Reddito Inclusione - REI: i nuovi requisiti di accesso

Reddito inclusioneDal 1° giugno 2018 cambiano i requisiti per accedere al Reddito di Inclusione (REI), la misura nazionale di contrasto alla povertà che ha sostituito il Sostegno per l'inclusione attiva (SIA) e l'Assegno di disoccupazione (ASDI). I chiarimenti dell'INPS.

Reddito Inclusione - REI: il nuovo modello di domanda 

Con il messaggio n. 1972 dell'11 maggio 2018 l'INPS ha chiarito che - in virtù delle modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2018 - i requisiti relativi alla composizione del nucleo familiare per l'accesso al REI sono abrogati a partire dal 1° giugno 2018.

Inclusione sociale - il Piano nazionale contro la poverta'

Cos'è il REI

Il Reddito di inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica.

I cittadini possono richiederlo presso il Comune di residenza o eventuali altri punti di accesso che indicati dai Comuni stessi.

Il REI si compone di due parti:

  • un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI);
  • un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.

Poverta' – 900 mila beneficiari di REI e SIA nel primo trimestre 2018

Requisiti di accesso, cosa cambia

Per richiedere il REI le famiglie devono soddisfare una serie di requisiti. La Legge di bilancio 2018 ha abrogato i requisiti relativi alla composizione del nucleo familiare, mentre rimangono in vigore quelli relativi alla residenza e alla condizione economica.

Per quanto riguarda i requisiti di residenza e soggiorno, il componente che richiede il REI deve essere congiuntamente:

  • cittadino dell'Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

Con riferimento alla condizione economica, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso congiuntamente di:

  • un valore ISEE in corso di validità non superiore a 6mila euro;
  • un valore ISRE (l'indicatore reddituale dell'ISEE, ossia l'ISR diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore a 3mila euro;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola).

Risorse per reddito inclusione, fondo morosita’ e centri antiviolenza

Chiarimenti dell'INPS

In base ai chiarimenti dell'INPS l’abrogazione dei requisiti relativi alla composizione del nucleo familiare opererà a partire dalle domande presentate dal 1° giugno 2018.

Le domande presentate nell’anno in corso e fino al 31 maggio 2018, non accoglibili per la sola mancanza dei requisiti familiari, saranno invece sottoposte a riesame di ufficio (dopo l’entrata in vigore della modifica normativa), con verifica dei requisiti alla data del 1° giugno 2018.

Fondo Povertà, firmato il decreto che trasferisce le risorse ai territori

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, e il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, hanno firmato il decreto che trasferisce ai territori le risorse per rafforzare i servizi di accompagnamento delle persone in condizione di povertà nei percorsi di attivazione e di inclusione sociale, secondo quanto previsto nel Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà approvato il 22 marzo dalla Rete della protezione e dell'inclusione sociale.

Le risorse, stanziate dal Fondo Povertà, ammontano a circa 300 milioni di euro nel 2018, che salgono a 470 milioni dal 2020 e per gli anni successivi.
Tra i fondi, si distinguono 20 milioni di euro l'anno in favore delle persone in povertà estrema e senza dimora, da utilizzare secondo l'approccio del cosiddetto housing first, un modello strategico integrato di intervento dei servizi sociali che pone la casa come prima soluzione ai problemi di chi vive in strada.

Vengono stanziati anche 5 milioni di euro l'anno per finanziare interventi innovativi indirizzati ai neo maggiorenni che vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Di natura sperimentale, questo tipo di intervento intende prevenire le condizioni di povertà e fornire ai ragazzi in condizioni di fragilità strumenti utili a completare il percorso di crescita verso l'autonomia.

Inoltre, l'11 maggio si è anche insediato il Comitato per la lotta alla povertà, l'organismo tecnico di confronto permanente tra i diversi livelli di governo (regioni, comuni) per l'attuazione del REI. Nel corso dell'incontro, il Comitato ha condiviso lo schema della strumentazione che supporterà gli operatori sociali nella definizione dei progetti personalizzati per i beneficiari del REI. Attraverso l'analisi multidimensionale dei bisogni e delle risorse delle famiglie più vulnerabili, e insieme a loro, i servizi porranno costruire percorsi uniformi ed efficaci di uscita dalla povertà.

> INPS messaggio n. 1972 dell'11 maggio 2018

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