ABI-Confindustria: accordo per garanzie su finanziamenti a imprese

Accordo Abi-Confindustria - Foto: Tiberio Barchielli ABI e Confindustria hanno siglato l'Accordo per il credito e la valorizzazione delle nuove figure di garanzia, con l'obiettivo di allungare la durata dei finanziamenti e liberare risorse per gli investimenti delle imprese.

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“Una tappa importante nel percorso di modernizzazione delle relazioni tra banche e imprese”. Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e il direttore generale dell'ABI, Giovanni Sabatini, hanno definito l'accordo per il credito e la valorizzazione delle nuove figure di garanzia, firmato alla presenza del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e dei ministri dell‘Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e della Giustizia, Andrea Orlando.

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L'accordo ABI-Confindustria

L'intesa, che riguarda esclusivamente i crediti concessi alle imprese, consente di allungare la durata dei finanziamenti e liberare risorse per la crescita, grazie a un sistema delle garanzie più flessibile e a tempi di recupero dei crediti più veloci, sulla base di due istituti introdotti dal decreto-legge n. 59 del 2016, il Patto Marciano e il Pegno mobiliare non possessorio a garanzia di finanziamenti bancari.

In particolare, l’accordo contiene alcune previsioni volte a rafforzare la piena operatività dell’articolo 48-bis del TUB, che ha introdotto nel nostro ordinamento la possibilità che il contratto di finanziamento tra banca e impresa possa essere garantito dal trasferimento in favore del creditore, in caso di inadempimento del debitore, della proprietà di un immobile (non abitazione principale) posto a garanzia dello stesso.

L’accordo prevede la possibilità di inserire apposite clausole contrattuali volte a rafforzare il valore della garanzia e nello stesso tempo a tutelare maggiormente l’impresa debitrice, anche in termini di condizioni più favorevoli applicabili al contratto creditizio, in particolare sotto forma di maggiore durata e ammontare dei finanziamenti e di riduzione del loro costo.

In base all'intesa, inoltre, ABI e Confindustria si impegnano a:

  • promuovere la valorizzazione e la diffusione delle linee guida per la valutazione degli immobili residenziali, nonché la definizione di analoghe linee guida anche con riferimento agli immobili a uso industriale;
  • individuare le modalità per promuovere la diffusione delle migliori pratiche di mercato che salvaguardino l’equilibrio tra le parti e massimizzino l’utilità della nuova garanzia;
  • favorire la conoscenza dei nuovi strumenti di garanzia, eventualmente organizzando specifici eventi, anche in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato e gli ordini professionali;
  • collaborare per promuovere la definizione di ulteriori misure per rendere più efficiente il meccanismo di escussione delle garanzie.

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I commenti

"L'accordo prosegue la proficua collaborazione tra Associazione bancaria italiana e Confindustria, definendo una cornice per assicurare un miglior servizio del credito alle imprese attraverso un sistema di garanzie innovativo e moderno, flessibile e con tempi di recupero del credito che ci possono allineare alle migliori prassi europee", ha spiegato il direttore generale dell'ABI, Giovanni Sabatini. I due strumenti del Patto Marciano e del Pegno mobiliare non possessorio a garanzia di finanziamenti bancari - ha aggiunto - consentiranno di dare ulteriore impulso al processo di smaltimento dei crediti deterioriati, già in atto presso le banche italiane, testimoniato dai progressi compiuti nel 2017, con una riduzione dello stock delle sofferenze nette pari al 25 per cento.

L'accordo raggiunto con ABI contiene almeno due aspetti da segnalare, ha spiegato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: da una parte, l'allungamento di mutui immobiliari aziendali fino a 30 anni, grazie a collaterali di garanzia; dall'altra il considerare gli immobili per l'industria come strumentali e non come elemento di patrimonio. Sono novità, anche culturali, che liberano risorse essenziali per gli investimenti, ha aggiunto Boccia.

L'accordo rappresenta un punto di equilibrio tra il dare ossigeno alle imprese dal punto di vista del credito e la necessità di rendere sempre più sano ed efficiente il nostro sistema bancario, ha dichiarato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ricordando che in questo senso si sono mosse anche misure come la Nuova Sabatini, che ha facilitato oltre 7 miliardi di investimenti negli ultimi 3 anni, il Fondo centrale di garanzia, che ha mobilitato investimenti per circa 13 miliardi, e l'attività di riduzione dei tempi della giustizia civile.

Un tema, quello dei tempi della giustizia, ripreso durante la cerimonia di firma dell'accordo anche dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha ricordato che il sistema della giustizia italiana ha recuperato 49 posizioni nella classifica Doing business negli ultimi quattro anni. Gli effetti della crisi si sono riversati in modo significativo sui tribunali, ha detto Orlando, spiegando che l'azione di riforma ha tentato di rispondere a questo quadro mettendo in atto un cambio di paradigma complessivo, attraverso la ridefinizione della relazione creditore-debitore, delle operazioni di finanziamento e la modifica delle procedure esecutive concorsuali.

Pieno sostegno all'iniziativa di ABI e Confindustria da parte del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, secondo cui l’intesa rappresenta un ulteriore importante passo avanti della strategia Finanza per la crescita, adottata dal Governo per promuovere l’accesso al credito e diminuire lo stock di crediti deteriorati accumulati durante la crisi. Un fenomeno, quello dei crediti in sofferenza, che secondo Padoan si sta progressivamente riassorbendo. Secondo il bollettino della Banca d’Italia, le sofferenze in Italia sono scese in un anno dagli 86 miliardi di euro di dicembre 2016 ai 64 miliardi della fine del 2017.

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