Pratiche commerciali sleali – UE aumenta protezione agricoltori

Paolo De Castro - photo credit: Genevieve Engel © European Union 2018 - Source: EPConsiglio e Parlamento europeo si preparano al negoziato sulla proposta della Commissione UE contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare.

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Ok degli Stati membri riuniti nel Comitato Speciale Agricoltura alla posizione negoziale sulla proposta di direttiva della Commissione europea contro le pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare.

Anche la commissione Agricoltura del Parlamento UE ha approvato, con 38 voti a favore, 4 contrari e 2 astenuti, la relazione sul tema, a cura dell'eurodeputato S&D Paolo De Castro, con l'obiettivo di promuovere relazioni più eque tra agricoltori, imprese di trasformazione e grande distribuzione organizzata, e di rafforzare la posizione dell'anello più debole della filiera, i piccoli produttori.

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La proposta della Commissione UE

Annunciata nel programma di lavoro della Commissione per il 2018, la proposta di direttiva intende migliorare il funzionamento della filiera alimentare e proteggere gli agricoltori sul mercato vietando pratiche commerciali ritenute sleali, quali i pagamenti tardivi per i prodotti alimentari deperibili, la cancellazione degli ordini all'ultimo minuto, le modifiche unilaterali o retroattive ai contratti e l'obbligo imposto al fornitore di pagare per gli sprechi.

Altre pratiche, ad esempio quelle per cui l'acquirente restituisce a un fornitore i prodotti alimentari invenduti o impone al fornitore un pagamento per garantire o mantenere un accordo di fornitura relativo a prodotti alimentari, sarebbero invece ammesse solo se soggette ad un accordo iniziale tra le parti chiaro e privo di ambiguità.

La proposta della Commissione impone agli Stati membri di designare un'autorità pubblica responsabile di garantire l'applicazione delle nuove norme e di avviare indagini autonomamente o sulla base di denunce, anche anonime, e, in caso di accertata violazione, di imporre sanzioni proporzionate e dissuasive.

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La posizione del Consiglio

“Questa legislazione metterà fine a pratiche sleali come i ritardi nei pagamenti e le modifiche retroattive ai contratti”, ha spiegato dopo il voto Elisabeth Koestinger, ministro federale austriaco per la sostenibilità e il turismo e presidente di turno del Consiglio. “Gli agricoltori avranno presto modi più efficaci per difendersi dagli abusi unilaterali da parte dei grandi operatori. Vogliamo un sistema agroalimentare equo che premia gli agricoltori per la qualità e garantisce loro un giusto tenore di vita”, ha concluso.

La posizione del Consiglio si basa sulla proposta della Commissione di creare un quadro comune a livello europeo che garantisca un livello minimo di protezione per gli agricoltori contro le pratiche commerciali sleali più evidenti.

Sebbene mantenga il campo di applicazione della proposta della Commissione, concentrandosi su alcune pratiche commerciali sleali che si verificano in relazione alla vendita di prodotti da parte di un fornitore che è una PMI nei confronti di un acquirente che non è una PMI, la posizione del Consiglio migliora ulteriormente il testo, includendo i prodotti agricoli diversi dal cibo, permettendo ai fornitori di presentare una denuncia nel proprio Stato membro e chiarendo che i Paesi UE hanno la possibilità di mantenere o di introdurre norme contro le pratiche commerciali sleali più severe di quelle previste a livello europeo.

Il voto del Parlamento UE

"La Commissione agricoltura del Parlamento europeo ha votato con una schiacciante maggioranza la messa al bando della pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, dimostrando ancora una volta che l'Europa non è il problema, ma la soluzione ai problemi. In questo caso, abbiamo difeso contro le grandi piattaforme di acquisto i consumatori e le aziende agricole e agroalimentari indipendentemente dalla loro dimensione economica", ha spiegato il primo vicepresidente della ComAgri e relatore sulla proposta Paolo De Castro.

Positivi gli emendamenti votati in commissione Agricoltura, ha commentato l’eurodeputato S&D Nicola Caputo, tra cui l'estensione del campo di applicazione della futura direttiva a tutti gli operatori della filiera agricola e alimentare e agli acquirenti che si trovano al di fuori dell’Unione europea, ma anche la possibilità per le organizzazioni di rappresentanza di presentare, per conto del produttore, una denuncia all’Autorità di contrasto ed essere coinvolte nel procedimento.

A questo punto partiranno i negoziati tra PE e Consiglio con l'obiettivo di arrivare all'approvazione definitiva del testo entro la fine dell'anno.

Agroalimentare – Parlamento Ue contro pratiche commerciali sleali

photo credit: Genevieve Engel © European Union 2018 - Source: EP

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