Reddito di emergenza: i chiarimenti Inps su domande, requisiti e importi

Tutte le novità sul reddito di emergenza: Photocredit: Mircea Iancu da Pixabay Con la circolare 69-2020 l’Inps fornisce chiarimenti su come fare domanda per il reddito di emergenza, i requisiti che servono per ottenerlo, gli importi e i casi in cui va restituito. Le richieste vanno inviate entro il 30 giugno.

> Cosa prevede il decreto rilancio

Tra le principali novità introdotte dal decreto rilancio c’è sicuramente il reddito di emergenza (Rem), una forma di sostegno straordinario destinato alle famiglie in difficoltà, per il quale sono stati stanziati 955 milioni di euro e che è esente dall'Irpef.

Il reddito di emergenza infatti eroga, in due quote, un contributo con un valore compreso (per ciascuna quota) fra i 400 e gli 800 euro. L’importo sale a 840 euro per le famiglie dove ci sono disabili gravi e persone non autosufficienti. 

Reddito di emergenza: a chi spetta

Per poter accedere al reddito di emergenza i nuclei familiari devono possedere quattro requisiti obbligatori che dovranno essere dichiarati nella domanda e che saranno verificati dall’Inps. Si tratta di:

  • residenza in Italia
  • valore del reddito familiare, ad aprile 2020, inferiore al Rem che si riceve; 
  • valore del patrimonio mobiliare familiare nel 2019 inferiore a 10mila euro e che può arrivare a massimo 25mila euro a seconda del nucleo familiare (il valore infatti aumenta di 5mila euro per ogni componente, fino ad un massimo di 20mila euro, e può essere incrementato di ulteriori 5mila euro per ogni familiare disabile presente nel nucleo); 
  • Isee inferiore a 15mila euro

ll reddito di emergenza, però, non sarà dato a quelle famiglie dove ci sono persone che percepiscono (o hanno percepito) altre forme di sostegno previste dal Governo per contrastare l’emergenza Coronavirus, incluso il bonus colf e badanti e le misure previste per i lavoratori autonomi e in particolare:

  • Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO;
  • Liberi professionisti titolari di partita IVA, iscritti alla Gestione separata;
  • Lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata;
  • Lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, anche somministrati;
  • Lavoratori settore agricolo;
  • Lavoratori dello spettacolo;
  • Lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • Lavoratori intermittenti;
  • Lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • Incaricati alle vendite a domicilio.

Il Reddito di emergenza, non sarà erogato neanche a quelle persone che hanno un contratto di lavoro dipendente (con uno stipendio lordo superiore al reddito familiare). Nel caso di lavoratori in cassa integrazione, la verifica del requisito viene effettuata sulla base della retribuzione teorica del lavoratore (desumibile dalle denunce aziendali). Questo significa ad esempio che un lavoratore in cassa integrazione che vive da solo e nel mese di presentazione della domanda ha una retribuzione teorica superiore a 400 euro, non potrà ricevere il Rem.

Il Reddito di emergenza, inoltre, non spetta alle famiglie dove c’è un componente che riceve la pensione, indipendentemente dall’importo. Discorso analogo per l’assegno sociale. L’unica eccezione è rappresentata dall’assegno di invalidità.

Il Rem, infine, non è compatibile con il Reddito o la Pensione di cittadinanza.

> Per approfondire: tutte le misure per il lavoro previste dal decreto rilancio

Reddito di emergenza: come richiederlo

Le domande per accedere al Rem devono essere presentate all’Inps entro il 30 giugno. Come illustra la circolare n. 69 del 3 giugno 2020 il Rem può essere richiesto in tre modi:

  • Sul sito internet dell’Inps, autenticandosi con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica;
  • Tramite i patronati;
  • Tramite i centri di assistenza fiscale (i caf), previa stipula di una apposita convenzione con l’Inps.

La domanda, specifica ancora la circolare 69-2020, deve essere presentata da uno dei componenti del nucleo familiare (individuato come il richiedente il beneficio) per conto di tutto il nucleo familiare.

La concessione del beneficio

In caso di accoglimento, il Rem è erogato per due mensilità a decorrere dal mese di presentazione della domanda.

Quindi, se la domanda è presentata entro il 31 maggio 2020 saranno erogate le mensilità di maggio e giugno, mentre se è presentata nel corso del mese di giugno 2020 saranno erogate le mensilità di giugno e luglio 2020.

> Per approfondire: le misure per le famiglie previste dal decreto rilancio

Photocredit: Mircea Iancu da Pixabay 

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