Bonus pubblicita' - come presentare domanda

Bonus pubblicitàAggiornato il 10 ottobre 2018. Le somme fatturate da società concessionarie della raccolta pubblicitaria sono interamente ammissibili ai fini del calcolo del bonus pubblicità. I chiarimenti del Dipartimento per l'informazione e l'editoria.

Bonus pubblicita' - il modello per richiedere il credito d'imposta

Come funziona il bonus pubblicità

Il bonus pubblicità è destinato alle imprese e ai lavoratori autonomi, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, e agli enti non commerciali, in relazione agli investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on-line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, effettuati a partire dal 1° gennaio 2018, il cui valore superi di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.

L’incremento percentuale è riferito al complesso degli investimenti effettuati, rispetto all’anno precedente, sugli stessi mezzi di informazione.

Bonus pubblicita' – il testo del regolamento sul credito di imposta

E' previsto inoltre l'accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 solo sulla stampa quotidiana e periodica, anche on-line, purché il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati dai medesimi soggetti sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016.

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, tenendo conto del limite massimo complessivo delle risorse di bilancio annualmente appositamente stanziate. L'intensità dell'incentivo potrà essere elevata al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e nel caso di startup innovative, una volta perfezionata con esito positivo la procedura di notifica della maggiorazione alla Commissione europea, in pendenza della quale è concessa la misura ordinaria del 75%.

Le risorse stanziate per il 2018 ammontano a 62,5 milioni di euro, di cui 50 milioni per gli investimenti sulla stampa (20 milioni per gli investimenti effettuati nel secondo semestre del 2017, più 30 milioni per quelli da effettuare nel 2018) e 12,5 milioni per gli investimenti da effettuare nel 2018 sulle emittenti radio-televisive.

Come presentare domanda

Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare:

  • la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, prevista dall’articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato;  
  • la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” per dichiarare, ai sensi dell’articolo  47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all’articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018.

Per gli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno 2018, la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta può essere presentata dal 22 settembre al 22 ottobre 2018. Entro gli stessi termini va presentata la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” per gli investimenti effettuati nell’anno 2017.

La dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati nell’anno 2018 è presentata dal 1° al 31 gennaio dell’anno 2019.

> Agenzia delle Entrate: istruzioni bonus pubblicità

Aggiornamento: FAQ sul bonus pubblicità

Le FAQ sul bonus pubblicità, costantemente aggiornate dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria, riguardano diverse tematiche, dalle modalità di accesso al credito d'imposta alle tipologie di pubblicità ammesse.

Il Dipartimento ricorda che il bonus pubblicità è riconosciuto soltanto per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulle emittenti radiofoniche e televisive locali, analogiche o digitali, iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione, ovvero su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, in edizione cartacea o digitale, iscritti presso il competente Tribunale, ovvero presso il menzionato Registro degli operatori di comunicazione, e dotati in ogni caso della figura del direttore responsabile.

Non sono pertanto ammesse al credito d’imposta le spese sostenute per altre forme di pubblicità, come ad esempio, a titolo esemplificativo e non esaustivo: grafica pubblicitaria su cartelloni fisici, volantini cartacei periodici, pubblicità su cartellonistica, pubblicità su vetture o apparecchiature, pubblicità mediante affissioni e display, pubblicità su schermi di sale cinematografiche, pubblicità tramite social o piattaforme online, banner pubblicitari su portali online, ecc.

In merito ai costi pubblicitari rilevanti ai fini della concessione del credito d’imposta, il Dipartimento specifica che sono ammissibili le spese sostenute per l’acquisto di pubblicità, al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall'acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connesso.

Per quanto riguarda la modalità di pagamento delle fatture relative agli investimenti agevolabili sono consentiti i pagamenti effettuati con qualsiasi mezzo.

Il Dipartimento chiarisce anche che il bonus pubblicità non è cumulabile con altre agevolazioni (comprese, quindi, a titolo esemplificativo, patent box, credito di imposta per ricerca e sviluppo, ecc), laddove insista sui medesimi costi ammissibili.

Con riferimento agli investimenti pubblicitari effettuati attraverso società concessionarie, si specifica che sono ammissibili le somme complessivamente fatturate da società concessionarie della raccolta pubblicitaria, in quanto costituiscono, per l’operatore economico committente, l’effettiva spesa sostenuta per l’acquisto degli spazi pubblicitari.

Molto spesso infatti l’attività di ricerca e di acquisizione della pubblicità non è gestita dai media direttamente, ma tramite società specializzate (concessionarie) alle quali viene affidato sostanzialmente un incarico di mandato, al di là delle possibili diverse configurazioni del rapporto.

> FAQ

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