Cultura Crea: al via due nuovi sportelli per gli aiuti alla filiera culturale e creativa

Cultura Crea: come cambia il regime d'aiuto del PON Cultura 2014-2020Lo strumento Cultura Crea si rinnova e raddoppia. Riparte ad aprile con due nuovi sportelli agevolativi il regime d'aiuto per creare e sviluppare iniziative imprenditoriali nell'industria culturale-turistica e no profit nel Sud Italia, finanziato dal PON Cultura 2014-2020. 

Manovra 2021: Bonus cultura 18app, Fondo imprese creative e le altre misure del pacchetto cultura

Cultura Crea

Platea più ampia, piano di promozione e contributi Covid-19

Con la pubblicazione del decreto del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo del 10 dicembre 2020 in Gazzetta Ufficiale, è stata aggiorna la disciplina dell'incentivo, gestito da Invitalia, diretto a valorizzare la filiera culturale e creativa delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

La misura, prevista dal decreto ministeriale dell'11 maggio 2016, viene integrata con una serie di novità importanti.

In primis, si allarga la platea dei beneficiari, per i progetti integrati, anche alle reti d'impresa. Ampliati anche i territori di intervento e le spese ammesse alle agevolazioni; più un servizio di tutoring per i beneficiari delle agevolazioni.

In secondo luogo, al fine di favorire la conoscenza delle opportunità offerte da Cultura Crea, l'Autorità di gestione ha definito un piano di promozione e di supporto alla presentazione delle domande di finanziamento.

Inoltre, alla luce della pandemia di Covid-19, a favore delle imprese in possesso dei requisiti di accesso alle misure dell'iniziativa e che siano attive al 1° gennaio 2020, è riconosciuto un contributo a fondo perduto finalizzato alla copertura delle esigenze di capitale circolante, del valore massimo di 25mila euro. 

Sullo stesso tema coronavirus, è stato introdotto anche un secondo sportello ad hoc "Emergenza Covid-19" per chi è stato danneggiato dalla pandemia, ossia il Cultura Crea Plus.

Un ulteriore punto che viene chiarito a proposito della misura è relativo alle risorse a disposizione. Infatti, agli interventi previsti da Cultura Crea vengono assegnati anche fondi del Programma operativo complementare Cultura e sviluppo, al fine di assicurare  la piena copertura finanziaria delle iniziative ammissibili e non agevolabili, nonchè dei contributi per il capitale circolante e delle azioni di tutoraggio, accompagnamento e promozione della misura.

Le tre linee di intervento di Cultura Crea

Cultura Crea può contare su budget di 107 milioni di euro, che può salire a 114 milioni, a sostegno di neo imprese e team di persone fisiche, PMI, imprese sociali e onlus attive nelle industrie creativa, culturale e turistica nelle Regioni del Mezzogiorno destinatarie del PON Cultura 2014-2020.

Il regime di aiuto per la filiera culturale e creativa nelle Regioni in ritardo di sviluppo - cioè Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia - è articolato in tre linee di intervento:

  • Nuove Imprese dell’industria culturale (Titolo II del DM dell'11 maggio 2016), con una dotazione finanziaria di 41,7 milioni di euro,
  • Imprese dell’industria culturale e turistica (Titolo III), con risorse per 37,8 milioni di euro, 
  • Terzo settore nell’industria culturale (Titolo IV), a valere su risorse per 27,4 milioni di euro.

Nuove imprese dell’industria culturale

La prima linea di intervento è dedicata a due tipologie di beneficiari, ubicati nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia:

  • le imprese dell’industria culturale, comprese le cooperative, costituite da non più di 36 mesi, iscritte nel Registro delle imprese e in regola con le norme vigenti,
  • le persone fisiche che vogliono costituire un'impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

In entrambi i casi sono ammessi agli aiuti i programmi di investimento avviati successivamente alla presentazione della domanda e da concludere entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Gli investimenti, di importo non superiore a 400mila euro, possono riguardare la creazione o l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree indicate:

  • economia della conoscenza, cioè sviluppo e/o applicazione di tecnologie innovative e/o tecnologie chiave abilitanti per la creazione e/o l’implementazione di dati e informazioni in grado di accrescere, qualificare o innovare le modalità e gli strumenti di archiviazione, organizzazione, condivisione, accessibilità, e gestione delle conoscenze legate all’industria culturale,
  • economia della conservazione, cioè sviluppo e applicazione di processi e protocolli innovativi nel quadro delle attività conservative - restauro, manutenzione, recupero, rifunzionalizzazione - relativamente a materiali, tecnologie, tecniche e strumenti adottati, con particolare riferimento alle attività di diagnostica di monitoraggio e di analisi per la valutazione della vulnerabilità, alle attività di prevenzione e di gestione dei rischi e dei fattori di degrado, ai materiali e alle tecniche di intervento, alle soluzioni impiantistiche innovative ed energeticamente efficienti, applicate al patrimonio materiale ed immateriale,
  • economia della fruizione, che riguarda lo sviluppo di:
    a) modalità e strumenti innovativi di offerta di beni e sistemi di beni in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio;
    b) piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione, estendibili anche a specifiche categorie della domanda;
    c) dispositivi ed applicazioni a supporto e assistenza di specifici target di domanda e fruizione;
    d) attività legate all’incremento dell’offerta collegata alla fruizione turistico culturale;
  • economia della gestione, cioè sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali.

Le spese ammissibili alle agevolazioni comprendono:

  • macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili, purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione,
  • beni immateriali ad utilità pluriennale, quali programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate.

Nel limite del 20% dell'importo sono ammissibili anche le spese di gestione per:

  • personale interno qualificato;
  • servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
  • consulenze esterne specialistiche prestate da Università e Centri di ricerca pubblici o da imprese e persone fisiche dotate di documentate competenze in materia.

Due le forme di aiuto previste:

  • un finanziamento agevolato a tasso zero pari al 40% delle spese ammissibili della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento;
  • un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili.

La somma del finanziamento agevolato a tasso zero e del contributo a fondo perduto, pari in linea di massima all’80% della spesa ammissibile,  può essere incrementata al 90% nel caso in cui l’impresa richiedente abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

Coronavirus: misure UE per accesso al credito delle PMI culturali e creative

Imprese dell’industria culturale e turistica

La seconda linea di intervento riguarda le imprese che sono costituite in forma societaria da almeno 36 mesi, incluse le cooperative, con programmi di investimento nei settori dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tipici locali. In questo caso, l’unità produttiva dovrà essere ubicata nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell'11 maggio 2016 (la Sicilia è esclusa).

I programmi di investimento, avviati dopo la presentazione della domanda di aiuto, potranno arrivare all'importo di 500mila euro e riguardare una delle tre aree di intervento indicate:

  • fruizione turistica e culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori,
  • promozione e comunicazione per la valorizzazione delle risorse culturali,
  • recupero e valorizzazione di produzioni locali di beni e servizi.

Le spese ammissibili corrispondono a quelle della prima linea di intervento, quindi investimenti materiali e immateriali e spese di gestione, nel limite del 20% dell'importo, per personale, servizi ICT e consulenze.

Due le forme agevolative:

  • un finanziamento agevolato senza interessi pari al 60% delle spese ammissibili della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento;
  • un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese ammissibili.

 Come nella prima linea di intervento, la somma degli incentivi sale dall'80% al 90% in caso di imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

Terzo settore nell’industria culturale

Il Terzo settore è il protagonista dell'ultima linee di intervento, destinata a imprese sociali, comprese le cooperative, e ONLUS, con unità produttiva ubicata nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell'11 maggio 2016.

I programmi di investimento, da avviare dopo la presentazione della domanda e di importo non superiore a 400mila euro, possono riguardare:

  • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio,
  • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio,
  • attività di animazione e partecipazione culturale.

Confermati gli investimenti in impianti e macchinari, da una parte, e software e brevetti, dall'altra, quali costi ammissibili, mentre le spese di gestione non sono ammesse per questa linea d'azione.

 Escluse anche le agevolazioni in forma di finanziamenti, mentre i contributi a fondo perduto coprono l’80% delle spese ammissibili e possono salire al 90% per imprese femminili, giovanili e in possesso del rating di legalità.

Via libera a due nuovi sportelli

Lo strumento Cultura Crea, dotato di nuove regole destinate alle imprese culturali e creative, riparte con due nuovi sportelli: 

  • il 19 aprile 2021 sarà operativo Cultura Crea Plus, un contributo a fondo perduto per sostenere le imprese e i soggetti del terzo settore colpiti dall’emergenza Covid e attivi nel settore culturale e nel sistema dell’intermediazione turistica;
  • Il 26 aprile 2021 partirà Cultura Crea 2.0, la nuova versione di Cultura Crea destinata alle iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell'industria culturale e turistica.

Le domande devono essere presentate secondo i criteri e le modalità indicate nella direttiva operativa del Ministero della Cultura n. 237 del 29 marzo 2021.

La stessa direttiva stabilisce anche la chiusura del vecchio sportello di Cultura Crea (disciplinata dal decreto Mibact n. 576 del 10 dicembre 2020, che modifica il precedente decreto Mibact dell’11 maggio 2016). In considerazione di questo stop, quindi, le domande in compilazione sul precedente sportello di Cultura Crea potranno essere riformulate in base alla nuova disciplina.

Cultura Crea: quota mille domande per agevolazioni alle imprese creative

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.