Art-bonus: Agenzia Entrate, chiarimenti su erogazioni a favore delle fondazioni

Art bonusCon il riconoscimento del requisito dell’appartenenza pubblica, sono ammesse al credito d’imposta Art-bonus le erogazioni liberali destinate a sostenere luoghi di cultura. Ecco i chiarimenti dell'Agenzia dell'Entrate.

Agenzia Entrate: Art-bonus ammissibile per restauro chiesa del Comune 

Interrogata da una fondazione che si occupa della tutela e della valorizzazione di un complesso storico, l'Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza sui requisiti che l'ente deve possedere per accedere ai benefici dell'Art-bonus.

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Art-bonus, il requisito dell’appartenenza pubblica

Con la risposta  n. 176 del 10 giugno 2020 l'Agenzia risponde ai dubbi avanzati da una fondazione che si occupa della cura e della promozione di un luogo culturale storico attraverso l’organizzazione di eventi, mostre, attività culturali e spettacoli.

La fondazione istante precisa che si fa carico dei costi di manutenzione e degli interventi che conseguono all'apertura al pubblico dello stesso, dalla vigilanza alle pulizie, inoltre, fa sapere che:

  • è stata istituita per iniziativa del Comune che ha conferito, tramite concessione, la disponibilità dell'immobile;
  • gestisce un patrimonio, ossia il complesso monumentale, di appartenenza pubblica e di dichiarato interesse storico ed artistico (Dlgs n. 42/2004);
  • è amministrata da un Consiglio di amministrazione composto in parte da enti pubblici e in parte da enti privati;
  • è sottoposta a un penetrante potere di controllo del Comune che, oltre a essere uno dei fondatori e sostenitori istituzionali nonché il soggetto concedente il complesso monumentale, ha il potere su alcune nomine (presidente del Consiglio di amministrazione. presidente del Collegio dei revisori e un supplente dello stesso).

Nella sua risposta l'Agenzia delle Entrate ricorda che l'Art-bonus viene concesso nella misura del 65% delle erogazioni effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa per "interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo".

Inoltre, il beneficio è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15% del reddito imponibile e ai titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui, ripartito in tre quote annuali di pari importo, ed è fruibile anche per le somme destinate alla manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici e al sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, come nel caso della fondazione istante.

Riguardo il requisito dell’appartenenza pubblica, l’Agenzia ritiene che nel caso specifico la condizione venga soddisfatta, poiché - come indicato nella risoluzione n. 136/2017 - questa si realizza oltre che con l'appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri Enti territoriali, anche al ricorrere di altre caratteristiche del soggetto destinatario delle erogazioni (finanziamenti pubblici, gestione di un patrimonio culturale pubblico, obblighi di trasparenza, eccetera).

L’Agenzia al riguardo ha acquisito anche il parere del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact), da cui è emerso che la fondazione è stata costituita per iniziativa pubblica, è controllata dal Comune e ha come finalità e oggetto valorizzazione, cura e gestione del complesso monumentale di proprietà pubblica, affidato, dal Comune proprietario, alla Fondazione appositamente creata appunto per la sua gestione e valorizzazione.

In virtù di queste considerazioni, l'Agenzia ha concluso che il luogo della cultura dell’appartenenza pubblica sia senz’altro compatibile con l’oggetto della fondazione e dunque le erogazioni liberali destinate a sostenerla possono fruire dell’Art-bonus. 

> Risposta Agenzia Entrate n. 176-2020 

Chiarimenti precedenti sul tema 

L'Agenzia delle Entrate è intervenuta in precedenza sul tema Art-bonus. Infatti, interpellata da due diverse fondazioni che hanno ottenuto in gestione spazi di proprietà pubblica, l'Agenzia ha fatto chiarezza sui requisiti che gli enti privati devono possedere per fruire del beneficio.

Nel primo caso una fondazione chiede se possa essere ricompresa tra gli "istituti e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica" per poter beneficiare del credito di imposta Art-bonus.

In primo luogo l'Agenzia delle Entrate ricorda le caratteristiche del beneficio. Successivamente il focus si sposta sul requisito di appartenenza pubblica, che viene soddisfatto - oltre che dall’appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali - anche al ricorrere di altre caratteristiche del soggetto destinatario delle erogazioni, come nel caso in cui l'istituto:

  • è costituito per iniziativa di soggetti pubblici e mantiene una maggioranza pubblica dei soci e partecipanti;
  • è finanziato esclusivamente con risorse pubbliche; 
  • gestisce un patrimonio culturale di appartenenza pubblica, conferito in uso al soggetto medesimo;
  • è sottoposto, nello svolgimento delle proprie attività, ad alcune regole proprie della pubblica amministrazione, quali gli obblighi di trasparenza o il rispetto della normativa in materia di appalti pubblici; 
  • è sottoposto al controllo analogo di una pubblica amministrazione.

Con riferimento all'interpello in esame, l'Agenzia si è rivolta al Mibact che nel suo parere ha specificato: "la fondazione, ente di diritto privato, non è stato costituito per iniziativa di uno o più soggetti pubblici, non è sottoposto a controllo analogo da parte di un soggetto pubblico, non ha in gestione una collezione pubblica".

Ne consegue che il requisito di appartenenza pubblica non è soddisfatto dalla fondazione, che non può accedere al beneficio fiscale dell’Art-Bonus.

> Risposta n. 250-2019 

Nel secondo caso, invece, un'altra fondazione chiede se le erogazioni liberali destinate a realizzare interventi di restauro, protezione e manutenzione dello spazio pubblico ottenuto in gestione dal Comune siano ammissibili ai fini del credito d'imposta, in quanto riguardanti un "bene culturale pubblico". Inoltre, la fondazione ritiene che la propria natura giuridica di ente di diritto privato non ostacoli l’accesso al beneficio in relazione alle attività svolte dalla stessa.

Con la risposta n. 262-2019 l'Agenzia delle Entrate riporta la soluzione interpretativa acquisita dal Mibact, che da un lato riconosce lo spazio comunale affidato alla Fondazione come "bene culturale pubblico", dall'altro invece specifica che la fondazione non soddisfa il requisito dell’appartenenza pubblica con riferimento alla sua "costituzione, alla composizione e alla governance, nonché alla collezione museale ed al patrimonio archivistico, che non risultano di proprietà pubblica".

Quindi le sole erogazioni liberali destinate alla realizzazione di interventi di manutenzione, protezione e restauro dell’immobile comunale sono ammissibili al beneficio dell'Art-bonus, mentre non possono fruire del medesimo beneficio anche le erogazioni destinate al sostegno della fondazione.

> Risposta n. 262-2019

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