Amianto - Bonus capannoni verso l'esaurimento

Il bonus amianto ha esaurito la sua capienza massima nei primi giorni di gennaio.

Amianto - Photo credit: The Creaking Door via Foter.com / CC BY-NC-ND © 2016 FOTER.COM Blog  Contact  Terms  Sitemap  Privacy Policy

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Dice questo l’ultimo monitoraggio del Ministero dell’Ambiente. Dopo circa un paio di mesi dal click day per accedere all’incentivo, le imprese hanno raggiunto la capienza massima di risorse disponibili. Nel fondo c’erano 17 milioni di euro, su base triennale, e adesso sono già arrivate richieste per 19 milioni. Qualcuno, però, potrebbe perdere denaro, in assenza dei requisiti prescritti dalla legge. In questo caso, quindi, potrebbero riaprirsi i termini, almeno per qualche impresa.

Le regole del bonus

Il bonus – va ricordato – prevede un credito di imposta del 50% per gli interventi di bonifica dei capannoni. E’ stato regolato dal collegato ambientale e da un decreto attuativo che ne ha definito gli elementi di dettaglio. Il momento chiave della procedura è stato un click day, avviato lo scorso 16 novembre: da quel momento è stato possibile fare formalmente domanda per ottenere le risorse.

I tempi del decreto

Le imprese avevano tempo fino a marzo del 2017 ma, nella pratica, questi tempi così lunghi non ci saranno. Perché, stando al monitoraggio del Ministero dell’Ambiente, risulta di fatto che i fondi sono andati esauriti da poco. Il muro dei 17 milioni, cioè, è stato superato, in base alle istanze presentate.

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Le richieste arrivate

Per la precisione, i numeri del Ministero (aggiornati al 9 gennaio scorso) dicono che il portale messo a disposizione delle imprese ha avuto oltre 50mila accessi: si tratta, quindi, di soggetti che hanno solo preso informazioni sulla procedura. Allo step successivo, quello della registrazione, sono arrivate più di mille imprese.

Fondi esauriti

Anche se non tutte hanno inviato una istanza formale di incassare fondi, con progetto allegato. A questo passaggio sono arrivate solo in 660. Il totale dei fondi richiesti è di 19,6 milioni di euro e il valore medio di ogni intervento è di circa 30mila euro. Si tratta quindi, come auspicato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, di molti interventi diffusi sul territorio. E’ stato evitato il pericolo di dedicare gran parte del denaro a progetti di valore medio-alto.

L'assegnazione dei fondi

A questo punto, si passa all’assegnazione materiale dei fondi. Le regole del bonus prevedono che il Ministero avrà un periodo di tre mesi esatti per comunicare alle imprese l’ottenimento eventuale dell’agevolazione. Dopo avere ricevuto la comunicazione, le aziende potranno scontare gli importi che gli spettano nel pagamento delle loro tasse. I primi crediti, allora, saranno recuperati entro metà 2017.

Possibile riapertura dei termini

Non è detto, però, che le possibilità siano chiuse. Esiste, anzitutto, l’ipotesi che il fondo venga rifinanziato con nuove risorse, visti i buoni risultati. Ma, soprattutto, c’è la possibilità che qualche impresa non abbia i requisiti prescritti dalla legge e che, quindi, i fondi le vengano revocati. In questo caso, si apriranno opportunità per imprese che hanno mandato i loro progetti, secondo l’ordine di invio. Le prime risposte arriveranno a breve. Il Ministero, infatti, ha già avviato l’analisi delle domande e, ad oggi, ne ha esaminate più di 400. 

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