Recovery plan: in calo le risorse per il Piano Transizione 4.0

Transizione 4.0 Recovery planNel testo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) redatto dal Governo Draghi e inviato al Parlamento le risorse destinate al Piano Transizione 4.0 scendono sotto i 14 miliardi di euro, che saranno utilizzati per dare continuità agli incentivi per la trasformazione digitale.

Cosa prevede il Recovery plan italiano

Se nella bozza del Recovery Plan del precedente Governo Conte il budget complessivo destinato al Piano Transizione 4.0 ammontava a circa 19 miliardi di euro, ora le risorse stanziate a valere sul PNRR ammontano a 13,97 miliardi, cui si aggiungono 4,48 miliardi a valere sul Fondo complementare.

Cosa prevede il nuovo Piano Transizione 4.0

Il nuovo Piano Transizione 4.0 è uno degli interventi previsti dalla missione 2 Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, componente 'Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo', del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

I fondi saranno utilizzati per dare continuità al Piano Transizione 4.0, attraverso una programmazione pluriennale che garantirà maggiore stabilità alle imprese nel percorso di trasformazione digitale.

Il fulcro del Piano è il sistema di incentivi fiscali 4.0 - che punta soprattutto sul credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali e sul bonus ricerca e sviluppo - con aliquote e massimali maggiorati per il biennio 2021-2022, come previsto dalla Legge di Bilancio 2021.

Le principali novità per gli incentivi 4.0 previsti dalla Manovra 2021 riguardano:

il credito d'imposta per beni strumentali materiali 4.0 che è riconosciuto:

  • per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: nella misura del 50% del costo nel 2021 e nella misura del 40% nel 2022
  • per investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro: nella misura del 30% del costo nel 2021 e nella misura del 20% nel 2022
  • per gli investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni di euro (nuova soglia): nella misura del 10% del costo nel 2021 e 2022.

il credito d'imposta per beni strumentali immateriali 4.0:

  • con l'aliquota che sale dal 15% al 20%
  • la soglia degli investimenti ammissibili, che aumenta da 700mila euro a un milione di euro

il credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design, con aliquote e massimali che salgono:

  • per ricerca e sviluppo, nella misura del 20% (prima era il 12%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 4 milioni di euro, non più 3 milioni
  • per l'innovazione tecnologica, nella misura del 10% (prima era il 6%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni
  • per design e ideazione estetica, nella misura del 10% (prima era il 6%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni
  • per l'innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, nella misura del 15% (prima era il 10%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni.

Ricordiamo che la Manovra nel 2021 ha aumentato anche l'aliquota del credito d’imposta per beni strumentali materiali e immateriali non 4.0, dal 6% al 10%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e di un milione per i beni immateriali. Per i beni funzionali allo smart working, invece, l'aliquota aumenta fino al 15%.

A questi si aggiunge poi il credito d'imposta formazione 4.0, con un ampliamento delle spese ammissibili. Lato competenze, il Recovery plan prevede anche altri interventi tra cui: la sperimentazione di un modello di riqualificazione manageriale, focalizzato sulle PMI; l’upskilling digitale per i lavoratori in cassa integrazione, con programmi di training ad hoc, incentivati tramite il taglio (temporaneo) del cuneo fiscale sia per l’impresa che per il lavoratore.

Oltre ad aumentare le percentuali di credito d'imposta e l’ammontare massimo di investimenti incentivati, il nuovo Piano Transizione 4.0 estende anche gli investimenti immateriali agevolabili. Agli incentivi 4.0, poi, saranno ammessi anche gli investimenti a sostegno della trasformazione tecnologica e digitale della filiera editoriale.

Nel PNRR il Governo ha fissato i target che intende raggiungere entro il 2022 con il nuovo Piano Transizione 4.0. Più precisamente, si prevede che, nell’arco del triennio 2020-2022, il credito di imposta per beni materiali e immateriali 4.0 sia utilizzato mediamente da poco meno di 15mila imprese ogni anno e che quello per ricerca, sviluppo e innovazione sia utilizzato mediamente da circa 10mila imprese ogni anno.

Il Recovery plan prevede, inoltre, apposite milestones per il monitoraggio e la valutazione d’impatto delle misure, e, in particolare, l’istituzione di un Comitato incaricato di suggerire le modifiche finalizzate a massimizzare l’efficacia e l’efficienza nell’uso delle risorse.

Il testo del Piano nazionale ripresa e resilienza

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.