Cosa c'è per l'economia circolare nel Recovery Plan

Economia circolare - Foto di Vlada Karpovich da PexelsPoco più del 4% delle risorse dedicate alla mission "Rivoluzione verde e transizione ecologica" del Recovery Plan sono destinate all’economia circolare. Il focus è soprattutto sui rifiuti, per sanare le infrazioni europee e le situazioni più critiche, ma non manca l'attesa strategia nazionale per l'economia circolare.

Dall'idrogeno alla mobilità sostenibile: cosa c’è di green nel Recovery Plan

Se la componente “Agricoltura Sostenibile ed Economia Circolare” del Recovery può contare su 6,3 miliardi, circa i due terzi di tali risorse (4,5 miliardi) sono destinati a progetti per il riciclo, l’economia circolare e la transizione ecologica del Mezzogiorno. 

Gli investimenti per chiudere il ciclo dei rifiuti

1 miliardo e mezzo andrà all’adeguamento degli impianti esistenti e alla realizzazione di nuovi impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti con la produzione di materie prime secondarie. 

Gli investimenti saranno anche finalizzati a potenziare la raccolta differenziata tramite mezzi di nuova generazione e l’implementazione della logistica per particolari frazioni di rifiuti. 

Si tratta sostanzialmente di sanare infrazioni europee e, più in generale, situazioni critiche nella gestione dei rifiuti nelle grandi aree metropolitane del Centro e Sud Italia, come Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo. 

Si attueranno azioni comunicative per incrementare la raccolta differenziata e misure per la promozione dei centri di raccolta e riuso. 

Previsti anche progetti flagship ad alto contenuto innovativo, fra cui l'incremento della raccolta e del recupero dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE); la chiusura del ciclo di gestione dei fanghi di depurazione prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane; la creazione di poli di trattamento per il recupero dei rifiuti prodotti da grandi utenze (porti, aeroporti, ospedali, plessi scolastici). 

L’orizzonte temporale è al 2026 e l’intento è snellire le procedure partendo da progetti già disponibili proposti da città metropolitane, presenti nella pianificazione regionale e verificati dall'ARERA.

Progetto economia circolare e un fondo ad hoc

2,2 miliardi andranno ad un pacchetto d’interventi finanziato attraverso un Fondo appositamente destinato. Obiettivo: realizzare i target dell’economia circolare per ridurre l’utilizzo di materie prime, di cui il Paese è carente nei processi industriali, sostituendole progressivamente con materiali prodotti da scarti, residui, rifiuti. 

Gli interventi dovranno essere coerenti con il Piano europeo per l’economia circolare, e in particolare con l’obiettivo di ridurre la produzione netta di rifiuti e il conferimento in discarica di tutti gli scarti di processo. 

Il Fondo finanzierà gli interventi attivando, ove possibile in relazione al soggetto attuatore e alla sostenibilità economico-finanziaria dell’intervento, strumenti finanziari atti a massimizzare l’effetto leva e il concorso dei capitali privati e di soggetti finanziatori come la BEI.

Una strategia nazionale per l'economia circolare

Richiesta da tempo dagli stakeholder e annunciata da tempo, nel corso dell’anno dovrebbe vedere la luce la Strategia nazionale per l’economia circolare, che sarà redatta dal Ministero dell’Ambiente.

Punti chiave della strategia saranno: 

  • la riduzione dell'uso di materie prime non rinnovabili, 
  • la diminuzione del volume di rifiuti, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti, attraverso l'introduzione di sistemi di tracciabilità dei flussi di materiali, 
  • l’innovazione tecnologica, 
  • la diffusione di buone pratiche,
  • l'adozione di strumenti per favorire la sinergia tra i settori pubblico e privato e pianificare le infrastrutture per chiudere il ciclo dei rifiuti. 

Recovery plan: cosa prevede il piano nazionale ripresa e resilienza

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