Disputa Airbus-Boeing, WTO: ok formale ai dazi UE contro gli USA

Disputa Airbus-Boeing: la sentenza a favore dell'UEDopo la sentenza del 13 ottobre scorso a favore dell’UE, ieri il WTO ha dato il via libera formale ai 4 miliardi di dazi europei contro gli Stati Uniti. L’UE punta al dialogo, ma è pronta ad agire se gli USA non vogliono l'accordo. Dallo scorso ottobre, infatti, Washington ha attivato 7,5 miliardi di dazi contro le merci europee, inclusi alcuni prodotti bandiera italiani.

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Era attesa da tempo la sentenza dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) sul ricorso fatto dall’Unione europea contro i sussidi illeciti che in questi anni sono arrivati nelle casse del gigante americano dei cieli, Boeing, creando un danno alle imprese europee.

Con la sentenza, infatti, il WTO riconosce il danno, stimandolo in 4 miliardi di dollari. A tanto ammontano, quindi, le contromisure che adesso l’UE è autorizzata ad adottare e che si potrebbero tradurre in 4 miliardi di dazi alle importazioni statunitensi nel mercato europeo.

UE pronta ad agire, ma vorrebbe il dialogo

L'approvazione formale “da parte dell'organo di risoluzione delle controversie del WTO conferma il diritto dell'UE di imporre contromisure per sussidi illegali al produttore di aerei americano Boeing”, ha affermato il commissario UE al commercio Valdis Dombrovskis, che conferma come la Commissione stia preparando le contromisure, in stretta consultazione con gli Stati membri.

“Come ho sempre chiarito - ha aggiunto Dombrovskis - il nostro risultato preferito è un accordo negoziato con gli Stati Uniti. A tal fine, continuiamo a impegnarci intensamente con le nostre controparti americane e sono in contatto regolare con il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Robert E. Lighthizer.

In assenza di un risultato negoziato”, ha concluso però il Commissario europeo, “l'UE sarà pronta ad agire in linea con la sentenza del WTO".

Disputa Airbus-Boeing: dazi UE contro Trump

La disputa Airbus-Boeing e quei 7,5 miliardi di dazi che colpiscono anche l’Italia

L’obiettivo dell’UE è dunque quello di una de-escalation della guerra commerciale transatlantica che l’anno scorso si è inasprita dopo i 7,5 miliardi di dazi imposti da Washington sulle esportazioni europee, dopo il via libera del WTO. 

Nel 2019, infatti, l'Organizzazione mondiale del commercio si era espressa a favore degli USA in un’analoga sentenza che però aveva nel mirino le sovvenzioni illecite fornite dagli Stati europei a Airbus. 

Una decisione che ha avuto ripercussioni anche sull’export italiano, nonostante il nostro Paese non faccia parte del Consorzio Airbus.

I dazi americani sono ancora in vigore, nonostante i passi decisivi compiuti da Francia e Spagna nel luglio di quest'anno per seguire l'esempio di Germania e Regno Unito nel garantire il pieno rispetto alla sentenza del WTO sulle sovvenzioni ad Airbus.

Airbus-Boeing: WTO, ok ai dazi USA

La sentenza del WTO contro gli USA

Il via libera del WTO ai 4 miliardi di ritorsioni che l’UE è adesso legittimata a mettere in campo contro gli Stati Uniti, si basa sulla constatazione del 2019 dell'Organizzazione mondiale del commercio che conferma come gli Stati Uniti non avevano intrapreso azioni adeguate per conformarsi alle norme del WTO sulle sovvenzioni, nonostante le precedenti sentenze.

Nella sua sentenza l'Organo d'Appello del WTO ha pertanto:

  • confermato che il programma fiscale dello Stato di Washington continua ad essere una parte centrale delle sovvenzioni illegali statunitensi alla Boeing;
  • scoperto che una serie di strumenti in corso, inclusi alcuni contratti di appalto della NASA e del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, costituiscono sussidi che possono causare danni economici ad Airbus;
  • confermato che Boeing continua a beneficiare di una concessione fiscale illegale degli Stati Uniti che supporta le esportazioni (la Foreign Sales Corporation e l'esclusione dal reddito extraterritoriale).

Gli USA respingono il verdetto del WTO

In un comunicato stampa immediatamente successivo alla sentenza del 13 ottobre, gli Stati Uniti hanno rigettato in buona sostanza le basi legali della sentenza del WTO. “L'UE ha chiesto il diritto di imporre contromisure relative alle sovvenzioni di ricerca e sviluppo della NASA e del Dipartimento della difesa, ma l'arbitro del WTO ha respinto la richiesta”, afferma infatti il comunicato del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti 

“L'UE - prosegue il testo - ha inoltre chiesto il diritto di imporre contromisure relative alla riduzione dell'aliquota fiscale dello Stato di Washington su attività e occupazione. L'arbitro del WTO non ha esplicitamente preso in considerazione l'abrogazione da parte dello Stato di Washington di tale disposizione fiscale il 1 ° aprile di quest'anno, limitando la sua revisione all'impatto durante il periodo 2012-15, a cui ha assegnato un valore di circa 4 miliardi di dollari all'anno”.

"Sebbene non siamo d'accordo con alcuni aspetti della sua valutazione, il punto più importante è che l'arbitro non ha autorizzato alcuna ritorsione per sussidi diversi dall'agevolazione fiscale dello Stato di Washington", ha affermato il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Robert E. Lighthizer. “Poiché lo Stato di Washington ha abrogato tale agevolazione fiscale all'inizio di quest'anno, l'UE non ha basi valide per ritorsioni contro i prodotti statunitensi. Qualsiasi imposizione di tariffe basata su una misura che è stata eliminata è chiaramente contraria ai principi del WTO e determinerà una risposta degli Stati Uniti".

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