermato il rifinanziamento degli incentivi “marebonus” e “ferrobonus” per sostenere il trasporto intermodale, con un incremento di 30 milioni di euro per il primo, e di 20 milioni per il secondo.

Sostegno alle imprese portuali

Infine il decreto interviene anche a sostegno degli operatori portuali e delle imprese che operano nel settore portuale e marittimo italiano, consentendo alle autorità portuali di ridurre (ed eventualmente anche azzerare) i canoni concessori per i beni demaniali, i servizi portuali, la gestione di stazioni marittime e i servizi di supporto a passeggeri.

Delle riduzioni, però potranno beneficiare solo i concessionari che hanno subito un calo del 20% del fatturato rispetto allo scorso anno.

Inoltre le autorità portuali possono anche corrispondere al fornitore di lavoro portuale un contributo, nel limite massimo di 2 milioni di euro nel 2020, pari a 60 euro per ogni dipendente e in relazione a ciascuna minore giornata di lavoro rispetto al 2019.

Infine per mitigare gli effetti economici causati dalla pandemia il decreto prevede un indennizzo per le ridotte prestazioni di ormeggio rese dalle società di ormeggiatori (Art- 14, comma 1-quinquies della L. 84-1994).

Per tutti questi interventi vengono stanziati 30 milioni di euro che saranno assegnati con decreto del ministro dei trasporti (da emanarsi entro 30 giorni).

Collegamenti marittimi 

Restando sempre in ambito mare, per evitare che gli effetti economici della pandemia sulle condizioni di domanda e offerta di servizi marittimi possano inficiare gli esiti delle procedure avviate per l’organizzazione dei servizi pubblici di collegamento marittimo con le isole maggiori e minori, il decreto prevede che l’efficacia della convenzione stipulata è prorogata fino alla conclusione delle procedure previste dall’art. 4 del Regolamento 3557/92/CEE.

Incremento del Fondo per acquisto di veicoli ecocompatibili

Infine per sostenere la mobilità green, inoltre, il decreto rilancio prevede anche un aumento della dotazione del Fondo per l'acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km, pari a 100 milioni di euro nel 2020 e pari a 200 milioni di euro in più per il prossimo anno.

> Per approfondire: il bonus bici del dl rilancio

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.