Nel DEF la proroga di moratoria prestiti e Fondo garanzia Covid

Ministro Economia Franco - Credit: Palazzo ChigiL'estensione fino alla fine del 2021 delle misure per la liquidità in scadenza il 30 giugno, che dovrebbe rientrare nel prossimo decreto a sostegno delle imprese, è prevista dal Documento di economia e finanze, approvato dal Consiglio dei Ministri insieme a un nuovo scostamento di bilancio per 40 miliardi di euro.

Come il coronavirus cambia il Fondo di garanzia per le PMI

Si tratta di una notizia attesa, alla luce del ruolo decisivo svolto dalla moratoria sui finanziamenti e dall'intervento straordinario del Fondo di garanzia PMI a sostegno delle imprese alle prese con le conseguenze economiche della pandemia. Già nelle scorse settimane il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel corso di un videocollegamento con i rappresentanti delle Regioni, aveva anticipato che il nuovo scostamento di bilancio avrebbe consentito la proroga delle due misure a sostegno della liquidità per tutto il 2021, in linea con le richieste venute dal mondo produttivo. 

A favore di un'uscita graduale dalle misure anticrisi, agganciata all'andamento delle restrizioni anti contagio e all'effettiva possibilità di ritorno alla normale operatività da parte delle imprese, si sono espressi nei giorni scorsi anche il direttore generale dell'ABI Giovanni Sabatini, in audizione alla Camera, e la vicedirettrice generale di Banca d'Italia, Alessandra Perrazzelli, in occasione della presentazione del rapporto Svimez MCC sul Fondo di garanzia.

La moratoria sui finanziamenti

Con il decreto Cura Italia (dl n. 18-2020) il Governo ha congelato fino al 30 settembre le linee di credito in conto corrente, i finanziamenti per anticipi su titoli di credito, le scadenze di prestiti a breve e le rate di prestiti e canoni. La moratoria è stata poi prorogata a gennaio 2021 dal decreto Agosto ed estesa fino al 30 giugno 2021 dalla legge di Bilancio 2021.

La sospensione del pagamento delle rate di mutui e prestiti può essere richiesta dalle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi e dai lavoratori autonomi titolari di partita IVA ed è accompagnata da una garanzia pubblica, di natura sussidiaria, a valere su un'apposita sezione del Fondo di garanzia per le PMI.

Per coloro che hanno già fatto richiesta di moratoria, l'ulteriore allungamento dei termini scatta automaticamente, salvo rinuncia da parte dell'impresa beneficiaria, mentre i soggetti che non hanno ancora aderito devono presentare apposita istanza.

L'intervento straordinario del Fondo di garanzia PMI

Sempre nel quadro delle misure del Cura Italia, il Governo ha previsto un accesso semplificato al Fondo di garanzia per le PMI e ha innalzato l'importo massimo garantito per impresa da 2,5 milioni a 5 milioni di euro. Queste misure sono state poi potenziate dal decreto Liquidità che ha portato la garanzia al 100% per prestiti fino a 30mila euro, senza alcuna valutazione del merito di credito, e al 100% (di cui 90% dallo Stato e 10% dai Confidi) per i prestiti fino a 800mila euro, senza valutazione andamentale. Nei casi restanti con tetto a 5 milioni di importo garantito, la garanzia è stata portata al 90%, senza valutazione andamentale.

A questo quadro il decreto Agosto ha aggiunto un allargamento della platea dei beneficiari alle aziende che sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione dei debiti o hanno presentato un piano in tal senso, a condizione che alla data di presentazione della domanda le loro esposizioni non siano classificabili come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato e il soggetto finanziatore, sulla base dell’analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell’esposizione alla scadenza.

L’intervento straordinario in garanzia del Fondo di garanzia PMI è stato poi prorogato al 30 giugno 2021 dall'ultima legge di Bilancio, in base alla quale i finanziamenti di cui alla lettera m) dell'art. 13 comma 1 del decreto Liquidità – cioè i finanziamenti fino a 30mila euro garantiti al 100% dal Fondo, concessi in favore di PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni - possono avere una durata di 15 anni e non più di 10 anni.

Confindustria, allungare i tempi di rientro del debito

Le anticipazioni del DEF sull'estensione fino alla fine del 2021 della moratoria per le PMI e dell'intervento straordinario del Fondo di garanzia sono state accolte con soddisfazione dal vicepresidente di Confindustria per il credito, la finanza e il fisco, Emanuele Orsini, che ha però ribadito la necessità di accompagnarle a una revisione delle regole UE che limitano la durata delle moratorie, per assicurare continuità agli interventi per la liquidità “per tutto il tempo che sarà necessario”. Secondo Orsini, “consentire a tutte le imprese di allungare i tempi di restituzione dei finanziamenti garantiti dagli attuali 6 anni fino a 15 anni” avrebbe un impatto estremamente positivo sugli investimenti “con un effetto sul Pil 2021 pari ad almeno lo 0,3%”.

Secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, il confronto con Bruxelles sul tema è già stato avviato dal Ministero dell’Economia e vede tra le opzioni la possibilità di ridurre, a fronte dell'allungamento della durata dei finanziamenti, la copertura della garanzia dal 90% all’80%, almeno per i prestiti di importo superiore a 30 mila euro.

Per approfondire: Moratoria prestiti e mutui per partite IVA e imprese: cosa c’e’ da sapere

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.