Dl Sostegni bis: arriva l’ACE innovativa per il 2021

Dl Sostegni bis ACE 2021: Foto di Malte Luk da PexelsIl decreto Sostegni bis reca due novità importanti per l’aiuto alla crescita economica (ACE). Da un lato infatti l’aliquota per il calcolo del rendimento dell’ACE sale al 15%, mentre dall’altro il beneficio fiscale si può trasformare in credito d’imposta. Le novità valgono, però, solo per quest’anno.

Cosa prevede il dl Sostegni bis?

Per tutto il 2021 l’aiuto alla crescita economica diventa smart e si trasforma in “ACE innovativa”. Con la pubblicazione del dl 73-2021 sulla Gazzetta ufficiale, infatti, si conferma che per il 2021 l’agevolazione fiscale ACE viene potenziata, sia grazie ad un intervento sulle aliquote percentuali del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, sia tramite l’introduzione dell’opzione “credito d’imposta”. A tal fine il decreto stanzia oltre 3 miliardi di euro.

Le novità sull’ACE contenute nel decreto “Imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali” (dl 73-2021) sono del resto in linea con le diverse operazioni varate in questi mesi dal governo per sostenere la patrimonializzazione delle imprese italiane in modo da renderle più competitive.

Cos’è e come funziona l’aiuto alla crescita economica?

Nato nel 2011, l’aiuto alla crescita economica (ACE) altro non è che un meccanismo fiscale di incentivo alla patrimonializzazione delle imprese, consistente nella detassazione di una parte degli incrementi del patrimonio netto, o meglio nella deduzione di un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio. 

L'agevolazione, quindi, spetta alle imprese il cui capitale proprio viene incrementato mediante:

  • Conferimenti in denaro;
  • Accantonamenti di utili a riserva.

Ma come si effettua il calcolo dell’ACE? Ebbene, per il calcolo dell'importo deducibile si effettua la somma dei componenti che hanno inciso positivamente (conferimenti, utili accantonati) e negativamente (riduzioni di patrimonio con attribuzione ai soci, acquisti di partecipazioni in società controllate, acquisti di aziende o rami di aziende) sul capitale. A tale base si moltiplica quindi un'aliquota percentuale, fissata all'1,3% dalla Manovra del 2020.

Nel corso dell’ultimo decennio la misura ha subito varie modifiche, inclusa la sua cancellazione per un anno nel 2019, salvo poi essere re-introdotta proprio dalla legge di Bilancio 2020.

Aliquota ACE 2021 al 15% grazie al decreto Sostegni bis

Come anticipato, la prima novità dell’ACE 2021 consiste nell'incremento dell’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale.

Il dl Sostegni bis, infatti, ha stabilito che per i soli incrementi di capitale proprio effettuati nel corso del 2021 (periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020) la valutazione del rendimento nozionale viene effettuata mediante l’applicazione di un coefficiente più elevato (15%) rispetto a quello ordinario del 1,3% fissato, come si è visto dalla legge di Bilancio del 2020.

La novità si applica, però, solo per una variazione in aumento del capitale proprio per un ammontare massimo di 5 milioni di euro indipendentemente dall’importo del patrimonio netto risultante dal bilancio.

Sostegni bis: arriva il credito d’imposta per l’ACE 2021

L’altra novità introdotta dal dl 73-2021 è rappresentata, invece, dalla possibilità di trasformare il beneficio fiscale in credito d’imposta compensabile per il 2021.

Il Sostegni bis, infatti, ha stabilito che l’ACE può essere fruita in via anticipata sotto forma di credito d’imposta che può essere:

  • Usato in compensazione in F24 senza limiti d’importo;
  • Oppure richiesto a rimborso o ceduto a terzi.

Più nello specifico, la norma prevede che la deduzione del rendimento nozionale valutato mediante applicazione dell’aliquota percentuale del 15% corrispondente agli incrementi di capitale proprio può essere fruita tramite riconoscimento di un credito d’imposta da calcolarsi applicando al rendimento nozionale le aliquote delle imposte sul reddito delle persone fisiche e delle società in vigore nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020. 

Anche in questo caso, la novità vale però solo per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato solo previa comunicazione all’Agenzia delle entrate da effettuarsi:

  • Dal giorno successivo a quello dell’avvenuto versamento del conferimento in denaro;
  • O dal giorno successivo alla rinuncia o alla compensazione di crediti;
  • Ovvero dal giorno successivo alla delibera dell’assemblea di destinare l’utile di esercizio in tutto o in parte, a riserva.

Le modalità, i termini di presentazione e il contenuto della comunicazione alle Entrate, nonché le modalità attuative per la cessione del credito, saranno stabilite in un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del 73-2021.

I meccanismi di recupero dell’ACE 2021

Infine, se da un lato il dl 73-2021 viene incontro alle imprese che si patrimonializzano, dall’altro la norma mette in piedi un sistema di meccanismi per il recupero del beneficio fiscale fruito qualora nei due anni successivi al 2021 il patrimonio netto si riduca per cause diverse dall’emersione di perdite di bilancio.

Tra questi, il decreto prevede che nel caso di fruizione del beneficio fiscale, qualora la differenza tra la variazione in aumento del capitale proprio riferita al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 e quella riferita al periodo d’imposta precedente risulti inferiore agli incrementi sui quali si è usufruito del credito d’imposta, il credito d’imposta è restituito in proporzione a tale minore importo.

Consulta il dl 73-2021 pubblicato sulla GURI n. 123 del 25.05.2021

Foto di Malte Luk da Pexels

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