Recovery plan: le proposte del MISE per ricerca, sviluppo e tecnologie emergenti

Recovery planBlockchain, intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni e tecnologie emergenti sono alcune delle priorità per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione individuate dal Ministero per lo Sviluppo economico nell'ambito dei progetti proposti per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Recovery plan).

Recovery Plan: cosa c'è nella versione definitiva delle linee guida del Governo

Nel documento con le progettualità inviato al Governo, il MISE indica tre direttrici principali per gli investimenti diretti a favorire l'innovazione:

  • grandi investimenti in ricerca e sviluppo, con un importo di 4,5 miliardi di euro;
  • piano per le tecnologie emergenti, con un impegno di oltre 2,2 miliardi di euro;
  • trasferimento tecnologico, con un budget di 2 miliardi di euro.

Grandi investimenti in ricerca e sviluppo

Per i grandi investimenti in ricerca e sviluppo, il Ministero propone di attivare - entro l'autunno - un Fondo IPCEI (Progetto di comune interesse europeo) per promuovere e rafforzare le catene strategiche del valore in Italia, dando priorità ai progetti su batterie, microelettronica e idrogeno. In un secondo momento subentreranno anche gli interventi in altri settori, tra cui: veicoli connessi ed autonomi; salute intelligente; industria a basse emissioni di carbonio; internet industriale delle cose; sicurezza informatica.

Il MISE suggerisce anche di semplificare le procedure per gli accordi per l’innovazione, allo scopo di stipulare accordi mirati per sostenere progetti finalizzati alla transizione verde e digitale, coinvolgendo regioni, province autonome ed altri Ministeri.

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Guardando ad Horizon Europe, il prossimo programma UE per la ricerca e l'innovazione, il Ministero propone di utilizzare le risorse nazionali per partecipare ai partenariati europei per la ricerca in settori strategici per l’Italia: calcolo ad alte prestazioni, tecnologie digitali chiave, clean energy, blue economy e PMI innovative.

Piano per le tecnologie emergenti

Per sostenere lo sviluppo delle tecnologie emergenti le proposte del MISE si articolano lungo una linea temporale che va dal 2021 fino al 2026, con una serie di interventi distinti per tecnologia di riferimento e settore.

Per l'intelligenza artificiale, ad esempio, è previsto un Piano per l’IA nella produzione che avrà, in primis, il compito di sostenere gli investimenti per puntare sulle eccellenze nazionali (robotica, embedded AI, sistemi di raccolta e elaborazione dati), ricorrendo ad accordi per l'innovazione, appalti innovativi e altri strumenti.

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Tra le misure previste dal Piano spiccano anche: interventi ad hoc per aggiornare le competenze dei lavoratori e dei manager; Fondi di equity dedicati; sostegno all'Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale (inclusa l'infrastruttura di calcolo ad alta prestazione); progetti pilota di Data Trust; progetti di ricerca, sperimentazione e trasferimento di competenze nel settore dell’agri-food.

Nel campo dell'agroalimentare, il MISE suggerisce anche una misura specifica nell'ambito del capitolo dedicato al Made in Italy (con un importo di 5 miliardi di euro), con la creazione di Centri di Ricerca e Sviluppo per l’Innovazione dei prodotti alimentari.

Il Ministero suggerisce poi di sviluppare il Programma Tecnologie emergenti, estendendo ad altri Comuni l'attuale programma Casa Tecnologie emergenti, che al momento interessa solo alcune città italiane.

Per il calcolo ad alte prestazioni, invece, la proposta del MISE è quella di sviluppare un centro di competenza HPC per il settore energia, in accordo con ENEA. Il Ministero suggerisce anche di investire nella blockchain per la tracciabilità del Made in Italy, attraverso appalti di servizi, partenariati pubblico-privato, incentivi diretti alle imprese o ad aggregazioni di imprese.

Trasferimento tecnologico

Per il trasferimento tecnologico il MISE ricorda che il dl Rilancio ha previsto l'istituzione di un Fondo dedicato, la cui attivazione è prevista entro la fine dell'anno. Il Fondo per il trasferimento tecnologico sarà gestito da ENEA e Fondazione Enea Tech per promuovere investimenti in venture capital nelle startup innovative allo stadio pre-commerciale.

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Entro il primo trimestre del 2021, poi, il MISE propone di rafforzare la rete di Competence center, Camere di commercio e Digital innovation hub per garantire la presenza del network in ogni regione e città metropolitana.

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