Cura Italia: il decreto MISE sulla Sezione speciale del Fondo di Garanzia

Fondo Garanzia PMI - Foto da PexelsIl Ministero dello Sviluppo economico ha approvato il decreto che aggiorna le modalità operative del Fondo centrale di garanzia alla luce della Sezione speciale da 1,7 miliardi prevista dal Cura Italia per assistere i finanziamenti alle PMI colpite dal Covid oggetto di moratoria bancaria.

Come il coronavirus cambia il Fondo di garanzia per le PMI

Il decreto ministeriale del 9 luglio 2020 stabilisce le condizioni di ammissione alla Sezione speciale del Fondo di garanzia PMI prevista dall'articolo 56 del decreto Cura Italia. Le nuove regole si applicheranno a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione del comunicato in Gazzetta ufficiale.

La sezione Speciale del Fondo di garanzia PMI nel decreto Cura Italia

Il decreto Cura Italia ha previsto che le PMI colpite dall'epidemia di Covid-19 possano avvalersi di una serie di misure in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche e altri intermediari finanziari e che le operazioni oggetto della moratoria siano assistite, su richiesta dei soggetti finanziatori, da un'apposita Sezione speciale del Fondo centrale di garanzia da 1.730 milioni di euro.

In particolare, il comma 2 dell'articolo 56 prevede che:

  • a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o a quella di pubblicazione del decreto Cura Italia, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
  • b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
  • c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti (è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale).

Queste opzioni sono accessibili previa comunicazione, corredata della dichiarazione con la quale l'impresa autocertifica di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della pandemia. Le misure sono destinate alle PMI le cui esposizioni debitorie non siano classificate, alla data di pubblicazione del decreto, come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditizi.

Il decreto MISE e le modalità operative della Sezione speciale

La garanzia della Sezione speciale, spiega il decreto ministeriale, è prevista ai sensi del Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19, ha natura sussidiaria ed è concessa a titolo gratuito e senza valutazione del merito di credito del soggetto beneficiario finale, sulle operazioni finanziarie non già garantite dal Fondo che abbiano beneficiato di una delle misure di sostegno previste dall’articolo 56, comma 2, del dl Cura Italia.

Per quanto riguarda la misura di cui alla lettera a) del comma 2, cioè il mantenimento delle linee a breve termine a revoca fino al 30 settembre 2020, la garanzia della Sezione speciale è concessa nella misura del 33% sulla differenza tra l’importo accordato originario e l’importo utilizzato alla data di pubblicazione del dl Cura Italia (17 marzo 2020).

Per quanto le operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura di cui alla lettera b), cioè la proroga contrattuale al 30 settembre 2020 delle linee a breve scadenza, la garanzia è concessa nella misura del 33% sull’ammontare dell’esposizione per capitale e interessi, contrattuali e di mora, e delle eventuali spese legali sostenute.

Infine, con riferimento alle operazioni finanziarie che hanno beneficiato della misura di cui alla lettera c), cioè la sospensione del pagamento della quota capitale e interessi delle rate in scadenza fino al 30 settembre 2020, la garanzia è concessa nella misura del 33% sull’importo dell’esposizione per capitale e interessi, contrattuali e di mora, e delle eventuali spese legali sostenute.

I soggetti richiedenti - quindi le banche, gli intermediari, le imprese di assicurazione, gli operatori di microcredito, i gestori e le SFIS, nonché qualsiasi altro soggetto abilitato alla concessione di credito in Italia - possono inoltrare al Gestore del Fondo le richieste di ammissione alla garanzia non oltre il trentesimo giorno successivo alla data del termine delle misure, quindi non oltre il 30 ottobre 2020, attraverso il Portale FdG.

Il Gestore del Fondo assegna alle richieste pervenute un numero di posizione identificativo e comunica ai soggetti richiedenti, nonché ai soggetti beneficiari finali, mediante PEC, il numero di posizione assegnato e il responsabile dell’unità organizzativa competente per l’istruttoria.

L’ammissione alla garanzia è deliberata dal Consiglio di gestione subordinatamente alla esistenza di disponibilità impegnabili a carico della Sezione speciale, il cui esaurimento viene comunicato tempestivamente sul sito del Fondo di garanzia.

Per ciascuna operazione ammessa alla garanzia viene accantonato, a copertura del rischio, un importo non inferiore al 6% dell'importo garantito a valere sulla dotazione della Sezione speciale.

L'escussione della garanzia può essere richiesta dai soggetti finanziatori se siano state avviate, nei 18 mesi successivi al termine delle misure di sostegno, le procedure esecutive in relazione all'inadempimento totale o parziale delle esposizioni (lettera a), al mancato pagamento, anche parziale, delle somme dovute per capitale e interessi relative ai prestiti prorogati (lettera b) o all'inadempimento di una o più rate di prestiti o canoni di leasing sospesi (lettera c).

Per approfondire: Guida al Fondo di garanzia PMI

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.