Housing sociale: accordo MIT-Regioni, in arrivo 250 milioni

Edilizia sociale: photocredit giRRbi da Wikipedia under creative commonsLa Conferenza Unificata ha raggiunto ieri l’intesa che approva il Programma integrato di edilizia residenziale sociale e stabilisce il riparto dei fondi tra le regioni. In arrivo 250 milioni di euro pe ampliare l’offerta di housing sociale in Italia.

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Grazie all’intesa raggiunta tra il Ministero delle Infrastrutture e trasporti e la Conferenza Unificata sul contenuto del programma e sulla ripartizione dei fondi a livello regionale, sarà possibile procedere con i successivi passaggi che permetteranno l’avvio degli interventi di riorganizzazione e rigenerazione urbana volti al miglioramento e allargamento dell’offerta di housing sociale nel Paese.

Gli interventi includeranno anche la messa in sicurezza degli edifici esistenti, agendo sia in termini di riqualificazione antisismica, sia sul versante dell’efficientamento impiantistico.

Il Programma di edilizia sociale

Il Programma su cui è stata raggiunta l’intesa in Conferenza Unificata, elaborato dal MIT, rientra nel più vasto piano decennale per l’edilizia residenziale che è in capo al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), a cui è demandato il compito di indicare gli indirizzi programmatici ed in particolare:

  • determinare le linee di intervento;
  • quantificare le risorse finanziarie necessarie;
  • determinare i criteri generali per la ripartizione delle risorse tra i vari settori d’intervento;
  • indicare i criteri per la ripartizione delle risorse tra le Regioni;
  • determinare le quote da destinare, tra gli altri, a programmi di sperimentazione nel settore dell’edilizia residenziale pubblica.

Il programma che ha ottenuto il via libera del MIT e della Conferenza Unificata rientra in quest’ultima fattispecie, avendo come obiettivo sperimentale quello del “consumo di suolo zero”.

Esso è, infatti, finalizzato a innescare processi rigenerativi di edifici per lo più esistenti, prevedendo soltanto in modo residuo la costruzione di nuovi immobili. Si tratta, inoltre, di interventi che mirano non solo ad una sostenibilità edilizia incentrata sul risparmio di suolo, ma anche all'efficientamento energetico degli edifici in linea con la normativa europea.

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Il riparto dei fondi tra le regioni e i prossimi step

La ripartizione delle risorse tra le regioni è stata effettuata dal MIT sulla base di tre indicatori:

  • La popolazione residente da ultimo aggiornamento ISTAT - peso 20%;
  • Il numero di domande di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata inevase al 1 gennaio 2016 - peso 40%;
  • Le famiglie in affitto da ultimo aggiornamento ISTAT - peso 40%.

Sulla base dei dati comunicati al Ministero, i 250 milioni di euro previsti dal programma sono stati quindi distribuiti sul territorio nazionale in base alle necessità provenienti dalle singole regioni, dando luogo alla seguente ripartizione:

  • Piemonte: oltre 20,9 milioni euro;
  • Valle D’Aosta: oltre 450 mila euro;
  • Lombardia: oltre 47,7 milioni euro;
  • Provincia autonoma di Trento: oltre 2,5 milioni euro;
  • Provincia autonoma di Bolzano: oltre 3,1 milioni euro;
  • Veneto: oltre 16 milioni euro;
  • Friuli Venezia Giulia: oltre 5,8 milioni euro;
  • Liguria: oltre 7,5 milioni euro;
  • Emilia-Romagna: oltre 20,8  milioni euro;
  • Toscana: oltre 17 milioni euro;
  • Umbria: oltre 3,2 milioni euro;
  • Marche: oltre 4,8 milioni euro;
  • Lazio: oltre 21,8 milioni euro;
  • Abruzzo: oltre 3,2 milioni euro;
  • Molise: oltre 617 mila euro;
  • Campania: oltre 21, 4 milioni euro;
  • Puglia: oltre 14,1 milioni euro;
  • Basilicata: oltre 2,4 milioni euro;
  • Calabria: oltre 7,4 milioni euro;
  • Sicilia: oltre 22,6 milioni euro;
  • Sardegna: oltre 5,8 milioni euro.

Con la decisione raggiunta sul riparto dei fondi, la palla passa adesso alle regioni che dovranno individuare i Comuni che potranno presentare le proposte di intervento. La selezione avverrà sulla base di indicatori che siano coerenti con le singole programmazioni regionali in materia di edilizia sociale e che siano capaci di  rappresentare il disagio abitativo, sociale ed economico delle singole aree.

Una volta che le regioni avranno trasmesso le liste dei comuni, il MIT, di concerto con il Ministero dell’Economia (MEF), approverà l’elenco dei Comuni ammessi al finanziamento e, con lo stesso decreto, definirà anche le procedure, le tempistiche e le modalità di monitoraggio del Programma.

> Consulta lo schema di decreto ripartizione risorse

Photocredit: giRRbi da Wikipedia under creative commons

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