Just Transition Mechanism: come funzionano i prestiti per il settore pubblico

Just Transition Mechanism - Foto di Aleksejs Bergmanis da PexelsDopo l’accordo politico raggiunto da Parlamento e Consiglio sul Public sector loan facility, inizia a chiudersi il cerchio sul pacchetto Meccanismo per una transizione giusta.

Cos'è e come funziona il Just Transition Mechanism

I prestiti rivolti agli enti pubblici rappresentano infatti l’ultimo pezzo del puzzle del Just Transition Mechanism, il pacchetto da 100 miliardi pensato per aiutare le regioni più povere dell’UE a muoversi verso un’economia a emissioni zero, attraverso una progressiva riduzione del consumo di combustibili fossili e il passaggio a tecnologie meno inquinanti in tutti i settori. 

Puzzle composto da tre tessere: 

  • il Just Transition Fund o Fondo per la transizione giusta, dedicato principalmente a concedere sovvenzioni alle regioni per sostenere i lavoratori, ma anche le PMI, le start-up e gli incubatori impegnati a creare nuove opportunità economiche - sul quale i colegislatori hanno raggiunto un accordo politico nel dicembre 2020;
  • un regime specifico per una transizione giusta nell'ambito di InvestEU, concordato come parte del regolamento su InvestEU a marzo 2021;
  • lo strumento di prestito per il settore pubblico, su cui Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo politico il 26 aprile 2021.

"Questo strumento è importante per aiutare le nostre regioni e comunità a far fronte alle sfide derivanti dalla transizione climatica e completerà il nostro kit di strumenti a sostegno di coloro che vivono nelle regioni interessate dalla transizione giusta, affinché possano sviluppare nuove competenze e creare nuove imprese e posti di lavoro. Attendo con interesse l'adozione definitiva del regolamento affinché le regioni e i cittadini colpiti possano cominciare a ricevere nuovi finanziamenti per una transizione coesa e un nuovo inizio", ha commentato la commissaria per la Coesione e le riforme Elisa Ferreira.

Come funziona lo Strumento di prestito per il settore pubblico

Lo strumento si rivolge specificamente agli Enti pubblici, creando condizioni di prestito preferenziali per i progetti che non generano entrate sufficienti, affinché siano finanziariamente sostenibili. L’obiettivo finale è aiutare gli enti pubblici a far fronte alle sfide socio-economiche dei territori più duramente colpiti dalla transizione climatica dell'UE, individuati nei piani territoriali per una transizione giusta.

Il Public sector loan facility consiste in una combinazione di sovvenzioni (1,5 miliardi di euro) a titolo del bilancio dell'UE e di prestiti (10 miliardi) erogati dalla Banca europea per gli investimenti. 

La componente di sovvenzione sarà attuata in regime di gestione diretta e il sostegno proveniente da tale componente si sommerà ai prestiti della BEI, riducendo gli oneri finanziari per i beneficiari e aumentando l'attrattività degli investimenti interessati. Questi ultimi potranno inoltre avvalersi della consulenza offerta dal polo di consulenza istituito nell'ambito di InvestEU per la preparazione, lo sviluppo e l'attuazione di progetti ammissibili..

Le sovvenzioni saranno concesse in due fasi: 

  • sovvenzioni a seguito di inviti a presentare proposte, non superiori alle quote nazionali;
  • sovvenzioni concesse su base competitiva a livello dell'Unione fino all'esaurimento delle risorse rimanenti.

Per le regioni meno sviluppate la componente di sovvenzione potrebbe arrivare al 25% della componente di prestito.

Si prevede che nell'arco dei prossimi 7 anni lo strumento mobiliterà complessivamente tra i 25 e i 30 miliardi di investimenti pubblici. La BEI sarà il principale partner finanziario, ma il regolamento prevede la possibilità di cooperazione con altri partner finanziari in caso di un futuro aumento delle risorse.

Lo strumento sarà attuato in regime di gestione diretta dalla Commissione e dall'Agenzia esecutiva europea per il clima, l'infrastruttura e l'ambiente (CINEA) e offrirà sostegno a progetti individuali o attraverso prestiti quadro. 

I programmi di lavoro specificheranno le condizioni e i criteri di ammissibilità dei progetti, così come i criteri per la selezione e la classificazione per ordine di priorità.

Criteri di assegnazione che saranno specificati in seguito nei programmi di lavoro e potranno essere applicati nel caso in cui il numero di progetti ammissibili superi le risorse disponibili. Sarebbe data la priorità ai beneficiari situati nelle regioni meno sviluppate.

Un elenco di principi orizzontali che dovranno essere rispettati da tutti gli investimenti, compresi il rispetto dei diritti fondamentali, la parità di genere, la non discriminazione e la tutela sociale e ambientale. Questi elementi comprendono anche il principio "do no significant harm".

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