Mipaaf: in arrivo i contributi del Fondo grano duro

Grano - Foto di Luisella Planeta Leoni da Pixabay In Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero delle Politiche agricole che fissa i criteri di accesso alle risorse del Fondo Grano duro. A disposizione 40 milioni di euro da qui al 2022.

Mipaaf – 40 milioni di euro per la filiera grano-pasta

Aggregazione dei produttori, sostegno ai contratti di filiera, qualità e tracciabilità del prodotto. Sono le priorità del Fondo grano duro previsto dal decreto-legge Enti locali per contrastare il crollo dei prezzi nel settore.

A disposizione dei produttori di grano 100% italiano ci sono 40 milioni di euro: 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, e 2022, oltre ai residui di stanziamento relativi all’esercizio finanziario 2019 pari a ulteriori 10 milioni di euro.

Il decreto Mipaaf sul Fondo grano duro

Con il decreto del 20 maggio 2020, pubblicato il 7 luglio in Guri, il Mipaaf ha definito le condizioni e le procedure per l’ammissione al contributo del Fondo Grano duro.

Obiettivo dello strumento è:

  • sostenere l’aggregazione e l’organizzazione economica dei produttori di grano duro e dell’intera filiera produttiva e favorire le ricadute positive sulle produzioni agricole;
  • valorizzare i contratti di filiera nel comparto cerealicolo;
  • migliorare e valorizzare la qualità del grano duro attraverso l’uso di sementi certificate;
  • favorire investimenti per la tracciabilità e la certificazione della qualità del grano duro.

I contributi sono destinati alle imprese agricole che abbiano già sottoscritto entro il 31 dicembre dell’anno precedente al termine di scadenza della domanda - non ancora definito - direttamente o attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute di cui sono socie, contratti di filiera di durata al meno triennale.

L'aiuto è pari a 100 euro per ogni ettaro coltivato a grano duro nel periodo autunno/inverno dell’annualità precedente alla domanda di contributo, nel limite di 50 ettari.

Il decreto Mipaaf specifica inoltre che i contributi sono concessi nel limite dell’importo massimo di 20.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari e sono erogati in una o più soluzioni sulla base delle risorse disponibili per ciascuna delle annualità.

Le domande dovranno essere presentate al soggetto gestore, che effettuerà le verifiche propedeutiche alla concessione dell’aiuto individuale in regime de minimis, avvalendosi del supporto del Registro nazionale aiuti.

Covid-19: nuovi bandi UE per aumentare le vendite dei prodotti agricoli

Decreto 20 maggio 2020 – Gazzetta ufficiale del 7 luglio 2020

Photo credit: Foto di Luisella Planeta Leoni da Pixabay 

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.