Bilancio UE post 2020 – accordo sul Fondo europeo per la difesa

Jyrki Katainen - © European Union, 2017/Source: EC - Audiovisual Service/Photo: Julie de BellaingDopo l'accordo sul Programma Europa digitale, arriva l'intesa provvisoria sul futuro di un altro strumento di finanziamento UE nel Quadro finanziario pluriennale 2021-2027: il Fondo europeo per la difesa.

Fondo europeo difesa – la posizione del Parlamento UE

Non c'è ancora un accordo sulle cifre, rinviato ai negoziati sul prossimo Bilancio pluriennale dell'Unione, ma Commissione, Parlamento e Consiglio hanno trovato la quadra sugli elementi principali dell'architettura del Fondo europeo per la difesa 2021-2027.

Lo strumento lanciato in via sperimentale nel giugno 2017 continuerà ad operare anche nella programmazione post 2020, con l'obiettivo di promuovere una base industriale della difesa innovativa e competitiva e di contribuire all'autonomia strategica dell'UE.

Sicurezza – Commissione UE lancia un Fondo per la difesa

"Grazie a questo accordo l'Europa compie un ulteriore passo nel diventare un garante più forte della sicurezza per i suoi cittadini. Il Fondo promuoverà l'innovazione tecnologica e la cooperazione nel settore europeo della difesa affinché l'Europa possa beneficiare di tecnologie e materiali di difesa all'avanguardia e interoperabili in ambiti nuovi quali l'intelligenza artificiale, i software cifrati, la tecnologia dei droni o la comunicazione via satellite”, ha spiegato la commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, Elżbieta Bieńkowska.

“Il Fondo europeo per la difesa aiuterà gli Stati membri a valorizzare maggiormente il denaro dei contribuenti, a promuovere un'industria della difesa forte e innovativa e a rafforzare l'autonomia e la leadership tecnologica dell'UE nel campo della difesa”, ha aggiunto il vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, Jyrki Katainen.

Il Fondo europeo per la difesa

Due le sezioni del Fondo:

  • una per la concessione di sovvenzioni destinate alla ricerca collaborativa in tecnologie e prodotti per la difesa innovativi, con una dotazione iniziale di 90 milioni di euro fino alla fine del 2019, interamente e direttamente a valere sul bilancio dell'Unione, nell'ambito dell'Azione preparatoria per la ricerca nella difesa;
  • l'altra, denominata Programma di sviluppo del settore industriale della difesa (EDIDP), per la concessione di incentivi affinché gli Stati membri cooperino nello sviluppo congiunto e nell'acquisizione di tecnologie e materiali di difesa, con un cofinanziamento, a titolo del bilancio dell'UE, di 500 milioni di euro per il 2019 e il 2020.

La Commissione ha già finanziato i primi progetti di cooperazione in materia di ricerca nel settore della difesa e nelle prossime settimane presenterà il nuovo programma di lavoro e l'ultimo invito a presentare proposte a valere sulla quota restante del bilancio per il 2019. Parallelamente, l'Esecutivo UE sta lavorando con gli Stati membri al primo work programme per il Programma EDIDP, al fine di cofinanziare progetti industriali comuni nell'ambito del bilancio dell'UE per il periodo 2019-2020.

Fondo europeo difesa – finanziamenti per ricerca e sviluppo industriale

Nell'ambito delle sue proposte per il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 la Commissione ha confermato lo strumento, assegnandogli 13 miliardi di euro, di cui 4,1 miliardi per il finanziamento diretto di progetti di ricerca e 8,9 miliardi per integrare gli investimenti industriali e lo sviluppo di capacità.

L'accordo sul Fondo post 2020

Come per le altre politiche settoriali, le istituzioni UE hanno deciso di escludere dal tavolo del negoziato la questione del budget del Fondo, insieme ad alcune questioni orizzontali, che dipende dal confronto tra gli Stati membri sul QFP post 2020.

Dal momento che l'obiettivo più realistico sembra essere al momento il raggiungimento di un accordo sulla dotazione del prossimo bilancio UE nell'autunno del 2019, Commissione, Europarlamento e Consiglio si sono concentrati solo sui meccanismi di funzionamento del Fondo europeo per la difesa 2021-2027 e sui criteri di accesso ai finanziamenti UE, raggiungendo un accordo su alcuni elementi chiave.

In particolare:

  • il Fondo sosterrà l'intera fase di sviluppo industriale, dalla ricerca allo sviluppo di prototipi fino alle certificazioni;
  • il Fondo finanzierà progetti collaborativi di ricerca principalmente attraverso sovvenzioni;
  • oltre alla fase di ricerca e progettazione, finanziabile fino al 100%, il bilancio dell'UE sarà disponibile per integrare gli investimenti degli Stati membri cofinanziando i costi connessi allo sviluppo di prototipi (fino al 20%) e alle conseguenti attività di collaudo, qualificazione e certificazione (fino all'80%);
  • il Fondo incentiverà i progetti che prevedano la partecipazione transfrontaliera alla filiera della difesa di numerose PMI e imprese a media capitalizzazione offrendo tassi di finanziamento più elevati;
  • i progetti nel contesto della cooperazione strutturata permanente europea (PESCO), se ammissibili, potranno ricevere un'ulteriore maggiorazione del cofinanziamento del 10%, ma il finanziamento non sarà automatico;
  • i progetti saranno definiti in base alle priorità di difesa concordate dagli Stati membri nel quadro della Politica estera e di sicurezza comune, in particolare nel contesto del Piano di sviluppo delle capacità (CDP), ma potranno anche essere prese in considerazione priorità regionali e internazionali, ad esempio nel quadro della NATO;
  • di norma saranno ammissibili solo i progetti collaborativi che coinvolgano almeno tre soggetti idonei provenienti da almeno tre Stati membri o paesi associati;
  • una quota della dotazione di bilancio compresa tra il 4% e l'8% sarà destinata all'innovazione dirompente e ad alto rischio, che darà impulso alla leadership tecnologica e all'autonomia di difesa dell'Europa a lungo termine.

Compromesso raggiunto anche su un altro tema particolarmente importante: la partecipazione da parte di soggetti extra UE. In linea di principio solo i soggetti stabiliti nell'Unione o nei paesi associati che non sono controllati da paesi terzi o da soggetti giuridici di paesi terzi saranno ammissibili al finanziamento. Le controllate di società di paesi terzi con sede nell'UE potranno, in via eccezionale, essere ammissibili al finanziamento a determinate condizioni, per garantire che gli interessi di sicurezza e di difesa dell'UE e degli Stati membri non siano messi a repentaglio.

I soggetti stabiliti al di fuori dell'UE non riceveranno quindi alcun finanziamento dell'UE, ma potranno partecipare ai progetti di cooperazione. L'UE non esclude quindi nessuno dal Fondo europeo per la difesa, ma fissa condizioni per ricevere finanziamenti simili a quelle cui le imprese dell'Unione sono soggette sui mercati dei paesi terzi.

L'accordo politico raggiunto in via preliminare in sede di trilogo dovrà ora essere approvato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

© European Union, 2017/Source: EC - Audiovisual Service/Photo: Julie de Bellaing

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