Non solo super ammortamento: gli incentivi nel decreto crescita

Decreto crescitaPassa “salvo intese” al Consiglio dei ministri il decreto crescita. Fra le misure per le imprese  “grandi ritorni”, come il super ammortamento, ma anche un ritocco alla Nuova Sabatini e l’addio alla mini-Ires.

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E' ampio il ventaglio di interventi che riguardano le imprese inclusi nella bozza del decreto crescita, approvato "salvo intese" in Consiglio dei Ministri.

Il super ammortamento esce dalla porta e rientra dalla finestra

Introdotto con la legge di Stabilità 2016, il super ammortamento è la deduzione extracontabile del 40% per gli investimenti in beni strumentali nuovi, impianti e macchinari effettuati da tutti i titolari di reddito d'impresa (lavoratori autonomi compresi).

Un incentivo che il Governo aveva cancellato con la Manovra 2019, sostituendolo con la mini Ires. Ora però ci ripensa, e con il decreto crescita reintroduce l’incentivo, considerato insieme al “cugino” iper ammortamento uno degli strumenti cardine del piano Impresa 4.0.

Viene prorogata dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, la maggiorazione del 30% del costo di acquisto dei beni strumentali all’attività di impresa.

Una proroga comunque in forma ridotta visto che il 130% si applica sulla parte di investimenti complessivi che eccedono il limite di 2,5 milioni di euro. Restano esclusi dall’agevolazione gli acquisti di veicoli non strumentali all’impresa. Il super ammortamento potrà essere utilizzato per gli investimenti effettuati fino 30 giugno 2020, a condizione, però, che entro la data del 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia già stato liquidato un acconto almeno pari al 20% per cento del costo di acquisto del bene. 

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Bye bye mini-Ires

E se con la Manovra 2019 il venir meno del super ammortamento era stato compensato con lo spuntare della mini-Ires, il decreto crescita fa il percorso inverso. 

Ritocco quindi per lo sconto dell’aliquota Ires sugli investimenti in beni strumentali e in nuove assunzioni introdotta con l’ultima legge di bilancio.

Data l'accoglienza fredda delle imprese, il Governo propone una nuova versione, prevedendo un taglio progressivo di 4 punti percentuali per gli utili reinvestiti. Si parte da con uno sconto dell’aliquota dell’1,5% che colloca il prelievo sul reddito delle imprese al 22,5% con uno sconto in termini di competenza, stimato dalla Ragioneria, in 989 milioni di euro. Il taglio dell’Ires proseguirà di un altro punto e mezzo sia per il 2020 e il 2021 per attestarsi rispettivamente al 21,5% e al 20,5% per stabilizzarsi al 20% nel 2022 e una riduzione del prelievo di 2,5 miliardi di euro a regime.

Ritocchi anche per la Nuova Sabatini

Restyling anche per la Nuova Sabatini,  il regime di aiuto per agevolare l’accesso al credito delle PMI per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

Il tetto al finanziamento agevolato che può essere concesso a ciascuna impresa salirebbe da 2 a 4 milioni.

Sconto Imu e bonus aggregazioni

Nel provvedimento anche lo sconto sull'Imu degli immobili strumentali. L’attuale aliquota del 40% sale al 50% per il 2019 e all’80% per il trienno 2020-2022. 

Per sostenere la crescita dimensionale delle imprese nel decreto spunta il bonus aggregazioni. Un ritorno, più che una novità: introdotto nel 2009, prevede lo sconto fiscale sul disavanzo da concambio che emerge dalle operazioni di fusione e di scissione effettuate a partire dall’entrata in vigore del decreto crescita e fino al 31 dicembre 2022, nonché sul maggior valore iscritto dalla società conferitaria nelle ipotesi di conferimento di azienda. 

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: cambia tutto?

Non c’è pace per il bonus ricerca e sviluppo. Già la Manovra 2019 aveva ridotto l’aliquota di agevolazione dal 50% al 25% per alcune tipologie di spesa, reintroducendo le aliquote differenziate.

> Legge Bilancio 2019: Bonus ricerca, tornano le aliquote differenziate

Il decreto crescita proroga il credito d’imposta al 2023 e dovrebbe prevedere al contempo un alleggerimento del beneficio, che passerebbe al 25% per ogni tipologia di spesa, eliminando così la possibilità di arrivare al 50% per quelle riferite al personale dipendente e ai contratti stipulati con università, enti e organismi di ricerca, startup e PMI innovative.  

Rientro dei cervelli e patent box

Sempre sul fronte ricerca, il decreto rafforza gli incentivi per il rientro dei cervelli, portando da 4 a 6 anni il regime fiscale di favore introdotto nel 2010 per docenti e ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia. Durata che potrà essere ulteriormente prorogata a 8, 11 e 13 anni, in presenza di specifiche condizioni.

Semplificate poi le procedure per il patent box, il regime di tassazione agevolata (parziale esenzione su IRES e IRAP) per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali. Per beneficiarne i contribuenti potranno scegliere di calcolare e indicare direttamente in dichiarazione il beneficio. La variazione in diminuzione deve essere ripartita in tre quote di pari importo, nell’anno di imposta nel corso del quale è esercitata l’opzione e i due successivi.

Contributi per l’efficienza energetica

Previsti inoltre contributi ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, destinati in particolare ad interventi per l’efficientamento dell'illuminazione pubblica, il risparmio energetico negli edifici di proprietà pubblica o destinati all’uso pubblico, l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Una misura che potrà contare sullo stanziamento di 500 milioni di euro.

Incentivi per investimenti in startup e non solo

Nel decreto crescita trovano spazio anche le Società di investimento semplice (Sis), che potranno investire esclusivamente in startup non quotate, e potranno beneficiare del vantaggio fiscale dell’esenzione dalle tasse dei redditi di capitale.

Le nuove società si costituiscono con capitale fino a 25 milioni, raccolto presso investitori professionali o anche tramite business angels.

Incentivi in arrivo anche per le imprese che si finanziano attraverso canali alternativi, come l’emissione di obbligazioni. La norma mira a sostenere progetti di sviluppo aziendale, con un contenuto strategico per il sostegno alla crescita e alla competitività del Paese e una rilevante dimensione finanziaria, caratterizzati da una soglia prevista da 2,5 a 10 milioni di euro. Le risorse destinate alla misura ammonterebbero a 70 milioni di euro.

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Sismabonus piu’ ampio

La bozza di decreto prevede l’estensione alle zone 2 e 3 di rischio sismico del bonus oggi previsto solo per gli edifici in zona 1 (quella ad altissimo rischio). 

Il beneficio - lo ricordiamo - consiste nella detrazione fiscale del 75% in caso di miglioramento di una classe della classificazione energetica e dell’85% in caso di passaggio di due classi, nonché nella cedibilità per gli incapienti. L'obiettivo è favorire gli interventi antisismici anche sugli immobili posseduti da soggetti che non hanno liquidità necessaria per anticipare tali 

Prevista inoltre la possibilità per il soggetto che sostiene le spese per interventi di efficienza energetica e antisismici di ricevere un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l'intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Tale contributo sarà rimborsato al fornitore sotto forma di credito d'imposta di pari ammontare, da utilizzare in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, senza l'applicazione dei limiti di compensabilità.

Via libera anche alla tassazione agevolata fino al 2021 per le imposte di registro, ipotecarie e catastali relative ai trasferimenti di fabbricati, acquisiti da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi 10 anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione in chiave energetica e antisismica.

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