Recovery fund: presentati 5 interventi per sisma e catastrofi

Audizione Giovanni Legnini Inizia a prendere forma il pacchetto di interventi destinati ai territori colpiti dal sisma (non solo quello del 2016) da finanziare con il Recovery Fund. Si tratterebbe di cinque misure, tra cui un superbonus edilizio esteso nel tempo, nonché di interventi sugli edifici pubblici e quelli per lo sviluppo economico. 

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L’ipotesi di impiegare parte delle risorse che arriveranno dal Recovery fund per finanziare anche la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma e rilanciare economicamente quelle aree, era iniziato a circolare in estate, venendo poi in qualche modo confermato dal Commissario al sisma del 2016, Giovanni Legnini, durante un’audizione alla Camera a fine settembre.

La struttura del Commissario Legnini per definire gli interventi per tutti i territori colpiti da catastrofi

In quell’occasione, infatti, Legnini aveva annunciato che una quota del Recovery fund sarebbe potuta andare anche ai territori terremotati, in linea con quanto auspicato dallo stesso premier Giuseppe Conte.

Per questo, aveva comunicato Legnini a fine settembre alla Camera, "mi è stato chiesto, non andando oltre ai limiti dei miei poteri ma mettendo a disposizione la struttura, i dati e qualche professionalità, di predisporre delle ipotesi per l'utilizzo delle risorse", aggiungendo come il pacchetto di misure su cui si sta ragionando dovrebbe “essere destinato alla ricostruzione generale".

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Recovery fund: i cinque interventi per sisma e catastrofi

A distanza di un mese, i frutti del lavoro fatto dalla struttura del Commissario iniziano a vedersi. A comunicarlo sempre Legnini, annunciando in un comunicato come le schede consegnate all’esecutivo prevedano “cinque interventi, alcuni dei quali destinati a tutti i territori dove si sta ricostruendo dopo una catastrofe, altri specifici per il Centro Italia colpito dai terremoti del 2009 e del 2016 che puntano a una ricostruzione sicura, sostenibile e connessa”.

A svettare tra le misure proposte c’è anzitutto “un superbonus edilizio esteso nel tempo e rafforzato nei tetti di spesa ammessa, accessibile anche agli edifici produttivi, ma con il ripristino dell’obbligo del miglioramento sismico, oggi non richiesto, oltre che dell’efficienza energetica”. 

La seconda misura riguarda, invece, “la messa in sicurezza e la ristrutturazione delle attività economiche, dei servizi sociali ed alla persona, degli asili, dei centri di aggregazione, delle scuole di ogni ordine e grado”. Ampio spazio, quindi, alla sostituzione di edifici o scuole fatiscenti con nuove costruzioni sostenibili e dotate di adeguate strutture, ma anche allo sviluppo della rete di connessione a banda larga e dei servizi connessi, a cominciare dalla telemedicina. E proprio di banda larga aveva parlato il Commissario a fine settembre alla Camera, affermando come le risorse sarebbero dovute essere “indirizzate innanzitutto per sviluppare le connessioni digitali, indispensabili per lo sviluppo di quei territori".

Digitale e messa in sicurezza vengono completati dal fronte della sostenibilità ambientale. Il piano punta infatti “sulla quasi autonomia energetica degli edifici pubblici e prevede uno specifico intervento per l’illuminazione a impatto zero dei borghi appenninici”, fa sapere sempre la nota. 

Le altre misure del pacchetto riguardano, infine, “lo sviluppo delle attività economiche, culturali, turistiche del Centro Italia, con un’enfasi particolare sulla formazione scolastica e l’alta formazione professionale e universitaria, ma anche sull’economia circolare, l’agroecologia, il recupero del territorio attraverso la valorizzazione della risorsa legno, lo sviluppo dell’industria creativa e delle attività culturali”.

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