PAC: Bellanova, sostenibilita' in agricoltura non riguarda solo ambiente

Agricoltura - Photo credit: Matheus Cenali da PexelsLa sostenibilità in agricoltura non deve essere solo ambientale, ma anche economica e sociale. Intervendo al Consiglio Agrifish, la ministra Bellanova ha chiarito che il recepimento degli obiettivi della strategia UE Farm to fork nei Piani strategici della nuova Politica agricola comune non dovrebbe far perdere di vista il contributo della PAC alla tutela di reddito e lavoro nelle imprese agricole.

Bilancio UE 2021-2027: aumentano i fondi per la PAC

Confermata la proroga dell'attuale Politica agricola comune fino alla fine del 2022, PSR compresi, i ministri dell'Agricoltura dell'Unione sono al lavoro sul nuovo quadro di regole che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023. L'impianto della nuova PAC sarà modellato sui Piani strategici nazionali, documenti programmatici con cui gli Stati membri decideranno l'utilizzo di tutte le risorse loro assegnate, sia nell'ambito del primo che del secondo pilastro.

La maggiore libertà riconosciuta ai Paesi UE nella proposta del 2018 dell'ex commissario Phil Hogan sembra essere ridimensionata dalle recenti proposte del nuovo responsabile dell'Agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha segnalato lunedì, in occasione del Consiglio dei ministri dell'Agricoltura dell'Unione, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova. E l'attenzione al perseguimento degli obiettivi ambientali della PAC rischia di mettere in ombra il ruolo dei fondi UE per la tenuta economica delle aziende agricole.

Garantire principio sussidarietà

"Siamo molto perplessi sul nuovo approccio della Commissione che prevede apposite raccomandazioni per gli Stati membri sul raggiungimento degli obiettivi della Strategia Farm to fork" nei Piani strategici della PAC.

Si tratta di elementi aggiuntivi che non erano previsti nelle proposte di regolamento presentate dall'Esecutivo UE due anni fa e oggetto di negoziato in Consiglio e che rischiano di entrare in contrasto, secondo Bellanova, con l'approccio bottom-up della nuova PAC, che dovrebbe partire dall'analisi dei fabbisogni e delle urgenze dei territori e poi tradurle in azioni prioritarie e programmi di spesa.

"Anche se le raccomandazioni non dovessero essere vincolanti, è chiaro che saranno prese a riferimento dalla Commissione nella fase di approvazione dei Piani strategici, limitando in questo modo il grado di flessibilità e sussidiarietà per gli Stati membri", ha commentato la ministra.

Farm to fork non riguarda solo l'ambiente

La preoccupazione che l'intervento di Bruxelles finisca per riorientare le scelte di investimento degli Stati membri sugli obiettivi comuni tracciati da Farm to fork, anche a scapito delle priorità nazionali, fa il paio con quella circa l'interpretazione del concetto di sostenibilità al centro della strategia UE.

"L'Italia sostiene una PAC forte, con un maggior livello di ambizione ambientale", tuttavia "la strategia Farm to fork non contiene obiettivi a carattere esclusivamente ambientale, ma concentra la sua attenzione sul concetto di sostenibilità globale dei vari processi produttivi", ha sottolineato Bellanova.

Questo significa prestare attenzione anche "alla sostenibilità economica e sociale, alle tematiche del lavoro e dell'occupazione, alla tenuta delle zone rurali e del tessuto sociale, nonché, su questo punto insisto, a garantire il massimo livello di sicurezza alimentare, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione" e "assicurare il giusto punto di equilibrio, tra componenti ambientali e politiche di sostegno efficaci, rivolte al miglioramento della competitività e della modernizzazione delle nostre aziende", ha continuato la ministra.

Attenzione a strumenti gestione del rischio ed etichettatura d'origine

Per rendere le imprese agricole più forti e competitive l'Italia individua almeno due linee di azione su cui concentrare maggiori sforzi.

Da una parte, c'è il potenziamento della capacità di adattamento del settore agricolo agli eventi catastrofali estremi collegati ai cambiamenti climatici e alle crisi fitosanitarie, intervenendo sugli strumenti per la gestione del rischio. "A tal proposito presenteremo alla Presidenza un apposito emendamento per dare la possibilità di destinare una limitata percentuale dei pagamenti diretti al sostegno di fondi di mutualizzazione, cui far ricorso in caso di calamità naturali ed eventi catastrofali", ha anticipato Bellanova.

Dall'altra, occorre rendere visibile l'impegno degli agricoltori per una maggiore sostenibilità dei processi produttivi e trasformarlo in un'opportunità di crescita sui mercati, attraverso regole chiare ed armonizzate sull'etichettatura dell'origine dei prodotti agricoli.

"Dobbiamo mettere il consumatore nelle condizioni di effettuare scelte consapevoli, sulla qualità dei prodotti alimentari che decide di acquistare, ma anche sull'affidabilità, dal punto di vista della sicurezza alimentare, dei Paesi in cui le materie prime sono prodotte", ha sottolineato la ministra, ribadendo il no dell'Italia verso il sistema di etichettatura a semaforo.

Secondo l'Italia la classificazione degli alimenti come "buoni" o "cattivi" per la salute sulla base di un indicatore sintetico come una lettera o un colore banalizza l'importanza di una dieta equilibrata, rapportata agli stili di vita. Oltre a penalizzare molti prodotti di qualità, tra cui i simboli dell'agroalimentare made in Italy, dal parmigiano al prosciutto, per la ministra "si rischia di fornire un falso senso di sicurezza verso prodotti classificati "con luce verde", che induce a trascurare il controllo delle porzioni e l'equilibrio complessivo della dieta alimentare, con il rischio concreto di raggiungere il risultato diametralmente opposto e di peggiorare le abitudini alimentari dei nostri cittadini".

> Per approfondire: Farm to Fork: la strategia UE per agroalimentare sostenibile

Photo credit: Matheus Cenali da Pexels

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.