Legge di Bilancio 2021: non ci sarà il bonus vacanze

Manovra 2021: Bonus vacanze, proroga a giugno 2021Uno dei 'grandi assenti' della legge di Bilancio 2021 è la proroga del bonus vacanze, tra le misure introdotte dal decreto Rilancio per valorizzare il turismo italiano e di cui si attendeva la conferma in manovra.

Le misure previste dalla legge di Bilancio 2021

Per fornire un maggiore sostegno al comparto turistico, fra i più sofferenti a causa della crisi Covid-19, il Governo ha ipotizzato di estendere il bonus vacanze, superando così la "data di scadenza" della misura, fissata per fine anno. 

Un primo risultato si è avuto con la proroga di sei mesi del termine ultimo per spendere l'importo del tax credit vacanze, dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021, stabilita dal decreto Ristori (dl n. 137-2020).

Un'ulteriore proroga era attesa nell'ambito della Legge di Bilancio 2021, ma il testo trasmesso alla Camera smentisce queste aspettative, non facendo alcun riferimento alla misura per il sostegno al settore turistico. 

Bonus vacanze: cos'è e a chi spetta

Il bonus vacanze consiste in un voucher fino a 500 euro per le famiglie con un reddito medio-basso che decidono di trascorrere le vacanze presso le strutture ricettive italiane, tra cui alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast.

Possono ottenere il contributo i nuclei familiari con ISEE fino a 40.000 euro. Per il calcolo dell’ISEE è necessaria la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo. 

Lo sgravio è utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare ed è rapportato al numero di componenti del nucleo familiare, quindi:

  • 500 euro per nucleo composto da tre o più persone,
  • 300 euro per nuclei da due persone,
  • 150 euro per quelli composti da una persona.

Il bonus è fruibile nella misura dell’80% della spesa, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore. Il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene intestato il documento di spesa del soggiorno (fattura, documento commerciale, scontrino/ricevuta fiscale).

Lo sconto applicato come bonus vacanze sarà rimborsato all’albergatore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione, o cedibile anche ad istituti di credito.

Ai fini del riconoscimento del credito:

  • le spese devono essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva;
  • il pagamento del servizio deve avvenire senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.

Come si richiede il bonus vacanze

Il bonus può essere richiesto e viene erogato esclusivamente in forma digitale. Per ottenerlo è necessario che un componente del nucleo familiare sia in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE 3.0 (Carta d’Identita Elettonica). Al momento della richiesta del bonus, infatti, si dovranno inserire le credenziali SPID e successivamente fornire l’ISEE.

Se si parla di utenti, sono tre gli step principali, per ogni componenete del nucleo familiare, per accedere al beneficio: procurarsi un’identità digitale (Spid o CIE 3.0), farsi calcolare un ISEE aggiornato, che non deve superare 40mila euro, poi installare sul proprio smartphone l'app IO.

Verificati i requisiti, l’app confermerà l’attivazione del bonus vacanze e il richiedente riceverà, a conferma, il codice univoco e il Qr-code spendibile nelle strutture aderenti. Oltre al codice, il bonus visualizzato nell’app include anche il riepilogo dei seguenti dati: l’importo dello sconto e quello del beneficio fiscale, l’elenco di tutti i componenti del nucleo familiare a cui è attribuita l'agevolazione e il periodo entro cui è possibile utilizzarla.

Una volta ricevuto il contributo ed effettuata la prenotazione, basterà esibire il bonus stesso all’albergatore via smartphone, quando si dovrà pagare il soggiorno direttamente presso le strutture dove si trascorreranno le vacanze. A perfezionamento della fruizione, l’operatore turistico emetterà fattura, documento commerciale o scontrino/ricevuta fiscale intestati al componente del nucleo familiare che fruisce dello sconto.

Queste ultime non dovranno far altro che far sapere a chi prenota per le vacanze che si aderisce all’iniziativa. Lo sconto applicato all'ospite in possesso del bonus vacanze sarà rimborsato sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione mediante il modello F24, ovvero cedibile anche a istituti di credito. Con la risoluzione n. 33 del 25 giugno 2020 è stato istituito il relativo codice tributo (6915) da indicare nel modello F24 per usufruire del credito.

L'Agenzia delle Entrate fissa anche le modalità per la cessione di tale credito d’imposta a soggetti terzi, tra i quali anche banche e intermediari finanziari: a tal fine, viene prevista un’apposita procedura onilne sul sito dell’Agenzia, mediante la quale l’operatore turistico potrà comunicare la cessione totale o parziale del suo credito d’imposta.

Decreto Rilancio: le misure per sostenere il settore turismo

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