Grazie ai 3 miliardi di RescEU si rafforza il Meccanismo di protezione civile UE

RescEU: Photocredit: Henning Westerkamp da Pixabay Con i suoi 3 miliardi di euro nel settennato 2021-2027, RescEU rafforzerà il Meccanismo di protezione civile europeo, permettendo all’UE di acquistare direttamente ciò che serve per affrontare le emergenze e di allocare i fondi in modo più flessibile, dove è necessario.

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Nato come un nuovo tassello del Meccanismo europeo di protezione civile, sin dall’inizio RescEU ha avuto l’obiettivo di rafforzare il risk management del Meccanismo stesso per aumentare la capacità di risposta dell'Unione europea davanti a quelle crisi e catastrofi che colpiscono l’Unione e i suoi Stati.

Nonostante gli sforzi messi in piedi, però, la pandemia ha messo a dura prova la capacità dell’UE di assistere gli Stati nel momento in cui tutti venivano colpiti simultaneamente da una crisi come quella generata dal Covid. Finora infatti il Meccanismo di protezione civile si è praticamente basato sul contributo volontario degli Stati membri, con la Commissione chiamata a giocare un ruolo da coordinatore e da co-finanziatore.

La lezione appresa dal Covid è invece che l’UE deve saper reagire in modo più veloce, flessibile e autonomo davanti a minacce di tale portata e a tal fine, nel nuovo settennato, RescEU potrà contare su molti più fondi e su regole d’ingaggio (e non solo) più adattate alle emergenze. 

Cosa prevede RescEU e il Meccanismo di protezione civile europeo

 

Il programma RescEU 2021-27

Facendo tesoro dell'esperienza maturata sul Covid, infatti, il “nuovo” rescEU potrà contare su 3 miliardi di euro, di cui 1,9 miliardi provenienti da Next generation EU e i restanti dal bilancio pluriennale 2021-2027.

Oltre all'aumento dei fondi, a Bruxelles è stato deciso anche di modificare alcune norme del Meccanismo, in modo da permettere un’allocazione più flessibile delle risorse. Se da un lato, infatti, viene stabilita la percentuale dei fondi da destinare rispettivamente a prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi, dall’altro si prevede un margine di flessibilità che consentirà alla Commissione di riassegnare i fondi in caso di urgenza. Questo approccio permetterà quindi all'UE di reagire meglio alla natura imprevedibile dei disastri e di utilizzare i fondi laddove saranno più necessari.

Le norme proposte (e gli stanziamenti previsti) consentiranno inoltre alla Commissione di colmare le lacune nel settore dei trasporti e della logistica e, in casi urgenti, di acquistare direttamente alcune capacità aggiuntive di RescEU. Tra le altre cose, infatti, la Commissione potrà:

  • disporre di un’adeguata capacità logistica in modo da fornire servizi aerei multiuso in caso di emergenza, garantendo un trasporto tempestivo di risorse umane e materiali di assistenza;
  • acquistare, affittare, noleggiare e immagazzinare le risorse per il salvataggio;
  • finanziare integralmente lo sviluppo e i costi operativi di tutte le capacità di aiuto in qualità di riserva strategica europea, nel caso in cui le capacità nazionali vengano esaurite.

In buona sostanza, quindi, l'obiettivo è di creare riserve di attrezzature strategiche per rispondere a emergenze sanitarie, incendi, incidenti o altre emergenze, in modo da poterne disporre velocemente, soprattutto quando si interrompe il meccanismo di solidarietà e assistenza perchè ogni Stato è colpito dall'emergenza.

In linea con il funzionamento del Recovery Fund, l'UE finanzierà integralmente lo sviluppo e i costi operativi delle capacità di RescEU.

Infine, grazie al regolamento proposto, verranno migliorate la prevenzione e la preparazione ai disastri. La Commissione infatti, in collaborazione con gli Stati, definirà e svilupperà gli obiettivi europei in materia di resilienza alle catastrofi nel settore della protezione civile. Questi obiettivi non vincolanti saranno inclusi nelle raccomandazioni della Commissione e si baseranno su scenari attuali e prospettici, compresi i dati sugli eventi passati e sull'impatto dei cambiamenti climatici.

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Photocredit: Henning Westerkamp da Pixabay 

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