Intelligenza artificiale: Parlamento UE approva linee guida per uso militare e civile

Intelligenza artificialeL'obiettivo è definire un approccio comune a livello europeo per l'applicazione dell'intelligenza artificiale in diversi campi, mettendo l'uomo al centro e rispettando i diritti fondamentali.

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Come annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen, all'inizio del 2021 la Commissione europea presenterà una proposta legislativa sull'uso dell'intelligenza artificiale, dando seguito agli impegni già delineati nell'ambito del pacchetto sul digitale e, in particolare, nel libro bianco sull'IA.

Parlamento europeo e Consiglio sono al lavoro per definire gli aspetti che dovranno essere al centro della nuova regolamentazione UE: etica, proprietà intellettuale e applicazione dell'IA in diversi ambiti (militare, giustizia, salute, ecc).

Le regole UE sull'intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale: le proposte del Parlamento UE su etica e proprietà intellettuale

Già durante la plenaria del 20 ottobre 2020 il Parlamento europeo ha approvato due iniziative legislative e una relazione in cui affronta diversi temi legati all'uso dell'IA: principi etici, responsabilità per i danni causati dall'IA e di proprietà intellettuale.

Nelle prima iniziativa legislativa si sollecita la Commissione UE a presentare un nuovo quadro giuridico che delinei i principi etici e gli obblighi legali da seguire nello sviluppo, nell'implementazione e nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate nell'UE, compresi software, algoritmi e dati.

Le future leggi dovranno improntarsi a diversi principi, tra cui:

  • un'intelligenza artificiale antropocentrica e antropogenica;
  • sicurezza, trasparenza e responsabilità;
  • garanzie contro distorsioni e discriminazioni;
  • diritto di ricorso;
  • responsabilità sociale e ambientale e rispetto della privacy e protezione dei dati.

Inoltre, le tecnologie IA ad alto rischio, come quelle con capacità di auto-apprendimento, dovrebbero essere progettate in modo da consentire la sorveglianza umana in qualsiasi momento. Se viene utilizzata una funzionalità che potrebbe comportare una grave violazione dei principi etici e risultare pericolosa, le capacità di auto-apprendimento dovrebbero essere disabilitate e dovrebbe essere ripristinato il pieno controllo umano.

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Nella seconda iniziativa legislativa, invece, gli eurodeputati richiedono un quadro giuridico in materia di responsabilità civile orientato al futuro, che renda gli operatori IA ad alto rischio oggettivamente responsabili dei danni che ne possono derivare. Un quadro giuridico chiaro contribuirà a stimolare l'innovazione fornendo alle imprese la certezza del diritto, proteggendo i cittadini e promuovendo la loro fiducia nelle nuove tecnologie.

Le regole dovrebbero essere applicate alle attività di IA fisiche o virtuali che danneggiano o influiscono sulla vita, la salute, l'integrità fisica, il patrimonio, o che causano un rilevante danno immateriale che si traduce in una "perdita economica verificabile". Sebbene le tecnologie di IA ad alto rischio siano ancora rare, gli europarlamentari ritengono che i loro operatori dovrebbero avere un'assicurazione simile a quella per i veicoli a motore.

Nella relazione, infine, l'Europarlamento chiarisce che la leadership globale dell'UE in materia di IA richiede un sistema efficace di diritti di proprietà intellettuale (DPI) e salvaguardie per far sì che il sistema europeo dei brevetti protegga gli sviluppatori innovativi.

Secondo gli eurodeputati è importante distinguere tra le creazioni umane ottenute con l'assistenza dell'IA e quelle generate autonomamente dall'IA. L'IA non dovrebbe avere personalità giuridica. La proprietà dei DPI dovrebbe essere quindi concessa solo agli esseri umani. Inoltre, nel testo si approfondisce ulteriormente il tema del diritto d'autore, della raccolta di dati, dei segreti commerciali, dell'uso di algoritmi e del deepfake.

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IA e diritti fondamentali: mettere l'uomo al centro

Il 21 ottobre 2020 il Consiglio ha invece adottato le sue conclusioni sull'IA e la Carta dei diritti fondamentali, sottolineando che lo sviluppo e l'applicazione dell'intelligenza artificiale devono andare di pari passo con il rispetto di tali diritti, sulla base di un approccio umanocentrico.

Dignità, libertà ed uguaglianza sono i principi guida che l'Unione e gli Stati membri devono tenere a mente al fine di delineare il nuovo quadro UE sull'IA, tutelando i diritti dei cittadini in ogni ambito.

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L'uso dell'IA in ambito militare e civile

Il 20 gennaio 2021, infine, l'Europarlamento ha approvato le linee guida per l'utilizzo dell'IA in campo militare e civile.

Per quanto riguarda le applicazioni in ambito militare, gli eurodeputati hanno concordato che i sistemi d'arma autonomi letali (Laws) dovrebbero essere usati solo come ultima risorsa ed essere legali solo se soggetti al controllo umano. Secondo l'Europarlamento, l'UE deve assumere un ruolo guida nella promozione di un quadro globale sull'uso militare dell'IA, insieme alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale.

In ambito civile, poi, l'aumento dell'uso dei sistemi di IA nei servizi pubblici, specialmente nella sanità e nella giustizia, non dovrebbe sostituire il contatto umano o generare discriminazioni. Quando l'IA viene utilizzata nell’ambito della salute pubblica (ad esempio, chirurgia assistita da robot, protesi intelligenti, medicina preventiva), i dati personali dei pazienti devono essere protetti e il principio della parità di trattamento deve essere rispettato.

Nel settore della giustizia, invece, l'uso delle tecnologie dell'IA può contribuire ad accelerare i procedimenti e a prendere decisioni più razionali, ma le decisioni finali dei tribunali devono essere prese da esseri umani, rigorosamente verificate da una persona, garantendo il diritto ad un giusto processo.

Nella risoluzione gli europarlamentari richiamano l’attenzione anche sulle minacce ai diritti umani fondamentali e alla sovranità dello Stato derivanti dall'uso delle tecnologie di IA nella sorveglianza civile e militare di massa. Il Parlamento UE chiede che alle autorità pubbliche sia vietato l'uso di "applicazioni altamente invasive di punteggio sociale" (per il monitoraggio e la valutazione dei cittadini).

Preoccupano poi le tecnologie di deepfake, che hanno il potenziale di "destabilizzare i paesi, diffondere la disinformazione e influenzare le consultazioni elettorali". I creatori dovrebbero essere obbligati ad etichettare tale materiale come "non originale" e si dovrebbe fare più ricerca sulle tecnologie in grado di contrastare questo fenomeno.

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