Dalla Nuova Sabatini al bonus Sud: incentivi e agevolazioni per imprese e startup nella Manovra 2021

Manovra 2021 imprese e startupLa legge di Bilancio 2021 rifinanzia una serie di strumenti ed agevolazioni per sostenere le crescita di imprese e startup, tra cui la Nuova Sabatini, il credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno (bonus Sud), gli accordi per l'innovazione e il visto 'lavoro autonomo-startup' (Italia Startup Visa). In arrivo anche un nuovo incentivo per i processi di aggregazione aziendale.

> Cosa prevede la Manovra 2021

Per sostenere gli investimenti e la crescita del tessuto produttivo italiano la Manovra 2021 va da un lato a modificare, rifinanziare o prorogare misure già note alle aziende italiane, dall'altro introduce un nuovo incentivo per favorire la fusione tra imprese.

Manovra 2021: le misure per gli investimenti di imprese e startup

Nuova Sabatini: erogazione in un'unica soluzione per tutte le domande di finanziamento

La legge di Bilancio 2021 toglie il limite dei 200mila euro di finanziamento per accedere al contributo statale previsto dalla Nuova Sabatini in un’unica soluzione.

Ricordiamo che la Nuova Sabatini sostiene gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese (PMI) per l’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) ad uso produttivo.

In particolare, a fronte della concessione di un finanziamento ordinario (bancario o in leasing) per la realizzazione di un programma di investimento, il Ministero dello sviluppo economico (di seguito, Ministero) concede un contributo in conto impianti parametrato agli interessi previsti dal finanziamento.

Ad oggi, il meccanismo di funzionamento della misura prevede la ripartizione su 6 annualità delle agevolazioni (10% il primo anno, 20% dal secondo al quinto anno e 10% il sesto anno); l’erogazione in un’unica soluzione è prevista - come stabilito dal dl Semplificazioni - per le sole domande con finanziamento di importo non superiore a 200mila euro. La legge di Bilancio 2021 intende eliminare questa soglia ed estendere l'erogazione del contributo statale in un'unica soluzione a favore di tutte le PMI beneficiarie, indipendentemente dall’importo del finanziamento.

Si tratta di un importante intervento semplificativo, che renderà più efficiente la gestione dello strumento ageolativo, consentendo alle imprese beneficiarie di incassare l’intero contributo riconosciuto subito dopo l’avvenuta realizzazione dell’investimento, senza dover attendere sei anni per l’incasso della totalità del contributo.

> Per approfondire: Tutte le novità sulla Nuova Sabatini   

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Finanziamenti a favore di imprese sequestrate o confiscate

Per assicurare il sostegno alle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata, viene incrementa di 20 milioni di euro - per il biennio 2021-2022 - l'apposita sezione del Fondo per la crescita sostenibile, che prevede finanziamenti agevolati per questa tipologia di aziende.

> Come accedere ai finanziamenti per imprese sequestrate e confiscate

Italia Startup Visa: ricongiungimento familiare più facile

Con l'obiettivo di attrarre in Italia talenti stranieri per l'avvio di investimenti innovativi, la Manovra 2021 incentiva l'utilizzo del visto 'lavoro autonomo-startup' previsto dal programma Italia Startup Visa. Il visto 'speciale' è destinato a cittadini stranieri extra-UE che intendono avviare sul territorio italiano una startup innovativa.

In particolare, la legge di Bilancio 2021 facilita il ricongiungimento familiare, prevedendo il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari - di durata pari a quello del lavoratore autonomo - per i congiunti dei cittadini extra-UE che richiedono il visto speciale.

Più fondi agli accordi per l'innovazione

La Manovra 2021 dà continuità anche ad un altro strumento agevoltivo di interesse per le imprese, gli accordi per l'innovazione, incrementando di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2035 la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile.

Sottoscritti dal MISE con le Regioni, le Province autonome, le altre amministrazioni pubbliche eventualmente interessate e i soggetti proponenti, gli accordi per l'innovazione sostengono progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, come previsto dal decreto ministeriale del 24 maggio 2017

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Bonus Sud prorogato fino al 2022

La legge di Bilancio 2021 proroga fino al 31 dicembre 2022 il credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno, noto anche come bonus Sud.

L'incentivo è rivolto alle imprese che effettuano l'acquisizione, anche mediante contratto di locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi, in particolare macchinari, impianti e attrezzature varie, facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni del Mezzogiorno

> I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate sul Bonus Sud

Potenziato e prorogato il credito d'imposta per R&S nel Mezzogiorno

La Manovra 2021 potenzia e proroga per il periodo 2021-2022 il credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo - inclusi i progetti in materia di COVID-19 - nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L'incentivo spetta:

  • nella misura del 25% per le grandi imprese che occupano almeno 250 persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro,
  • nella misura pari al 35% per le medie imprese, che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro,
  • nella misura del 45% per le piccole imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

> Le misure per il Mezzogiorno nel dl Rilancio  

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Nuovo incentivo per operazioni di aggregazione aziendale

Per stimolare la crescita dimensionale delle aziende italiane, la Manovra 2021 introduce un nuovo incentivo a sostegno dei processi di aggregazione aziendale, realizzati attraverso operazioni di fusione, scissione o conferimento d’azienda.

In particolare, al soggetto risultante dalla fusione o incorporante, al beneficiario e al conferitario è consentito trasformare in credito d’imposta una quota di attività per imposte anticipate (deferred tax asset - DTA) riferite a perdite fiscali e eccedenze ACE maturate fino al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di efficacia giuridica dell’operazione e non ancora utilizzate in compensazione o trasformate in credito d’imposta a tale data.

L’importo massimo di DTA che può essere trasformato da ciascun soggetto è pari al 2% della somma delle attività dei soggetti partecipanti alla fusione o alla scissione, come risultanti dalla situazione patrimoniale di cui all'articolo 2501-quater del codice civile, senza considerare il soggetto che presenta le attività di importo maggiore.

In caso di conferimento d’azienda, invece, il limite è pari al 2% della somma delle attività oggetto di conferimento; inoltre, ai fini della trasformazione in credito d’imposta il conferitario può tenere conto delle proprie perdite fiscali ed eccedenze ACE solo negli stessi limiti e alle stesse condizioni previsti per le perdite che possono essere portate in diminuzione del reddito della società risultante dalla fusione o incorporante.

> Decreto Crescita – come funziona il bonus Aggregazioni

Dal Recovery plan contributi per investimenti produttivi ad alto contenuto tecnologico

Per sostenere gli investimenti produttivi ad alto contenuto tecnologico nel quadro del Recovery plan, la Manovra 2021 riserva 250 milioni di euro l'anno, per il triennio 2021-2023, a valere sul Fondo di rotazione per l’attuazione del Next Generation EU-Italia per la concessione di contributi agli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature produttive.

Il contributi verranno erogati in misura pari al 40% dell’ammontare complessivo di ciascun investimento, e saranno cumulabili con altri incentivi e sostegni previsti dalla normativa vigente, nel limite massimo del 50% di ciascun investimento.

Le risorse saranno gestite da Invitalia o da una società da questa interamente controllata.

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