Extra cashback Natale: rimborsi fino a 150 euro per spese con pos

Pagamenti digitali: in arrivo bonus pos nel decreto agostoIl Governo è a lavoro per accelerare l'extra cashback di Natale: un rimborso fino a 150 euro per chi fa almeno 10 spese con carte e app in negozi fisici da ricevere già a dicembre. La misura dovrebbe partire nei primi giorni del prossimo mese e rappresenta il tassello numero uno del piano Italia cashless.

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Alle due iniziative per limitare la circolazione del contante a favore di metodi di pagamento digitali potrebbe presto affiancarsene una terza limitata nel tempo: l'extra cashback di Natale, una somma aggiuntiva rispetto a quanto già previsto dal meccanismo in partenza a gennaio che prevede per il 2021 un cashback ordinario di 300 euro annui e un super cashback di 3000 euro ai primi 100mila consumatori che effettueranno il maggior numero di pagamenti con strumenti elettronici.

Novità in arrivo anche sul fronte cashless. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso di un'audizione informale davanti alla VI Commissione Finanze della Camera dei deputati, ha anticipato che dal 1° gennaio 2021, l'Agenzia mette a disposizione dei contribuenti - in un’apposita area riservata del sito - le bozze dei registri, delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale Iva.

“L’abbandono progressivo del contante, con la conseguente emersione dell’economia sommersa e la riduzione del tax gap, rappresenta oggi la premessa per la modernizzazione del Paese, ma anche uno stimolo all’innovazione e all’economia digitale. Si tratta di porre le basi per una nuova cultura fiscale", ha affermato Ruffini.  

Cashback di stato e Italia cashless: le misure per incentivare i pagamenti digitali

Extra cashback di Natale: cos'è e come funziona?

L'operazione anti-evasione, per la quale il Governo ha stanziato 3 miliardi per il 2021 e altrettanti per il 2022, si arricchisce così di un nuovo capitolo: l'extra cashback di Natale, un'idea nata con l'obiettivo di spingere lo shopping natalizio in un contesto che vede gli acquisti frenati dalle chiusure e dalle restrizioni derivanti dalla pandemia. 

Gli operatori dei pagamenti digitali si preparano, quindi, all'attivazione di questo riborso extra, che dovrebbe prendere il via all'inizio di dicembre e valere solo per questo mese. 

In sintesi, l'extra cashback di Natale sarebbe un rimborso del 10% - fino a una soglia massima di 150 euro - per chi usa carte e app per pagare le spese nel mese di dicembre. Per arrivare a ottenere il rimborso da 150 euro, occorrerà spendere almeno 1.500 euro e pagare non in contanti ma tramite epayments, come carte di credito o debito, bancomat, bonifici bancari e app tipo Apple Pay, Samsung Pay o Satispay.

Dopo essersi registrati sull’App Io e aver associato uno più strumenti di pagamento anche virtuali alternativi al contante, sarà necessario effettuare pagamenti per almeno 10 operazioni nel mese di dicembre. Non varranno gli acquisti online mentre potranno essere conteggiati la spesa nei supermercati e nei negozi ma anche i pagamenti delle fatture di artigiani e professionisti.

 Nel complesso, quindi, chi usa i metodi di pagamento digitali, potrà ottenere fino ad un massimo di 3.450 euro in un anno sommando i vari rimborsi (150 euro di extra cashback, 300 euro di cashback ordinario e 3.000 euro di super cashback).

Cashback di stato nella Manovra 2021

Nonostante manchi poco tempo al debutto, le regole dello strumento hanno subito un importante cambiamento. La legge di Bilancio 2021, approvata dal Consiglio dei Ministri, interviene sul meccanismo di rimborso delle spese, sempre ad esclusione di quelle online, pagate con moneta elettronica non sottoponendole a tassazione

Con il via libera da parte di Palazzo Chigi alla Manovra finanziaria 2021,  inoltre, arriva un altro intervento per dare più forza al piano Italia cashless, limitando la lotteria degli scontrini a chi fa acquisti con carte, bancomat e app per i pagamenti digitali.

Come funziona il cashback ordinario

Il cashback di stato consiste in un sistema di restituzione parametrato al volume di transazioni compiute con pagamenti digitali. In altre parole: più pagamenti con carte e bancomat, più rimborsi l'anno successivo. 

Lo strumento sarà "un meccanismo a punti, non di sconti, che consente di cumulare il vantaggio di un certo numero di transazioni per avere indietro risorse che possono variare a secondo del numero di transazioni; potranno beneficiarne tutti i consumatori italiani e consentirà di avere questi rimborsi in tranche semestrali prima delle vacanze estive e poi dell'anno successivo", ha spiegato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

I "punti" possono essere raccolti già a partire da questo dicembre, cioè nel mese delle spese natalizie. I rimborsi invece, non arriveranno prima del prossimo anno in due momenti distinti, prima dell'estate e prima di fine anno. 

Nello specifico, i rimborsi di dicembre 2020, primo mese di sperimentazione, arriveranno a febbraio 2021; mentre quelli successivi saranno erogati, per ciascun semestre, nei mesi di luglio 2021, gennaio 2022 e luglio 2022. In queste stesse finestre saranno distribuiti anche i premi del supercashback.

A proposito del budget complessivo, sono disponibili 227,9 milioni di euro per i rimborsi di questa prima fase, mentre sono poco più di 1,3 miliardi le risorse per ciascuno dei tre semestri successivi. Se le dotazioni non consentono il pagamento integrale dei rimborsi spettanti gli stessi sono proporzionalmente ridotti. I limiti, però, possono essere integrati con le eventuali maggiori entrate derivanti dall’emersione di base imponibile conseguente all’applicazione del programma. 

Cashback con l'App IO

In base allo schema di decreto presentato dal Ministero dell’Economia e delle finanze, approvato anche dal Garante per la privacy, i consumatori potranno scegliere di aderire al programma cashback tramite l’App IO o attraverso banche o società che emettono carte di pagamento. In questo modo i dati anagrafici e gli estremi delle carte di pagamento scelte per partecipare al meccanismo saranno comunicati alla PagoPA, la società incaricata dal Mef della progettazione e della gestione del Sistema informativo cashback.

Sul punto però il Consiglio di Stato ha espresso un giudizio leggermente diverso da quello del Garante: "il presente parere è limitato alla sola ipotesi di utilizzo della App IO da parte degli aderenti al programma, precisandosi inoltre che, allo stato attuale, avendo il Garante per la protezione dei dati personali formulato il proprio parere 'unicamente in relazione all'utilizzo dell'App IO', non è possibile consentire agli 'Issuer convenzionati' l'utilizzo di sistemi alternativi all'app per l'adesione al programma".

In ogni caso, ogni volta che la carta di pagamento registrata sarà utilizzata per l’acquisto in negozio, saranno trasmessi solo i dati necessari dalla società che gestisce la transazione al sistema cashback. Al termine di ogni semestre, sarà calcolato il rimborso spettante a ciascun consumatore aderente al programma sulla base degli importi dei pagamenti effettuati. Sono inoltre previsti rimborsi speciali, sulla base di una graduatoria, per chi avrà eseguito il maggior numero di transazioni.  Sarà Consap (società del MEF) ad occuparsi dell’erogazione dei rimborsi, inclusa la gestione dell’eventuale contenzioso.

Limite minimo per le transazioni e rimborsi nel meccanismo cashback

Il meccanismo cashback, oltre al limite di valore fissato in almeno 1.500 euro ogni sei mesi, prevede anche un limite minimo di 50 transazioni semestrali da effettuare in formato cashless.

Con questa operazione si evita che con una o poche operazioni più elevate si possa accedere comunque al rimborso del 10% delle spese effettuate. Sostanzialmente, quindi, per ottenere i 3mila euro annui previsti dalla normativa, bisognerà effettuare almeno 100 transazioni al POS.

Ulteriore limite, imposto dal decreto attuativo del MEF, comporta che per ogni singola operazione il consumatore potrà ottenere un rimborso di massimo 15 euro che moltiplicati per (almeno) dieci operazioni si tradurranno un recupero massimo di 150 euro delle spese sostenute con moneta elettronica. 

Nel corso dello sviluppo della misura, è stata prevista l'estensione a tutte le spese e le prestazioni di servizio: un'inversione di rotta rispetto alle proposte iniziali del Governo, che prevedeva il cashback solo per una limitata categoria di servizi, come ad esempio le spese per barbieri, parrucchieri o per la cura della persona, ricambi auto, ristoratori e albergatori.

La decisione, principalmente guidata dagli effetti del Covid-19 sul fatturato di molti settori, considera come spese escluse quelle effettuate online, dove l’uso della moneta elettronica è il solo metodo di pagamento. 

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Come nasce Italia cashless?

Il cashback di stato costituisce l'ossatura di base del piano Italia cashless. Quest'ultimo è stato concepito nel contesto della Legge di Bilancio 2020 come nuova strategia del Governo per combattere l’evasione fiscale incentrata sulla tracciabilità dei pagamenti e sui maggiori controlli possibili con la fatturazione elettronica.

Lo strumento sarebbe dovuto partire quest'anno con le prime restituzioni a partire da gennaio del 2021, per questo era stato definito anche bonus Befana. Poi la crisi coronavirus ha sconvolto il meccanismo che è rimasto congelato e il fondo è stato svuotato dal decreto Rilancio.

Con il decreto Agosto, tuttavia, sono state individuate nuove risorse per lo stesso strumento: uno stanziamento di 2,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1,75 miliardi di euro per il 2021 per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati mediante transazioni elettroniche.

Per il Consiglio di Stato, anche al fine di evitare che le aspettative in capo agli aderenti al programma, in punto di erogazione del rimborso in denaro,  possano essere disattese, è necessaria la previa verifica delle coperture finanziarie da parte della Ragioneria generale dello stato prima dell'adozione finale del regolamento.

Piano Italia cashless, zero commissioni per micropagamenti

Nella cornice del piano cashless, l'Esecutivo ha anche definito un protocollo per azzerare le commissioni sui micropagamenti fino a 5 euro. L'adesione sarà strettamente volontaria, anche per evitare di incappare in rilievi Antitrust.

Diverso l’approccio per le transazioni fino a 10 o 25 euro: per transazioni di questi importi ci sarebbe la disponibilità a ridurre o azzerare le commissioni, come già fanno alcuni operatori con specifiche offerte commerciali,  ma non dovrebbe esserci un protocollo specifico e ci si affiderà alla libera iniziativa dei gestori di carte di credito.

Super cashback, il concorso a premi

Di Italia cashless farà parte anche un concorso a premi: si tratta del super cashback, un meccanismo di premialità che invoglierà il cittadino a effettuare acquisti con carte e strumenti di pagamento digitale.

Nello specifico, si tratta del riconoscimento di un premio di mille euro a favore delle prime 150mila persone che nell’arco di sei mesi, dal 1° dicembre 2020 - data in cui dovrebbe entrare in vigore la misura - fino a fine maggio 2021 avranno effettuato il maggior numero di transazioni con carte e altri sistemi di epayments.

Anche questo tassello di Italia cashless farà perno sull’App Io della Pubblica Amministrazione. L’utente, tramite il proprio codice fiscale, potrà registrarsi e avere un profilo con dati personali e le carte associate. Ogni componente di un nucleo familiare può partecipare individualmente al cashback, per cui una famiglia di tre persone potrebbe avere un ritorno di 450 euro ogni sei mesi. 

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Il confronto con gli stakeholder

"Il piano Italia cahsless è un progetto a cui il governo tiene particolarmente, un progetto a cui credo molto. Favorire una digitalizzazione dei pagamenti senza penalizzare può portare al cambiamento delle abitudini di vita dei consumatori", ha sottolineato Conte.

Nella giornata del 7 settembre, il presidente del Consiglio ha incontrato i principali prestatori di servizi di pagamento in Italia. Fra i partecipanti all'incontro si annoverano i rappresentanti di: American Express payment services, Postepay, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnl Axepta, Bancasella, Bancomatpay, Satispay Europe SA, Nexi, Paytipper, Iccrea.

Il meeting aveva lo scopo di incentivare l'adeguamento tecnologico necessario per far partire dal 1° dicembre il piano cashless. Le operazioni andranno rendicontate attraverso la piattaforma PagoPa, ma saranno coinvolte anche altre piattaforme, come quelle bancarie. Le informazioni vanno poi trasferite all’agenzia delle Entrate.

"Tutti si rendono conto dell’importanza del piano e ciò significherà incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali, rendere il sistema più spedito, più trasparente e tracciabile e in prospettiva significa porre le basi per recuperare l’economia sommersa", ha affermato Conte.

Secondo fonti di Palazzo Chigi, inoltre,  tutti i partecipanti al vertice si sono detti pronti per partire e collaborare insieme al Governo per la piena riuscita del progetto.

Pagamenti digitali: gli epayments nella Manovra 2020

Gli interventi per incentivare gli epayments in Italia non sono una novità. Già con la Manovra 2020, e il decreto fiscale ad essa collegato, è stata introdotta una varietà di misure volte sia a contrastare l’evasione fiscale, sia a favorire l’utilizzo da parte dei consumatori di metodi di pagamento sicuri alternativi al contante.  

Tra queste spicca l'introduzione di un credito d'imposta del 30% sulle commissioni applicate dalle banche o da altri operatori finanziari, che lo Stato s’impegna a restituire ai professionisti in regime di compensazione.

Il credito, noto anche come bonus Pos, è riconosciuto per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2010, a condizione che i ricavi e i compensi relativi all’anno precedente non siano di ammontare superiore a 400mila euro.

Parallelamente a questa agevolazione, c'è poi l'abbassamento della soglia limite delle transazioni in denaro contante che possono essere effettuate al di fuori del circuito degli intermediari bancari e finanziari abilitati. 

Nello specifico, è vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro e in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche:

  • dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 per un valore complessivo pari o superiore a 2.000 euro;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2022 per un valore complessivo pari o superiore a 1.000 euro.

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