Ok del Parlamento UE al nuovo Fondo europeo per la difesa da 7,9 miliardi

Fondo europeo difesa 2021-2027Via libera della commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo all'accordo raggiunto a dicembre con il Consiglio che assegna 7,9 miliardi al Fondo UE per la difesa 2021-2027.

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Altro passo in avanti verso l’approvazione definitiva dell’accordo sul nuovo Fondo UE per la difesa. Il 14 gennaio, infatti, gli europarlamentari della commissione ITRE del Parlamento hanno approvato l’accordo raggiunto prima di natale con il Consiglio.

Dei 7,9 miliardi di euro destinati al Fondo europeo per la difesa 2021-2027:

  • 2,6 miliardi di euro sono riservati alla ricerca;
  • 5,3 miliardi di euro finanzieranno i progetti di sviluppo.

Fondi europei dimezzati rispetto alla proposta della Commissione UE

L’accordo sulle cifre raggiunto a metà dicembre dimezza in buona sostanza la dotazione prevista dalla prima proposta della Commissione UE che si aggirava, infatti, sui 13 miliardi di euro.

“Questo compromesso, così come l'intero Fondo”, ha però commentato l'eurodeputato Zdzisław Krasnodębski (ECR), relatore per il PE sul fascicolo, "è un segnale importante inviato dagli Stati membri, ai loro cittadini e alle imprese: d'ora in poi, vogliamo unire le nostre risorse per aumentare la qualità delle tecnologie di difesa prodotte dal settore della difesa europeo, riducendo il loro costo”. Un buon risultato, insomma, che secondo il rapporteur polacco “dovrebbe avvantaggiare non solo le forze armate degli Stati membri, ma anche le loro industrie, che hanno un disperato bisogno di ogni possibile stimolo che le aiuti a riprendersi adeguatamente dalle conseguenze della pandemia COVID-19. Inoltre, il Fondo integrerà gli sforzi di spesa per la difesa degli Stati membri e dovrebbe quindi essere percepito come parte di una risposta più ampia alle richieste giustificate dei nostri alleati". 

Che cos’è il Fondo europeo per la difesa

Lanciato nel 2017 a titolo di sperimentazione, il Fondo europeo per la difesa nasce con l’obiettivo di favorire l’autonomia strategica dell'Europa, promuovendo la cooperazione in materia di difesa tra le imprese e tra i paesi UE in questo settore. 

Per far ciò il Fondo era stato articolato in due sezioni:

  • Il lato “ricerca” grazie all’Azione preparatoria sulla ricerca nel settore della difesa (PADR), alla quale il bilancio dell'UE ha fornito finanziamenti per progetti di ricerca collaborativa in materia di difesa;
  • Dall’altro il lato “Capability” tramite il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP), il cui focus è stato invece lo sviluppo congiunto di prodotti e tecnologie. In questo caso i fondi europei hanno assunto la forma di cofinanziamenti.

Le principali caratteristiche del nuovo Fondo europeo per la difesa post-2020

Nei prossimi sette anni, il FED continuerà a finanziare sia progetti di ricerca, che iniziative di sviluppo, coprendo progetti concordati congiuntamente dagli Stati membri e compatibili con le priorità di difesa dell'Unione, definite nel quadro della Politica di sicurezza e difesa comune. 

L’obiettivo ultimo del Fondo è infatti quello di contribuire a ridurre le duplicazioni e a rafforzare l'interoperabilità dei sistemi di difesa utilizzati dalle forze armate europee.

Il Fondo però prenderà in considerazione anche la cooperazione degli Stati membri all'interno di altre organizzazioni regionali e internazionali come la NATO.

Ad essere finanziati saranno quei progetti di collaborazione che coinvolgono almeno tre partecipanti di tre Stati membri, verso i quali il Fondo:

  • fornirà cofinanziamenti per prototipi comuni;
  • promuoverà le attività transfrontaliere delle piccole e medie imprese, attraverso finanziamenti maggiori per quei progetti che coinvolgono le PMI.

Una maggiorazione è prevista anche per progetti ammissibili sviluppati nel quadro della Cooperazione strutturata permanente (PESCO). In questo caso, infatti, il progetto beneficerà di un bonus del 10%.

Passando invece al campo delle priorità tecnologiche, il Fondo dedicherà fino all'8% delle risorse alle cosiddette “disruptive technologies”, cioè quelle tecnologie capaci di rivoluzionare il settore, contribuendo all’aumento del peso europeo nel campo della difesa.

Il nuovo Fondo europeo per la difesa reca infine una significativa novità sul fronte “etico”. Per la prima volta, infatti, le azioni che saranno attuate nell'ambito del Fondo saranno soggette a una valutazione etica da parte della Commissione.

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