Bonus Vacanze 2020: precisazioni e chiarimenti dell'Agenzia delle entrate

I chiarimenti dell'Agenzia delle entrate sul bonus vacanze 2020Le principali novità e le risposte alle domande più frequenti sul bonus vacanze 2020.

> Bonus vacanze e non solo: le misure per il turismo nel dl Rilancio

Introdotto dall’articolo 176 del decreto Rilancio, il bonus vacanze 2020 è un incentivo - un voucher da 500 euro spendibile fino al 31 dicembre 2020 - per le famiglie con un reddito medio-basso che quest’estate vorrebbero andare in vacanza ad orientarsi verso il turismo domestico.

Con la pubblicazione della guida "Bonus vacanze" aggiornata, l'Agenzia delle Entrate ha definito tutti gli step per accedere all'agevolazione. Focus particolare, rispetto alla versione precedente, sulla cessione del credito d'imposta.

Bonus vacanze 2020: chi può richiederlo

Con la circolare n. 18/E del 3 luglio 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce nuovi chiarimenti interpretativi sul bonus, anche noto come tax credit vacanze.

Le precisazioni dell'Agenzia delle Entrate sono relative ai requisiti per ottenere l'agevolazione e la procedura per accedervi, con indicazioni specifiche per la fruizione, la misura del credito e le modalità che devono seguire i fornitori dei servizi turistici per utilizzarlo o cederlo.

Ricordato che i beneficiari dello sconto sono i nuclei familiari con Isee non superiore a 40mila euro e quelli del credito d’imposta sono costituiti dalle strutture ricettive turistiche, la circolare chiarisce che per "nucleo familiare" si intende quello definito dal regolamento per la determinazione dell’Isee, da non confondere con la nozione di "familiare a carico" (articolo 12 del Tuir).

Nello specifico, il bonus è utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare e il nucleo, perciò, avrà diritto allo sconto una sola volta sulla base della propria composizione indipendentemente dal numero dei componenti che fruiscono dei servizi turistici. Quindi, se nel nucleo familiare, come risultante dalla Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), sono presenti più persone, a uno solo di loro spetterà l’agevolazione per i servizi fruiti da tutto o parte del nucleo familiare.

Il documento dell'Agenzia, inoltre, individua, in modo più preciso, le strutture presso le quali è possibile utilizzare l’agevolazione. Queste, indipendentemente dalla natura giuridica o dal regime fiscale adottato, sono quelle che svolgono effettivamente le attività previste dalla norma, ovvero, imprese turistico ricettive, agriturismi e bed and breakfast, riconducibili alla sezione 55 di cui ai codici Ateco.

Le strutture in questione, a titolo indicativo e non esaustivo, possono essere: alberghi, resort, motel, aparthotel (hotel&residence), pensioni, hotel attrezzati per ospitare conferenze (inclusi quelli con attività mista di fornitura di alloggio e somministrazione di pasti e bevande), villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna (inclusi quelli con attività mista), colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence, alloggi connessi alle aziende agricole, chalet, villette e appartamenti o bungalow per vacanze e cottage senza servizi di pulizia. Nell’elenco sono inclusi anche coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica stagionale.

In ogni caso, la struttura deve dichiarare di essere in possesso dei titoli previsti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico-ricettiva attraverso l’apposita procedura web, disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia. Inoltre, la circolare precisa che sono escluse dal bonus le strutture che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica non esercitata abitualmente.

Per cosa è possibile usarlo?

La circolare del 3 luglio sottolinea che il bonus vacanze deve essere utilizzato in un’unica soluzione, senza possibilità di frazionamento, e non può essere oggetto di rimborso in caso di mancata fruizione del soggiorno. Quindi, nel caso in cui per la prestazione del servizio turistico sia emessa una fattura in acconto e una fattura a saldo, con i relativi pagamenti, l'incentivo potrà essere utilizzato solo in relazione ad uno dei due pagamenti.

il tax credit vacanze non può essere utilizzato sulle prestazioni rese da più fornitori, escluse quelle per servizi accessori come per esempio i servizi balneari indicati nella stessa fattura dall’unico fornitore. Ad esempio, nel caso di un soggiorno presso una struttura alberghiera con fattura emessa da un primo fornitore, è possibile includere ai fini dell’agevolazione i costi per la fruizione dei servizi balneari da parte di un secondo fornitore solo se gli stessi sono indicati nell’unica fattura emessa dal primo fornitore. 

In quanto tempo e come ricevere il bonus

Il bonus è utilizzabile per il pagamento di una sola vacanza trascorsa in Italia in una delle strutture ricettive "ammesse", dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Pertanto, l'agevolazione serve esclusivamente per soggiorni in relazione ai quali almeno un giorno ricada in questo periodo di riferimento. Inoltre, il bonus spetta in relazione ad un unico soggiorno - fruito nel periodo di riferimento - e deve essere utilizzato in relazione al pagamento effettuato a favore della struttura turistica fornitrice del servizio.

Se si parla di utenti, è  necessario installare ed effettuare l’accesso all'app per dispositivi mobili IO, resa disponibile da PagoPA Spa, per richiedere il bonus vacanze. Una volta entrati nell’applicazione, a cui si accede mediante l’identità digitale Spid o la Carta d’identità elettronica (Cie 3.0), il contribuente potrà richiedere l'agevolazione, dopo aver verificato di averne diritto. In caso positivo otterrà un codice univoco e un QR-code, indispensabili per la fruizione del bonus.

Il documento dell'Agenzia spiega che il credito non può essere utilizzato per effettuare pagamenti attraverso l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici, anche non residenti, diversi da agenzie di viaggio e tour operator

Le strutture ricettive, invece, al fine di utilizzare il credito d’imposta corrispondente allo sconto concesso al cliente devono documentare il totale del corrispettivo con "fattura elettronica o documento commerciale", i quali devono riportare il codice fiscale del soggetto richiedente il credito. Per coloro che non sono tenuti a emettere fattura elettronica è valida anche l’emissione di una fattura, di un documento commerciale non elettronico o di uno scontrino o ricevuta fiscale, così come previsto dal provvedimento dell’Agenzia dello scorso 17 giugno. Ne consegue che anche i forfettari possono applicare lo sconto in esame.

In particolare, il fornitore recupera lo sconto effettuato mediante un credito d’imposta di pari importo fruibile esclusivamente in compensazione, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto. L’operazione va effettuata tramite modello F24 da presentare esclusivamente online, inserendo il codice tributo "6915" istituito con la risoluzione n. 33 del 25 giugno 2020.

Cessione bonus vacanze 2020

L'alternativa all’utilizzo in compensazione è rappresentata dalla possibilità di cedere il credito d’imposta, anche parzialmente, a terzi anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché a istituti di credito o intermediari finanziari, comunicando la cessione attraverso la piattaforma disponibile in un’apposita sezione dell’area riservata del sito dell’Agenzia. Il cessionario, a sua volta, può trasferirlo ovvero utilizzare il credito d'imposta, non ulteriormente ceduto, con le stesse modalità previste per il cedente, previa conferma della cessione da comunicare attraverso la stessa piattaforma.

Nel "Manuale cessione crediti", disponibile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate nell’area tematica dedicata al bonus vacanze, è illustrato il semplice tracciato da seguire per effettuare l’operazione di cessione del credito.

Il vademecum esorta a imboccare, all’interno dell’area riservata del sito dell’Agenzia, il percorso "la mia scrivania / Servizi per / Comunicare", per poi aprire il collegamento alla "Piattaforma Cessione Crediti", dove sono esposti tutti gli eventuali crediti d’imposta cedibili della stessa struttura ricettiva, e trovarsi di fronte a quattro funzioni più che intuitive:

  • monitoraggio crediti,
  • cessione crediti,
  • accettazione crediti,
  • lista movimenti.

La brochure fornisce indicazioni puntuali, in ciascuna di queste sezioni, su come muoversi, attraverso le immagini che via via appariranno sullo schermo dell’interessato e fornendo le dovute precisazioni per sciogliere i potenziali dubbi.

Le critiche di operatori e piattaforme online al bonus vacanze

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