Nuove domande Cassa integrazione, primi chiarimenti dall'INPS

Cassa integrazione - Photo credit: Foto di Kateryna Babaieva da PexelsIn che modo il decreto Agosto ha modificato la Cassa integrazione per l'emergenza Covid-19? In attesa della pubblicazione delle circolari con i chiarimenti sui trattamenti di integrazione salariale e delle relative istruzioni operative, l'INPS fornisce una prima panoramica delle novità sul fronte CIGO, CIGD, ASO e CISOA.

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Il decreto Agosto (dl 104-2020) ha rinnovato l'impianto degli ammortizzatori sociali connessi alla pandemia di Coronavirus previsti dal Cura Italia e dal dl Rilancio sia relativamente ai criteri di ammissione alla Cassa integrazione, che introducendo l’obbligo del versamento di un contributo addizionale a carico delle aziende che vi ricorrono. Con il messaggio n. 3131 del 21 agosto 2020 l'INPS ripercorre le principali novità e ricorda le scadenze per l'invio delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale.

Tutte le misure del decreto Agosto

Cassa integrazione Covid-19, le novità del decreto Agosto

Il decreto-legge n. 104-2020 ha anzitutto rideterminato il periodo dei trattamenti di integrazione salariale, Cassa integrazione ordinaria (CIGO) e in deroga (CIGD), e dell’assegno ordinario (ASO) richiedibili, nel secondo semestre 2020, dai datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica.

In sintesi, spiega l'INPS nel messaggio n. 3131-2020, i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza da Covid-19 possono richiedere l'accesso agli ammortizzatori sociali per una durata massima di nove settimane, per periodi decorrenti dal 13 luglio 2020 al 31 dicembre 2020, incrementate di ulteriori nove settimane, per un massimo di diciotto settimane nello stesso arco temporale, solo laddove il periodo precedente di nove settimane sia stato già interamente autorizzato e integralmente decorso.

Il decreto Agosto conferma il meccanismo dell’invio di due domande distinte per i due periodi, ma con una novità: mentre alle prime nove settimane si accede senza alcuna specifica condizione, il ricorso alle ulteriori nove settimane è collegato alla verifica del fatturato delle aziende richiedenti, da cui può discendere l'obbligo di versamento di un contributo addizionale da parte dell'impresa.

In particolare, è previsto un contributo addizionale, da calcolarsi sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa:

  • con aliquota del 18% per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato nel raffronto tra il primo semestre 2020 e il primo semestre 2019;
  • con aliquota del 9% per i datori di lavoro che, nel primo semestre 2020, hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20% rispetto a quello del corrispondente semestre del 2019.

Nessun onere, invece, per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% o che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019.

La sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato viene autocertificata dai datori di lavoro presentando, insieme alla domanda di concessione dei trattamenti una dichiarazione di responsabilità, resa ai sensi di quanto previsto dall’articolo 47 del D.P.R. n. 445-2000. In mancanza di tale autocertificazione, il contributo addizionale sarà richiesto nella misura massima del 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Per le richieste relative alle prime nove settimane, o per il minor periodo che risulta scomputando i periodi già richiesti o autorizzati ai sensi della precedente normativa decorrenti dal 13 luglio 2020, i datori di lavoro dovranno continuare a utilizzare la causale “COVID-19 nazionale”, mentre l'INPS anticipa che saranno fornite apposite istruzioni per l'invio delle domande relative alle ulteriori nove settimane.

In sede di prima applicazione della norma, la scadenza è fissata al 30 settembre 2020 sia per le domande di trattamenti con inizio della sospensione/riduzione dal 1° al 12 luglio 2020 che quelle con inizio di sospensione/riduzione dal 13 luglio 2020. Fissata al 30 settembre 2020 anche l'ultima data utile per l’invio delle domande per il pagamento o al saldo dei trattamenti di CIGO, CIGD e ASO che, in via ordinaria, scadrebbero nel periodo ricompreso tra il 1° e il 31 agosto 2020.

A regime, invece, le domande dovranno essere inoltrate all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. E in caso di pagamento diretto da parte dell'Istituto, il datore di lavoro è tenuto ad inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del provvedimento di concessione.

CISOA, la Cassa integrazione guadagni nel settore agricolo

Il messaggio INPS ricorda che il decreto Agosto ha previsto un ulteriore possibile periodo di accesso ai trattamenti di Cassa integrazione anche per i datori di lavoro del settore agricolo che nell’anno 2020 sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica.

La CISOA è prevista per una durata massima di 50 giorni, nel periodo ricompreso tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020. I periodi di integrazione già richiesti e autorizzati che si collocano, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020, sono imputati ai 50 giorni.

A differenza degli altri trattamenti, l’ulteriore periodo di CISOA non è in alcun modo collegato alla verifica dell’andamento del fatturato aziendale, né è subordinato al versamento di un contributo addizionale.

Le modalità di invio delle domande saranno definite con un successivo messaggio INPS.

Ammortizzatori sociali per lavoratori delle ex zone rosse

Il decreto Agosto ha stanziato anche 59,3 milioni di euro per finanziare una specifica tutela per i lavoratori domiciliati o residenti nei Comuni appartenenti alle ex zone rosse che siano stati impossibilitati a raggiungere il luogo di lavoro in conseguenza delle ordinanze emesse dalle Autorità pubbliche territorialmente competenti prima dell’entrata in vigore del dl.

I datori di lavoro operanti nelle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia che abbiano sospeso l’attività lavorativa, anche limitatamente alla prestazione dei soggetti sopra indicati, a causa dell'impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte di tali dipendenti, possono quindi presentare domanda di accesso ai trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, CIG in deroga, assegno ordinario e CISOA con la specifica causale «COVID-19 - Obbligo permanenza domiciliare».

I trattamenti sono concessi per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020, e in relazione alla durata delle misure previste dai provvedimenti emanati dalle pubbliche Autorità, fino a un massimo di quattro settimane complessive.

Le istanze devono essere trasmesse all'INPS entro il 15 ottobre 2020, mentre le richieste di pagamento diretto della prestazione da parte dell'Istituto devono essere inoltrate, con tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale, entro il 15 novembre 2020.

Cassa integrazione lavoratori sportivi: via alle domande sul sito INPS

> Leggi il messaggio INPS n. 3131 del 21 agosto 2020

Photo credit: Foto di Kateryna Babaieva da Pexels

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