Manovra 2021, Di Maio: risorse a SIMEST e rifinanziamento del Piano Made in Italy

Manovra 2021: fondi per l'internazionalizzazioneOltre a immettere nuove risorse nel Fondo SIMEST, la manovra stanzia anche 50 milioni l’anno per il Piano straordinario per il Made in Italy di ICE. A confermarlo il ministro Di Maio alla Camera, a qualche giorno di distanza dall'audizione dei big di SIMEST che avevano chiesto più risorse per il Fondo 394.

> Cosa prevede la Legge di Bilancio 2021?

Con la domanda estera che continua a rappresentare una delle componenti più dinamiche per la crescita del Pil italiano, non sorprende che nella Manovra 2021 trovino posto importanti poste di bilancio per l’internazionalizzazione delle imprese.

Del resto la volontà del Governo di puntare sull’internazionalizzazione era stata espressa nelle scorse settimane dallo stesso ministro degli esteri, Luigi Di Maio. Già a metà ottobre, infatti, il titolare della Farnesina aveva affermato che “la grande sfida” della legge di Bilancio era appunto quella di “rendere strutturali gli interventi fatti nell’emergenza Covid” sul fronte dell’internazionalizzazione.

Nessuna sorpresa, dunque, per il rifinanziamento da 1,55 miliardi del Fondo SIMEST per l’internazionalizzazione che anche nel 2021 continuerà a mantenere più o meno lo stesso schema di gioco varato quest’anno per affrontare la crisi economica causata dal Covid e cioè: una parte del finanziamento a fondo perduto (e che quindi non va restituito) e l’esenzione dalle garanzie. Un'ottima notizia per le imprese, smorzata tuttavia dall'audizione alla Camera del 24 novembre dell’AD di SIMEST, Mauro Alfonso, secondo cui il rifinanziamento previsto sarà “appena sufficiente a coprire le domande in eccesso giunte nel 2020”. 

Oltre al Fondo SIMEST, però, la manovra rifinanzia anche il Piano straordinario per la promozione del Made in Italy gestito ogni anno da ICE. A confermarlo, nel corso di un’altra audizione, lo stesso ministro degli Esteri, Luigi Di Maio

Infine spazio all’azione per la promozione dei marchi italiani all’estero e al contrasto all’Italian sounding. Anche in questo caso, però, il terreno non è del tutto liscio. Sulla misura infatti, il 22 novembre è intervenuta la ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, chiedendo chiarimenti per quella parte della norma che cancella dal codice della proprietà industriale “la definizione delle pratiche di Italian sounding come pratiche finalizzate alla falsa evocazione dell'origine italiana di prodotti”, con potenziali danni per le imprese che si fondano sul brand “Made in Italy”, a cominciare da quelle dell’agroalimentare.

1,5 miliardi per i finanziamenti agevolati di SIMEST

Nel testo licenziato il 16 novembre dal Consiglio dei ministri (CDM) trovano posto 1,55 miliardi di euro che assicurano anche per il 2021 il funzionamento del Fondo SIMEST, nella sua versione anti-Covid.

Scendendo nel dettaglio dei numeri, la manovra ha stanziato 1.085 milioni di euro per il rifinanziamento del Fondo 394-81 e 465 milioni per il Fondo per la promozione integrata istituito dal Cura Italia e che assicura la quota a fondo perduto dei finanziamenti concessi da SIMEST, per un totale di 1,55 miliardi.

Se, in termini di risorse, la parte del leone la fa sicuramente l’anno 2021, i due Fondi (il 394-81 e quello per la promozione integrata) vengono finanziati anche per il 2022 e il 2023 rispettivamente con:

  • 140 milioni di euro per ciascuno dei due anni, nel caso del Fondo SIMEST;
  • 60 milioni di euro per quanto riguarda il Fondo per la promozione integrata (sempre per ciascuno degli anni 2022 e 2023).

Quella che era nata come un’ottima notizia per le imprese - che dal 21 ottobre non avevano più potuto presentare domande al Fondo, a causa dell'esaurimento delle risorse - rischia di trasformarsi però in una delusione per il tessuto produttivo italiano. La dimensione del rifinanziamento, infatti, potrebbe essere modesta per permettere una nuova stagione di completa operatività del Fondo SIMEST, che nel 2020 ha segnato per la prima volta nella sua storia un boom di richieste che, verosimilmente, dovrebbe continuare anche il prossimo anno.

A lanciare l’alert è stato lo scorso 24 novembre lo stesso AD di SIMEST, Mauro Alfonso, durante un’audizione alla commissione affari esteri della Camera. Nel ricordare lo stop momentaneo alle domande dello scorso 21 ottobre, infatti, Alfonso ha comunicato che “le richieste pervenute dal 17 settembre sono sprovviste di copertura finanziaria”. E passando alla nuova legge di Bilancio ha aggiunto che il rifinanziamento previsto sarà “appena sufficiente a coprire le domande in eccesso giunte nel 2020”

“Per proseguire con la nostra attività anche negli anni a venire, così come ci richiedono insistentemente le imprese”, ha dunque affermato Alfonso, “abbiamo bisogno di ulteriori risorse”.

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Niente garanzie sui finanziamenti SIMEST fino a fine giugno

Al di là delle risorse, preme sottolineare che l'altro elemendo importante previsto dalla Manovra sul Fondo SIMEST è il mantenimento dello schema di gioco varato quest'anno. Dato il successo raccolto in questi mesi dal Fondo grazie al restyling per affrontare meglio la crisi causata dal Covid, infatti, con la legge di Bilancio il governo ha deciso di estendere anche al prossimo anno le sua modalità di funzionamento.

Oltre a rifinanziarlo, pertanto, la Manovra proroga anche al 30 giugno 2021 l’esenzione sulla prestazione delle garanzie, che prima del Covid dovranno essere prestate per poter ottenere i finanziamenti agevolati di SIMEST. 

Davanti alla pandemia, invece, il governo aveva stabilito che per tutto il 2020 le aziende che si rivolgevano a SIMEST non dovevano più prestare garanzie, facilitando ed aumentando di molto l’accesso al Fondo. Un elemento che si è rivelato vincente e che pertanto adesso, con la nuova legge di Bilancio, Palazzo Chigi ha deciso di estendere fino alla fine di giugno 2021.

Contributi alle associazioni di categoria contro l’Italian sounding

La legge di Bilancio 2021 mette mano anche alle misure per contrastare il fenomeno dell’Italian sounding e tutelare i marchi italiani all’estero, operando essenzialmente in tre modi.

Anzitutto il testo abroga i fondi previsti dal decreto Crescita per i consorzi per la tutela dei prodotti di origine italiana contro fenomeni legati all’Italian sounding, e che non è mai partita.

In secondo luogo la nuova Manovra stanzia risorse per un’altra misura prevista sempre dal decreto Crescita contro il fenomeno dell’Italian sounding, questa volta in capo alle associazioni di categoria per sostenere la promozione all’estero di marchi collettivi o di certificazione volontari italiani. L’agevolazione adesso, infatti, “è concessa nella misura massima di euro 1 milione per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di 2,5 milioni di euro a decorrere dal 2021”.

In terzo luogo, infine, il testo modifica la normativa sull’Italian sounding, suscitando grande preoccupazione nel mondo dell'agroalimentare, tanto che sul tema è intervenuta anche la ministra Bellanova.

“All'interno del codice della proprietà industriale - illustra infatti la relazione che accompagna il testo in esame alla Camera - scompare la definizione delle pratiche di Italian Sounding come pratiche finalizzate alla falsa evocazione dell'origine italiana di prodotti. Viene quindi eliminato il riferimento all’attività di contrasto alla falsa evocazione dell’origine italiana (dei prodotti) nell’ambito delle competenze del Consiglio nazionale anticontraffazione, dalla cui denominazione scompare pertanto il richiamo all'Italian Sounding”.

Un duro colpo per il food and beverage italiano che ogni anno, proprio a causa di questo tipo di pratiche, perde miliardi di euro a vantaggio di prodotti stranieri che sfruttando il brand “Italia” sottraggono clienti ai veri prodotti italiani. 

Per questo il 22 novembre la ministra Bellanova ha inviato una lettera al titolare del MISE, sollecitando di arrivare "presto" ad un chiarimento "circa la portata e la finalità della modifica contenuta nell'articolo 23 del ddl di bilancio e, se necessario, condividere ed apporre gli eventuali correttivi". 

> Per approfondire: cosa prevedeva il dl Crescita su marchi e Italian sounding

Rifinanziato il Piano per la promozione del Made in Italy

L'ultimo tassello degno di nota sulle misure per l’export contenute in Manovra riguarda il rifinanziamento del Piano per la promozione del Made in Italy.

Durante l’audizione del 26 novembre in Commissione esteri della Camera, infatti, il capo della Farnesina ha confermato che la manovra prevede anche un “potenziamento del Piano straordinario per la promozione del made in italy e l’attrazione investimenti esteri in Italia, che viene rifinanziato con 50 milioni per ciascuno dei prossimi 4 anni. Includendo anche i fondi stanziati grazie al Fondo investimenti del 2020 - ha proseguito Di Maio - per i prossimi anni potremo contare su un finanziamento stabile di circa 140 milioni all’anno che consentirà di avviare finalmente una programmazione triennale”, ha concluso il ministro.

Una buona notizia per le imprese, dato che sull’ICE poggia l’altra gamba su cui si muove il sostegno all’internazionalizzazione del Sistema Italia, quella che riguarda la promozione, le fiere, la formazione o i B2B, solo per citare alcuni esempi.

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