Legge Bilancio 2019: Commissione UE boccia manovra Italia

Moscovici e Dombrovskis - © European Union, 2018/Photo credit: Elyxandro CegarraLa Commissione europea rinvia al mittente il documento programmatico di bilancio presentato dall'Italia per il 2019. Tre settimane di tempo per presentare la nuova versione e sanare la frattura con Bruxelles.

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2019

L'attesa bocciatura della manovra italiana è arrivata. Dopo lo scambio di lettere dei giorni scorsi tra Bruxelles e Roma, per la prima volta la Commissione europea ha adottato un parere in cui chiede a uno Stato membro di presentare un documento programmatico di bilancio riveduto entro tre settimane.

Il documento presentato dall'Italia, si legge in una nota dell'Esecutivo UE, prevede infatti una deviazione particolarmente grave rispetto alle raccomandazione del Consiglio del 13 luglio 2018, in cui sedeva anche l'Italia, e non risulta in linea con gli impegni presentati nel programma di stabilità dell'aprile 2018.

Le dichiarazioni della Commissione UE

"La zona euro poggia su un forte rapporto di fiducia, sostenuto da norme che sono uguali per tutti. È nostro compito e nostro dovere difendere l'interesse comune e gli impegni reciproci assunti dagli Stati membri. Il debito italiano è tra i più elevati d'Europa e i contribuenti italiani spendono per il debito quasi quanto per l'istruzione. In tale ottica non abbiamo altra alternativa che chiedere al governo italiano di rivedere il documento programmatico di bilancio per il 2019 e auspichiamo di avviare un dialogo aperto e costruttivo nelle settimane a venire", ha dichiarato Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, nonché per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali.

"Il parere adottato oggi dalla Commissione non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno, in quanto il progetto di bilancio del governo italiano rappresenta una deviazione chiara e intenzionale dagli impegni assunti dall'Italia lo scorso luglio. Tuttavia non chiudiamo la porta: desideriamo infatti continuare un dialogo costruttivo con le autorità italiane. Accolgo con favore l'impegno del ministro Tria in tal senso e dobbiamo procedere in questo spirito nelle prossime settimane", ha aggiunto Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane.

Le motivazioni della bocciatura

La valutazione della Commissione del documento programmatico di bilancio indica uno scostamento significativo dal percorso di bilancio raccomandato dal Consiglio, spiega Bruxelles. Nel luglio 2018 il Consiglio ha raccomandato all'Italia di apportare un miglioramento strutturale dello 0,6% del PIL, mentre il documento programmatico di bilancio presentato dall'Italia prevede un deterioramento strutturale pari allo 0,8% del PIL nel 2019.

Il fatto che il documento programmatico di bilancio preveda un'espansione fiscale vicina all'1% del PIL, mentre il Consiglio aveva raccomandato un aggiustamento di bilancio, e le dimensioni della deviazione (un divario dell'1,4 % circa del PIL pari a 25 miliardi di €), continua la nota, non hanno precedenti nella storia del patto di stabilità e crescita.

Il rapporto debito pubblico/PIL dell'Italia, pari al 131,2% nel 2017, è il secondo più alto dell'Unione europea in termini relativi e tra i più alti al mondo. Ciò equivale a un onere medio pari a 37mila euro per abitante. I costi del servizio del debito assorbono un importo notevolmente maggiore di risorse pubbliche in Italia rispetto al resto della zona euro, a discapito della spesa produttiva del paese. Ad esempio, la spesa per interessi dell'Italia nel 2017 è ammontata a circa 65,5 miliardi di euro, pari al 3,8% del PIL, sostanzialmente la stessa quantità di risorse pubbliche destinate all'istruzione.

La riduzione del rapporto debito/PIL prevista dal documento è soggetta a rischi, secondo la Commissione, dato che si basa su ipotesi ottimistiche di crescita. Ciò significa che anche il rispetto da parte dell'Italia del parametro per la riduzione del debito, che impone una decrescita costante del livello del debito verso il valore di riferimento del 60% del PIL stabilito dal trattato, è a rischio.

Sebbene sia naturalmente prerogativa di ciascuno Stato membro stabilire priorità e determinare l'allocazione delle risorse di bilancio, chiarisce la Commissione, occorre mantenere anche gli impegni assunti e decisi congiuntamente al fine di perseguire un percorso di bilancio sostenibile. Da qui la richiesta di un documento programmatico di bilancio riveduto entro tre settimane dall'adozione del parere.

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© European Union, 2018/Photo credit: Elyxandro Cegarra

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