Accordo su REACT-EU: 47,5 miliardi per la Politica di Coesione

Recovery Fund - Copyright European Union 2020 - Photographer: Claudio CentonzeTra il 2021 e il 2022 la Politica di Coesione potrà contare su 47,5 miliardi di fondi europei aggiuntivi per affrontare la crisi sanitaria ed economica provocata dal Coronavirus. Parlamento e Consiglio hanno infatti raggiunto un accordo sul programma REACT-EU, proposto dalla Commissione europea nel quadro del pacchetto per la ripresa Next Generation EU, noto anche come Recovery Fund.

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Acronimo di Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe, l'iniziativa REACT-EU è lo strumento proposto dalla Commissione per dare seguito alle prime misure europee contro la crisi generata dal Covid-19 adottate tramite la Coronavirus Response Investment Initiative Plus. In base all'accordo provvisorio raggiunto il 18 novembre da Parlamento UE e Consiglio, lo strumento potrà contare su 47,5 miliardi di euro (50,5 miliardi a prezzi correnti), di cui 37,5 miliardi di euro stanziati per il 2021 e 10 miliardi di euro per il 2022, a fronte dei 55 miliardi inizialmente proposti dall'Esecutivo UE.

PE e Stati membri devono ora approvare formalmente il contenuto dell'accordo sul regolamento di REACT-EU, che entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

REACT-EU, fondi aggiuntivi per la Politica di Coesione

Nello specifico l'iniziativa REACT-EU fornirà fondi europei aggiuntivi alla Politica di Coesione, in particolare al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo (FSE) e al Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti (FEAD), a valere sul pacchetto Next Generation EU e in misura ridotta attraverso la revisione dell'attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP). Risorse fresche e non sottratte ad altre politiche dell'Unione che integrano le dotazioni dei programmi operativi della Politica di Coesione 2014-2020 e sono ulteriori rispetto agli stanziamenti proposti per il periodo 2021-2027.

Per assicurare che il sostegno vada alle aree che ne hanno più necessità, gli stanziamenti saranno distribuiti tra i paesi dell'UE in base al loro grado di prosperità e agli effetti socioeconomici della crisi, compreso il livello di disoccupazione giovanile. La ripartizione delle risorse sarà stabilita in una fase successiva dalla Commissione mediante atti di esecuzione, assegnando il 70% delle dotazioni nazionali nel 2021 in base all'impatto dell'emergenza e il restante 30% per il 2022 sulla base dei dati statistici più recenti. 

A livello nazionale, eccezionalmente i fondi non saranno ripartiti per regione o settore. Gli Stati membri saranno liberi di concentrarsi sulle zone più colpite dagli effetti della pandemia o di continuare a destinare maggiori fondi alle regioni meno sviluppate.

Inoltre, i Paesi UE potranno decidere in che modo utilizzare le risorse assegnate, se per finanziare misure anticrisi attraverso il FESR e il FSE o per sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione attraverso il FEAD, con la possibilità di beneficiare del cofinanziamento UE fino al 100%.

Un nuovo obiettivo tematico dedicato alla ripresa dal Covid

Per rendere più semplice e veloce la programmazione delle risorse, la proposta di regolamento della Commissione introduce un nuovo obiettivo tematico trasversale: "Promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto dell'epidemia di Covid-19 e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell'economia".

Al nuovo obiettivo tematico potranno fare riferimento solo gli interventi finanziati con le risorse aggiuntive, che non saranno cumulabili con altri obiettivi tematici. Allo stesso modo, non sarà possibile trasferire risorse provenienti da altri obiettivi al nuovo OT.

Ammesse le spese sostenute da febbraio 2020 ed entro il 2023

Parlamento e Consiglio ha concordato un meccanismo retroattivo per cui le spese saranno ammissibili al sostegno di REACT-EU a partire dal 1° febbraio 2020. Inoltre, i Paesi dell'UE potranno utilizzare le risorse aggiuntive fino alla fine del 2023, e non entro la fine del 2022 come proposto originariamente dalla Commissione.

L'intesa provvisoria tra le istituzioni UE prevede inoltre un prefinanziamento iniziale dell'11% nel 2021, così da rendere disponibile liquidità sufficiente per erogare rapidamente gli aiuti all'economia reale. Lo 0,35% della dotazione totale andrà all'assistenza tecnica, in particolare a favore degli Stati membri gravemente colpiti dalla pandemia e di quelli che potrebbero incontrare difficoltà nella preparazione dei loro programmi operativi.

Prevista, infine, maggiore flessibilità, attraverso procedure semplificate e la possibilità di trasferire risorse tra fondi e tra categorie di regioni. La Commissione UE, da parte sua, si adopererà per approvare qualsiasi programma operativo specifico o qualsiasi modifica a un programma esistente entro 15 giorni lavorativi.

Per accelerare l'attivazione delle misure, inoltre, le condizionalità ex ante, i requisiti di concentrazione tematica e il quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione non si applicheranno a REACT-EU.

Per approfondire: Leggi la proposta di regolamento per REACT-EU

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