Ok alla ripartizione del Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali

Riparto Fondo amministrazioni centraliVia libera dalle commissioni bilancio di Camera e Senato al DPCM che ripartisce, tra i diversi Ministeri, le risorse del Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali, previsto dalla Manovra 2020. Ok anche alle risorse per le Olimpiadi invernali e per la Ryder Cup.

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Con i suoi 20,8 miliardi di euro da qui al 2034, il Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali è senza dubbio uno dei più ricchi contenitori previsti dalla Legge di bilancio 2020 per rilanciare gli investimenti pubblici nel nostro Paese.

Per poter essere utilizzate, però, le risorse del Fondo debbono essere prima ripartite tra i diversi Ministeri tramite un DPCM (il n. 188-2020) che la scorsa settimana ha ricevuto il parere favorevole dalle commissioni di Camera e Senato. 

Via libera da parte delle due commissioni anche al DPCM n. 189-2020 che interessa una porzione dei 20,8 miliardi, quella destinata a tre interventi specifici: le Olimpiadi invernali del 2026, la Ryder Cup del 2022 e la bonifica dei poligoni militari dall’amianto. 

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DPCM 188-2020: la ripartizione del Fondo amministrazioni centrali

Obiettivo del Fondo è il sostegno e il rilancio degli investimenti pubblici, identificati come una delle principali leve per la ripresa economica. 

Per questo c’era grande attesa per l’approvazione del riparto del Fondo tra i diversi Ministeri che adesso, grazie all’approvazione del DPCM 188-2020, potranno iniziare ad impiegare le risorse.

Considerando però che alcuni interventi - e cioè le Olimpiadi, la Ryder Cup e le bonifiche - hanno assorbito una porzione distinta delle risorse e sono stati approvati con un altro decreto, il DPCM 188-2020 procede alla fine al riparto dei restanti 19,701 miliardi di euro (anni 2020-2034). 

Tra i Ministeri, la parte del leone la fa comprensibilmente il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che si porta a casa il 31% dei fondi, pari ad oltre 6 miliardi di euro. Seguono:

  • il Ministero dello Sviluppo economico con il 13,8% dei fondi (oltre 2,7 miliardi);
  • il Ministero della Difesa a cui spettano oltre 2,4 miliardi (il 12,2%);
  • il Ministero dell'Istruzione e della ricerca a cui sono stati assegnati l’11,7% dei fondi, pari a oltre 2,3 miliardi di euro.

Agli altri Ministeri sono state assegnate quote inferiori al 7%, con stanziamenti che oscillano tra gli 884 milioni di euro del Ministero dell’Ambiente e i 14 milioni destinati a quello del Lavoro.

Riparto Fondo amministrazioni centrali

La ripartizione è stata definita tenendo conto delle proposte formulate dai singoli Ministeri e di una loro valutazione effettuata sulla base di specifici criteri come: il carattere innovativo e la sostenibilità, ma anche l’impatto sociale, l’effettiva cantierabilità, le ricadute sul mercato interno, la capacità di attrarre finanziamenti europei e di completare progetti già avviati, nonché la loro capacità di realizzare interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, di mitigazione del rischio sismico e di manutenzione straordinaria della rete viaria.

Ciascun Ministero, adesso, è tenuto al monitoraggio della spesa, predisponendo entro il 15 settembre di ogni anno un resoconto sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati.

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